Teatro Vascello, la stagione 2022 da gennaio a maggio

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Ricerca, nuovi linguaggi, tradizione, ma soprattutto un teatro d’arte, di qualità.
Ecco che il Teatro Vascello si appresta a varare la stagione 2022 da gennaio a maggio.
Lasceremo la tempesta alle nostre spalle per vivere insieme questa stagione di grande teatro.
Crediamo nella ripresa, nella curiosità e voglia del pubblico di TORNARE A TEATRO per non essere Mai Più Soli come recita il nostro slogan da più di due anni ormai.
E quindi un programma di Prosa, Danza, Musica, com’è tradizione del teatro Vascello ormai da decenni, insieme a incontri letterari, spettacoli per bambini, presentazione di libri, approfondimenti etc.
Le proposte le abbiamo concepite su due binari paralleli, una stagione di Prosa, qui indicata in questo programma, e una stagione progettuale dove troverete proposte per musica, danza, circo, teatro e teatro performativo.
La stagione di prosa, comincerà con “Miracoli Metropolitani” della travolgente Carrozzeria Orfeo, seguita da “Ditegli sempre di Si “un classico rappresentato dalla compagnia De Filippo.
La nuova drammaturgia rappresentata da” Art “di Jasmine Reza, seguita da uno “Zoo di vetro” messo in scena dal giovane talentuoso Leonardo Lidi.
Ci sono alcune riprese di spettacoli che hanno avuto un consenso talmente straordinario da volerli ripresentare al nostro affezionato pubblico:
“Con il vostro irridente silenzio” di Fabrizio Gifuni e il “Macbettu” di Alessandro Serra.
Una nuova produzione della Fabbrica dell’Attore sarà “Elettra” di Hofmannsthal per la regia di Andrea Baracco. Il ritorno di Roberto Latini con “In Exitu” e “Venere e Adone “soltanto la bravura e unicità di questo artista poteva affrontare Testori e Shakespeare quasi contemporaneamente. Doveroso ripresentare due nostre produzioni: Glory Wall di Leonardo Manzan che dopo il premio come miglior spettacolo alla Biennale Teatro di Venezia del 2020 andrà in tournèe in Italia e al’estero, e lo spettacolo de Lacasadargilla con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli, candidato agli UBU “L’amore del cuore” di Caryl Churchill.
Parallelamente alla stagione di prosa, un programma progettuale che include proposte di Teatro, Danza e Musica, com’è tradizione del teatro Vascello ormai da decenni, insieme a incontri letterari, spettacoli per bambini, presentazione di libri, approfondimenti etc.
Per il teatro una riscrittura dal Pinocchio di Collodi “Error materia” del giovane gruppo Uror neo diplomati all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, Toni un monologo di Paolo Zuccari, quasi un noir dalle tinte forti e coinvolgenti, e infine il nuovo spettacolo di Stefano Napoli artista visivo e performer che chiuderà la sua trilogia sulle Regine Nere (Dark Queen) con Vanity Dark Queen.
Tre proposte per la danza: Equilibrio dinamico, giovane compagnia, ma già selezionata per l’edizione del 2022 della NID Platform del Ministero della Cultura, la compagnia Atacama con una doppia programmazione, La danza della realtà presentato solo in streaming nel periodo di chiusura dei teatri causa restrizioni Covid e in prima assoluta Altrove oltre il mondo, infine Lorenzo Covello artista performativo tra teatro danza e circo già vincitore del fringe festival presente la sua ultima creazione Prometeo ?
Spazio anche alla musica con tre appuntamenti: in quest’anno di ricorrenza della sua nascita vogliamo ricordare un Pasolini inedito con le “Canzoni di Pasolini “cantate da Nuccio Siano e Aisha Cerami.
Un omaggio al grande, grandissimo Maestro Morricone con un concerto di Paolo Vivaldi.
E infine una serata dedicata all’artista geniale che è stato Lucio Dalla con un ensemble di grande spessore, musicisti sempre in tour con i più importanti cantautori italiani, come Baglioni, Pausini, Mannoia.
Non c’è bisogno di ribadire che veniamo da un momento molto complicato per tutti, di spaesamento, di incertezze, di vuoto cosmico, forse il teatro può essere un antidoto alle nostre paure, e restituirci fiducia e interesse e nutrimento. Speriamo che anche questa stagione sia di vostro gradimento e che accorriate numerosi, perché lo sapete, soltanto grazie a voi il Teatro Vascello può continuare ad esistere.
Grazie
Manuela Kustermann

