Le Quattro Stagioni. Il Baby BoFe’ chiude la stagione con una dedica a Vivaldi

Andato in scena al Teatro dell’Antoniano di Bologna

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Il Baby BoFe’ Finisce per quest’anno l’appuntamento dedicato ai piccoli fruitori di musica classica. Con grande successo si conclude la dodicesima edizione di Baby BoFe’ con la messa in scena in scena di un grande capolavoro della musica classica, intrecciato con un altro evergreen della letteratura per ragazzi. Infatti, lo spettacolo “Le Quattro Stagioni” andato in scena al Teatro dell’Antoniano di Bologna, ha unito la musica di Vivaldi con il celeberrimo racconto di Louis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” permettendo ai più piccoli di viaggiare sulle note del compositore e, nello stesso tempo, di ascoltare la bella storia di Fortunata.

Musica e parole si intrecciano per regalare tante emozioni e, nell’incontro, si arricchiscono di nuovi significati. Il risultato è un racconto a due voci: da una parte quella musicale, narrata da Vivaldi, in cui attraverso le voci dell’orchestra e del violino scorrono le stagioni e i cambiamenti della natura che diventano suoni intenti a riprodurre i diversi e caratteristici momenti di ogni stagione. Le Quattro stagioni, composte nel 1725, si ispirano a brevi testi poetici di carattere descrittivo nei quali ogni suono richiama una stagione. La primavera, ad esempio, è riprodotta attraverso il il suono onomatopeico del canto degli uccelli, mentre nell’estate si sente il ronzare degli insetti e nell’inverno lo stridio del ghiaccio e anche lo stato d’animo delle persone viene evidenziato da una dolcissima melodia.

Nell’intercedere delle stagioni si sviluppa anche la storia della gabbiana Kengah che, rimasta intrappolata in una macchia di petrolio del Mar Nero, riesce a fuggire e incontra il gatto Zorba al quale chiede, prima di morire, di farle tre promesse: di non mangiare l’uovo che lei ha deposto, di averne cura e di insegnare a piccolo che nascerà a volare. Da lì inizia l’avventura di Zorba e dei suoi amici gatti che l’aiutano a crescere Forunata, la Gabbianella che Zorba accudirà con tanto amore fino al giorno in cui la natura prenderà il suo corso e il gabbiano dischiude le ali e impara a volare, grazie al sostegno dei suoi amici felini che la incitano “Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali”.

In scena attori e musicisti si sono divisi il palco per dare vita a uno spettacolo divertente, che ha saputo catturare l’attenzione anche di un pubblico esigente come quello dei bambini. Così, l’orchestra del Collegium Musicum Almae Matris diretta da Roberto Pischella e con Pietro Fabris come violino solista, si è alternata agli attori della compagnia di Fantateatro che hanno interpretato il racconto di Sepúlveda supportati dalla regia e sceneggiatura di Sandra Bertuzzi.

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