“E il Clamore È Divenuto Voce”

Il ciclo di concerti per celebrare le "voci nere" nel panorama musicale italiano si conclude venerdì 26 febbraio 2021 alle 21:15 in streaming video sui canali social del Musicus Concentus e del BHMF

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Firenze, 24 febbraio 2021 – Con le sue canzoni racconta, in modo autoironico e provocatorio, temi importanti come il razzismo e l’integrazione.

Si chiama Tommy Kuti ed è l’ultimo ospite de “E il Clamore È Divenuto Voce“, il ciclo di concerti curato da Musicus Concentus in occasione del Black History Month Florence: la rete per promuovere la produzione culturale “Black” delle culture afro-discendenti nel contesto italiano.
L’appuntamento previsto per venerdì 26 febbraio alle 21:15, è registrato in Sala Vanni e viene trasmesso in streaming video sui canali social del Musicus Concentus, del BHMF e sulle altre pagine social che aderiscono all’iniziativa.

Cresciuto a Castiglione delle Stiviere, piccolo comune in provincia di Mantova, Tommy Kuti (vero nome Tolulope Olabode Kuti) dopo il diploma di lingue si trasferisce per tre anni a Cambridge, in Inghilterra, dove si laurea in scienze della comunicazione.

Il suo stile musicale è molto eterogeneo, basato su rime dall’alto contenuto sociale che trattano temi importanti e delicati come il razzismo e l’integrazione, con pezzi più ritmati ed autoironici nei quali esibisce con innata naturalezza le proprie capacità di intrattenitore. #AFROITALIANO è la sua prima canzone ufficiale dopo la firma del contratto con la major Universal, da segnalare anche la sua collaborazione con Fabri Fibra nel brano “Su le mani”. La sua versatilità come artista è testimoniata anche dalla partecipazione a Pechino Express nel 2018 e dalla pubblicazione del libro “Ci rido sopra. Crescere con la pelle nera nell’Italia di Salvini” (uscito con Rizzoli nel 2019).

Un racconto personale di un ragazzo con la pelle nera, nato in Nigeria e cresciuto in un quartiere multietnico in provincia di Mantova. Un libro che dà voce a quella nuova leva, vitalissima e gagliarda, che sono gli italiani di seconda generazione, ragazzi che spesso si sono “fatti le ossa” affrontando il razzismo, esplicito o strisciante. Ragazzi che studiano e lavorano, e che, come rappa Kuti, la prima volta che hanno detto “ti amo” l’hanno fatto in italiano.
Il concerto è reso possibili grazie al contributo di Publiacqua.

 


Le attività del Musicus Concentus sono realizzate con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Citta Metropolitana di Firenze e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

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