PROGRAMMAZIONE
GENNAIO MAGGIO 2022

dall’11 al 23 gennaio 2022
dal martedì al venerdì h 21 – sabato h 19 – domenica h 17
MIRACOLI METROPOLITANI
uno spettacolo di
CARROZZERIA ORFEO
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con (in o.a.)
Elsa Bossi Patty
Ambra Chiarello Hope
Federico Gatti Igor
Beatrice Schiros Clara
Massimiliano Setti Cesare
Federico Vanni Plinio
Aleph Viola Mosquito/Mohamed
Si ringrazia Barbara Ronchi per la voce della moglie.
musiche originali Massimiliano Setti
scenografia e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini
illustrazione locandina Federico Bassi
foto di scena Laila Pozzo
organizzazione Luisa Supino
ufficio stampa Raffaella Ilari
una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di
Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini
in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto –
Teatro Dimora | La Corte Ospitale”
Con questo testo, Gabriele Di Luca, è stato selezionato come autore italiano nel progetto americano
ITALIAN PLAYWRIGHTS PROJECT 3a EDIZIONE (2020/22), finalizzato alla promozione della scrittura
creativa contemporanea.

 

Mentre all’esterno le fogne, ormai sature di spazzatura e rifiuti tossici, stanno lentamente allagando la città, gettando la popolazione nel panico e costringendola ad una autoreclusione forzata in casa, in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari, si muovono otto personaggi: Plinio, chef stellato un tempo e oggi caduto miseramente in rovina, che coltiva sogni impossibili di riscatto culinario mentre la realtà gli impone di cucinare squallidi cibi precotti e liofilizzati importati dalla Cina; sua moglie Clara, ex lavapiatti e infaticabile arrampicatrice sociale, che con il tempo si è trasformata in un’improbabile e bizzarra imprenditrice di classe, in eterno conflitto con il marito sulla gestione dell’attività; Igor, figlio di Clara e figliastro di Plinio, un ragazzo di 19 anni, con grossi problemi di disabilità emotiva, autorecluso ormai da mesi nella propria stanza e ossessionato da un videogame sulla guerra (Affonda l’immigrato), unica valvola di sfogo per le proprie frustrazioni. Come se non bastasse, presto si unisce alla famiglia Patty, la madre settantenne di Plinio, ex brigatista e femminista convinta, che dopo aver speso la vita ad aiutare i popoli di mezzo mondo nella lotta contro le dittature di destra che li opprimevano, è ora tornata in Italia per combattere la sua ultima battaglia: a causa dell’emergenza fognaria il governo è stato costretto ad emanare un decreto di sostegno per le fasce più deboli della popolazione, ma ecco che quando tra i beneficiari vengono inclusi anche gli immigrati, violenti gruppi di destra iniziano a perseguitarli e ucciderli impunemente al grido di “Prima la Patria.” Un nuovo capro espiatorio è stato trovato, un facile nemico a portata di mano da strumentalizzare politicamente e che in breve tempo porterà ad una guerra civile che velocemente precipiterà nella costituzione di un nuovo governo dai chiari richiami fascisti.A completare il quadro tragicomico quanto amaro della storia, ci sono poi Cesare, un aspirante suicida che casualmente entra a far parte della “squadra” e presto si affezionerà in modo tenero quanto morboso al problematico Igor; Mosquito, un carcerato aspirante attore costretto ai lavori socialmente utili, grazie ad un accordo tra il direttore del carcere e Clara che, non senza egoismo, lo sfrutta per accedere ai fondi europei; Mohamed, professore universitario in Libano e rider sottopagato e sfruttato in Italia. Infine, Hope, una misteriosa, aggressiva e buffa lavapiatti etiope, che nasconde un grande segreto e obiettivi moralmente discutibili…

