Marta Cuscunà con “Il canto della caduta”, il racconto di un tempo perduto regnato da donne

Sabato 9 ottobre per la “La scena delle donne”: Marta Cuscunà con “Il canto della caduta” al Teatro Verdi di Maniago, il racconto di un tempo perduto regnato da donne

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Riprende sabato 9 ottobre il programma della XVII edizione del festival internazionale “La scena delle donne”, diretto da Bruna Braidotti, organizzato dalla Compagnia di Arti e Mestieri e realizzato con il contributo del MiC, il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. La prima tappa del mese di ottobre è al Teatro Verdi di Maniago (Pn), dove va in scena alle 20.45, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Voce Donna Onlus – Pordenone, “Il canto della caduta”, uno degli spettacoli di punta di questa edizione, che si concentra sul tema dell’organizzazione sociale arcaica in un mondo in cui dominavano le divinità femminili. «”Il canto della caduta” – dichiara il Centro Antiviolenza Voce Donna Onlus di Pordenone che affianca “La scena delle donne” nell’ospitalità del progetto – ci ricorda se avessimo più sguardo femminile nel mondo vivremmo in una società più pacifica».

 

Originaria di Monfalcone (Go) e in assoluto tra le figure più apprezzate del panorama teatrale contemporaneo, Marta Cuscunà affronta il mito di Fanes della tradizione popolare dei Ladini, una piccola minoranza etnica che vive nelle valli centrali delle Dolomiti. È un ciclo epico che racconta di un regno pacifico guidato da donne regine, distrutto dall’inizio di un’epoca del dominio e della spada. È il canto nero della caduta nell’orrore della guerra. «Oggi siamo ancora immersi in un sistema di guerre incessanti. – così Marta Cuscunà – Sembra che la guerra sia parte inevitabile del destino dell’umanità. Il mito di Fanes, invece, narra di un tempo d’oro della pace che è andato perduto. “Il canto della caduta” vuole portare alla luce il racconto di come eravamo, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita».

Al centro dello spettacolo c’è una guerra che non si vede mai sulla scena, restituita al pubblico dal punto di vista degli unici personaggi che ne traggono sempre vantaggio: i corvi. Il protagonista principale della messa in scena è dunque uno stormo di corvi animatronici, manovrati attraverso joystick meccanici, progettati e realizzati dalla scenografa Paola Villani, il cui lavoro scardina l’immaginario del teatro di figura, in Italia ancora molto legato alla tradizione popolare, e lo fa utilizzando alcune tecnologie di animatronica comunemente applicate al mondo degli effetti speciali cinematografici e realizzate con elementi di componentistica industriale.

Ancora sul tema della mitologia arcaica femminile, domenica 10 ottobre ci sarà alla Scuola di Teatro in Largo Cervignano 71 a Pordenone, dalle 10.00 alle 13.00, il workshop a cura di Bruna BraidottiIl linguaggio della dea”, un’immersione espressiva per scoprire il mondo femminile che deriva dalle riflessioni del pensiero filosofico delle donne e dalle scoperte di studiose e ricercatrici sul matriarcato arcaico. Gli spunti teorici sono tratti dai testi di Marija Gimbutas, Riane Esler, Luce Irigaray, Luciana Percovich e di altre scrittrici che si sono riferite al mito ed alle leggende. Nei miti, nella cultura popolare, in certi riti devozionali, in costumi e tradizioni, nelle fiabe e nelle leggende, oltre che nelle scoperte delle antiche società matriarcali, troviamo ancora i segni di una alterità femminile scomparsa nella nostra cultura. Il laboratorio avvia così l’esplorazione di questo femminile dimenticato, intrecciando l’elaborazione teorica alla pratica espressiva ed individuando, a partire dal loro corpo e dai linguaggi di quest’ultimo, i punti di forza delle donne. Quota di partecipazione al workshop 30 €; info e iscrizioni a info@compagniadiartiemestieri.it).

 

 

sabato 9 ottobre  

Teatro Verdi, Maniago | ore 20.45

spettacolo in collaborazione con Centro Antiviolenza Voce Donna Onlus – Pordenone

IL CANTO DELLA CADUTA

di e con Marta Cuscunà
progettazione e realizzazione animatronica Paola Villani
assistente alla regia Marco Rogante
co-produzione Centrale Fies, CSS Teatro stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Torino, São Luiz Teatro Municipal | Lisbona
in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano, A Tarumba Teatro de Marionetas | Lisbona

Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies

 

Info contatti e biglietteria

  1. 0434 40115; +39 340 0718557

info@compagniadiartiemestieri.it; www.scenadelledonne.it/biglietteria