Lo sguardo nascosto

Il 7 e 8 dicembre, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, presso l'Agriturismo Agronauta, Piozzano (PC)

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LO SGUARDO NASCOSTOCome mi trasformo quando rido? Come mi vedono gli altri quando piango? E quando mi arrabbio? Quali espressioni assume il mio viso e quali posture prende il mio corpo quando sono sorpreso, impaurito, vergognoso, geloso, invidioso?

Spesso è il nostro stesso sguardo, quello più impietoso verso noi stessi. Ed è uno sguardo che non conosciamo, che non vediamo, ma che abbiamo dentro. E la sua voce è più forte, più presente di quanto immaginiamo. Spesso e volentieri è una voce che ci frena, che ci redarguisce, che ci limita e ci fa sentire inadeguati.

Un week end intensivo in cui il lavoro su di sé, veicolato attraverso le tecniche teatrali, si fonde al prezioso sguardo dell’obiettivo della camera, per restituirci la vera immagine di noi. La scopriremo, la osserveremo, ci commuoveremo e ne rideremo, ci giocheremo insieme, per prendere sempre maggiore consapevolezza della nostra autenticità, del nostro valore e delle risorse personali che ci rendono unici!

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Maria Chiara Signorini

Conduco percorsi di consapevolezza e crescita personale, individuali e di gruppo. I percorsi sono attivi e dinamici in quanto utilizzo le tecniche teatrali e la scrittura autobiografica per accompagnare le persone a superare momenti di difficoltà, traumi, attivare risorse personali o semplicemente ad aumentare la consapevolezza personale. Lavoro attraverso esercizi corporei, sensoriali ed emotivi, accompagnando i miei clienti a migliorare equilibrio psicofisico, relazioni e potenziale, per ritrovare e mantenere armonia nella vita quotidiana.

Sono Teatroterapeuta (APIT – Associazione Professionale Italiana Teatroterapia); Counselor (FAIP Counseling); e Consulente in Scrittura Autobiografica (Libera Università dell’Autobiografia – Anghiari).

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Serena Groppelli

Intorno ai 10 anni, di fronte ad una statua che non smettevo di fissare mio padre mi chiese cosa stessi facendo.

“Prendo appunti visivi”, la risposta.

Poco dopo ho chiesto in regalo una macchina fotografica per la fine delle elementari ed eccola: rossa, laccata, bellissima. Pesava poco meno di un termosifone di ghisa.

Da quel momento non ho più smesso di fotografare e di raccontare, grazie alle immagini, tutto quello che volevo essere: allegra, colorata, cinica, poetica, timida e sfacciata insieme.

Tutto questo in un click?

Tutto. E molto di più.

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