Dal 25 gennaio al 6 febbraio 2022

dal martedì al venerdì h 21 – sabato h 19 – domenica h 17

Ditegli sempre di sì

di Eduardo De Filippo

con (in ordine di locandina)

Carolina Rosi, Gianfelice Imparato, Edoardo Sorgente, Massimo De Matteo, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti, Viola Forestiero, Vincenzo D’Amato, Gianni Cannavacciuolo, Boris De Paola

Regia Roberto Andò

scene e luci Gianni Carluccio, costumi Francesca Livia Sartori

produzione Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, Fondazione Teatro della Toscana

Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, ha affidato la regia di Ditegli sempre di sì ad uno tra i più autorevoli registi italiani, Roberto Andò. Una produzione importante per la Compagnia, che continua, nel rigoroso segno di Luca, a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale.

L’opera, tra le meno note di Eduardo, si basa sul perfetto meccanismo del testo in equilibrio tra comico e tragico; una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale.

Nel ruolo di Michele Murri Gianfelice Imparato e ad interpretare sua sorella Teresa è Carolina Rosi; a dirigere la Compagnia Roberto Andò, regista abituato a muoversi tra cinema e teatro, qui alla sua prima esperienza eduardiana.

dal 15 al 20 febbraio 2022
dal martedì al venerdì h 21 – sabato h 19 – domenica h 17
ART
di YASMINA REZA
Permission granted by Thaleia Productions, 6 rue sedillot 75007 Paris France
Traduzione Federica Di Lella
Lorenza Di Lella – Adelphi
Con Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi
di Generazione Disagio
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
Regia e scene Emanuele Conte
Costumi Daniela De Blasio
Luci Matteo Selis
Assistente alla regia Alessio Aronne

Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta da Yasmina Reza e tradotta in circa trenta lingue. In una stanza, i tre protagonisti, si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco discutendo sul prezzo d’acquisto per il quale è stato comprato da uno dei tre. La discussione diventa ben presto un dibattito dai toni accesi sull’arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l’arte ma il rapporto di amicizia tra i protagonisti. L’autrice dimostra quanto anche un rapporto profondo come l’amicizia nasconda insidie insospettabili. I dialoghi serrati raccontano di come i tre amici, non riescano a comunicare realmente, arrivando a incrinare, forse in modo irreparabile, il loro rapporto.

 

dal 22 al 27 febbraio 2022
dal martedì al venerdì h 21 – sabato h 19 – domenica h 17
Lo zoo di vetro
di Tennessee Williams
adattamento e regia Leonardo Lidi
con (in ordine alfabetico) Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Mario Pirrello, Anahì Traversi
scene e light design Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
sound design Dario Felli
assistente alla regia Alessandro Businaro
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Teatro Carcano Centro d’Arte Contemporanea,
TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Centro Teatrale Santacristina
partner di ricerca Clinica Luganese Moncucco
Lo zoo di vetro viene presentato per gentile concessione della University of the South,
Sewanee, Tennessee.

Lo spettacolo
Leonardo Lidi è autore e regista de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams, spettacolo che ha debuttato in prima assoluta al LAC il 4 novembre 2019. Una prova importante per il talentuoso regista emiliano, già vincitore della sezione College che la Biennale Teatro di Venezia dedica ai giovani artisti e del recente Premio della Associazione Nazionale Critici di Teatro 2020, che gli è stato conferito insieme a Mariangela Granelli, in scena nel ruolo di Amanda Wingfield accanto a Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Mario Pirrello, Anahì Traversi.
Un lavoro in cui il soggiorno della famiglia Wingfield viene reinterpretato e illuminato dallo
scenografo losannese Nicolas Bovey, già allievo di Margherita Palli, e gli interpreti indossano i costumi firmati da Aurora Diamanti. Lo zoo di vetro – che Williams scrisse ispirandosi alla sua storia personale – racconta le vicende della famiglia Wingfield composta dalla madre Amanda e dai suoi due figli, Tom e Laura, ragazza timida e claudicante. Abbandonata dal marito, Amanda deve affrontare le difficoltà, i timori e le ansie che le derivano dal desiderio di assicurare un futuro sereno ai suoi figli.

dall’8 al 13 marzo 2022
dal martedì al venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17
FABRIZIO GIFUNI
Con il vostro irridente silenzio
Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro
ideazione e drammaturgia di Fabrizio Gifuni
Si ringraziano
Nicola Lagioia e il Salone internazionale del Libro di Torino
Christian Raimo per la collaborazione
Francesco Biscione e Miguel Gotor per la consulenza storica
foto di: Mimmo Frassineti

Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta: scrive lettere, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie. E insieme compone un lungo testo politico, storico, personale – il cosiddetto memoriale – partendo dalle domande poste dai suoi carcerieri.
Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro, l’insieme delle carte scritte nei 55 giorni della sua prigionia: quelle ritrovate o, meglio, quelle fino a noi pervenute. Un fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Moro non è Moro, veniva detto. La stampa, in modo pressoché unanime, martellò l’opinione pubblica sconfessando le sue parole, mentre Moro urlava dal carcere il proprio sdegno per quest’ulteriore crudele tortura. A distanza di quarant’anni il destino di queste carte non è molto cambiato. Poche persone le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle.
I corpi a cui non riusciamo a dare degna sepoltura tornano però periodicamente a far sentire la propria voce. Le lettere e il memoriale sono oggi due presenze fantasmatiche, il corpo di Moro è lo spettro che ancora occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre.
Dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, in due spettacoli struggenti e feroci, riannodando una lacerante antibiografia della nazione, Fabrizio Gifuni attraverso un doloroso e ostinato lavoro di drammaturgia si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia d’Italia.
Prezzi intero € 25, ridotto over 70 €18, ridotto under 26 €15, info 065898031 promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
Teatro Vascello via Giacinto Carini 78 Roma Monteverde dal 15 al 19 marzo 2022

dal martedì al venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17
M A C B E T T U
di: Alessandro Serra
tratto dal Macbeth di William Shakespeare
con: Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Alessandro Burzotta, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica: Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena: Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore: Marcellino Garau
Tecnico della luce e Direzione Tecnica: Stefano Bardelli
Tecnico del suono: Giorgia Mascia
regia, scene, luci, costumi: Alessandro Serra
produzione: Sardegna Teatro, compagnia Teatropersona
distribuzione: Danilo Soddu
con il sostegno di: Fondazione Pinuccio Sciola e Cedac Circuito Regionale Sardegna
lingua: sardo con sovratitoli in italiano

Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi e evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve. Alessandro Serra

Premi: Premio Ubu 2017 come Spettacolo dell’Anno

Premio della Critica Teatrale conferito dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro

Festival MESS Awards (Sarajevo):
-     Best Director  – Alessandro Serra
-     The Golden Mask Award by Oslobodenje – Macbettu
-     The Luka Pavlovic Award by theatre critics – Macbettu
PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO 2019
Migliore spettacolo di prosa
Alessandro Serra migliore scenografo

dal 25 marzo al 3 aprile 2022

dal martedì al venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17
ELETTRA, tanta famiglia e così poco simili
di Hugo Von Hofmannsthal
con Manuela Kustermann, Flaminia Cuzzoli, Carlotta Gamba, Alessandro Pezzali
scene Luca Brinchi e Daniele Spanò
Musiche originali Giacomo Vezzani
costumi Marta Crisolini Malatesta 
aiuto regia Maria Teresa Berardelli
adattamento e regia Andrea Baracco
produzione La Fabbrica dell’Attore – teatro Vascello

CLAUDIO Ma ora, a noi, Amleto, mio nipote e figlio.
“Servirsi dell’antichità come uno specchio magico in cui speriamo di ricevere il nostro porprio volto”, parte da questo impulso intellettuale Hofmannsthal accingendosi alla riscrittura del classico sofocleo. Spoglia l’immagine classica dei miti da ogni possibile dimensione storica, culturale e antropologica, e restituisce corpi secchi, minimali, fuori da qualsiasi retorica e pathos. Rovescia sopra le pagine del mito una bottiglia di whisky e lascia vivere i personaggi in un’ebrezza feroce, senza tregua, in una specie di spazio onirico in cui si è più ombra che figura. Elettra, così ci appare, come un grande messa in scena della psiche, con i protagonisti alla ricerca delle parole con cui raccontarsi; ma la lingua non ha accesso agli abissi della vita. Chi, come Lord Chandos, autore immaginario della famosa lettera di Hofmannsthal, si lasci sopraffare da questa esigenza, ne viene a tal punto travolto da dover rinunciare a scrivere, da precipiatre nel silenzio, fino all’afasia.
Il dramma mostra tre personaggi femminili spezzati nel desiderio di essere altro da ciò che sono; chi madre ed è figlia (Crisotemide), chi figlia ed è orfana (Elettra), chi vittima ed è carnefice (Clitennestra). E non è affatto semplice riuscire a trovare le parole per narrare la zona di confine, l’ibrido, la soglia, il doppio, in definitiva la complessità; spesso si entra nella balbuzie, nell’inciampo linguistico, nel’incapacità di far proseguire la frase: “Le parole astratte, a cui la lingua, secondo natura, deve pur ricorrere per esprimere un qualsiasi giudizio, mi si sfacevano nella bocca come funghi ammufiti”.
Lo spazio è un delirio di ombre/fantasmi che ben in vista si nascondono, rendendo il luogo lugubre e peino di insidie. Le tre donne, immerse nella più assoluta solitudine, non sono, in verità, mai sole. Uomini, per lo più mezzi uomini, spiano da ogni angolo, e giudicano le azioni delle loro madri, figlie, sorelle, amanti. I legami sono spezzati, per sempre. “Tanta famiglia, e così poco simili” risponde Amleto allo zio Claudio che lo sollecita sul tema, mi piace pensare, che Hofmannsthal, grande amante di Shakespeare e ossessionato dal Principe, sia partito proprio da quì, da questa battuta, per la sua Elettra. C’è molta, troppa famiglia, dentro le teste delle tre donne. C’è molta, troppa memoria del maschio/padre. Bisogna liberarsene, eliminarlo, se necessario ucciderlo e subito dopo abbandonarsi al silenzio. Andrea Baracco

dal 3 all’8 maggio 2022

ROBERTO LATINI in
3-4-5 maggio
IN-EXITUS di Giovanni Testori
nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini
musiche e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
collaborazione tecnica Riccardo Gargiulo, Marco Mencacci, Gianluca Tomasella
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
con la collaborazione di Armunia Festival Costa degli Etruschi
Associazione Giovanni Testori,
Napoli Teatro Festival Italia
con il contributo di Regione Toscana e MiBAC

Continua l’incontro e lo scambio artistico di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi con Roberto Latini, che da qualche anno collaborano nella realizzazione di spettacoli e progetti come il Teatro Laboratorio della Toscana. Prosegue la storia della Compagnia con Giovanni Testori e il lavoro di ricerca sulle lingue segrete del teatro. Marcel Proust sostiene che i bei libri sono scritti come in una lingua straniera cosicché, secondo lo scrittore francese, ogni lettore, sotto ogni parola, può mettere il proprio senso o almeno la propria immagine, che spesso è un ‘contro senso’. Anche per l’attore ogni testo è come se fosse scritto in una lingua straniera e il suo compito è tradurre da questa lingua nella propria. Adesso sarà Roberto Latini ad affrontare la furente inventività linguistica di In exitu, 1988, e a dare vita alla parola testoriana. L’uscita di scena di un tossico degli anni ’80 in una città qualsiasi tra le Milano di un nord qualsiasi è dolore e solitudine straziante di una vita consumata in evasione, in eversione. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico. Testori come fosse il pusher di una lingua teatrale che si fa linguaggio. Drogato è il testo e le parole sfidano il pensiero e la sintassi, come l’Ulisse di Joyce, il Lucky di Beckett, come agli orli della vita, direbbe Pirandello. Tutto sembra svilupparsi nella sensazione del fondamentale e iniziatico “Quem quaeritis” del Teatro Sacro Medievale. In mezzo, c’è una nebbia incapace di fermare il tempo e la consolazione. In Exitu è come una Pietà. La parabola parabolica di vita vissuta da Riboldi Gino è quella di un povero Cristo tenuto in braccio da Madonne immaginate, respirate, disarticolate, nella fonetica di una dizione sollecitata fino all’imbarazzo tra suono e senso, come fossero le parole ad essere infine deposte dalla croce sulle quali Testori le ha inchiodate. “Chi cercate?” “Non è qui!”, risponderebbe l’angelo.
Prezzi intero € 25, ridotto over 70 €18, ridotto under 26 €15, info 065898031 promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
Teatro Vascello via Giacinto Carini 78 Roma Monteverde
Acquista i biglietti on line https://www.vivaticket.com/it/biglietto/in-exitu/171936

6-7-8 maggio
VENERE E ADONE (Siamo della stessa mancanza di cui son fatti i sogni)
di e con Roberto Latini
musica e suono Gianluca Misiti
luce Max Mugnai
costume Gianluca Sbicca
scena Marco Rossi
produzioni Compagnia Lombardi Tiezzi

In uscita da questo tempo immobile, mi piace riferirmi allo stesso argomento che scelse Shakespeare quando i teatri a Londra nel 1593 furono chiusi per la peste: Venere e Adone. L’amore terrestre e quello divino nel disarmo di un destino ineluttabile. Voglio smettere lo spettacolo, o la proposta che gli farebbe il verso, a favore di un materiale in movimento, incessante, fluido. Provare ad aprire al pubblico l’impreparazione del processo creativo, non alcuna pretesa di prodotto finito.

dal 10 al 15 maggio 2022

dal martedì al venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17
GLORY WALL
di Leonardo Manzan e Rocco Placidi
con Leonardo Manzan, Rocco Placidi e Paola Giannini, Giulia Mancini
scenografie Giuseppe Stellato
luci Paride Donatelli
progetto sonoro Filippo Lilli
regia Leonardo Manzan
produzione Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore -Teatro Vascello, Elledieffe
Miglior spettacolo de La Biennale Teatro 2020

Leonardo Manzan, classe 1992, si diploma attore alla Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Esordisce alla regia con lo spettacolo It’s App to You (vincitore di numerosi premi tra cui InBox 2018). Vince il bando per registi Under 30 della Biennale di Venezia 2018/19 con lo spettacolo-concerto Cirano deve morire. Invitato alla Biennale Teatro 2020, presenta lo spettacolo Glory Wall che si aggiudica il premio come Miglior spettacolo, ed è la sua personale interpretazione del tema del Festival: la censura.
“l’arte vive di costrizioni e muore di libertà” Paul Valéry

dal 19 al 22 maggio 2022
dal martedì al venerdì ore 21 – sabato ore 19 – domenica ore 17
L’AMORE DEL CUORE
un progetto de lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli
con Tania Garribba, Fortunato Leccese, Alice Palazzi, Francesco Villano e con Angelica Azzellini
suoni e spazio scenico Alessandro Ferroni
luci Omar Scala
costumi Camilla Carè
immagini Maddalena Parise
aiuto regia Flavio Murialdi
foto di scena Sveva Bellucci
comunicazione Mergherita Masè
traduzione Laura Caretti e Margaret Rose
una produzione Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore e lacasadargilla
con il supporto di Theatron Produzioni e il sostegno di Bluemotion

Un singolare testo sull’attesa, una storia familiare, punteggiata da fatti e incidenti non esplicitamente legati tra loro, ma percorsi tutti da una stessa preziosa inquietudine, in cui l’ordinaria perversità dell’istituzione familiare è letteralmente ‘gettata in scena’, per spingersi fino a un vero e proprio sabotaggio – della parola, del linguaggio, del teatro stesso e del sistema di segni attraverso la cui mediazione diamo senso al mondo.
Scrittura, quella di Caryl Churchill, che – come un vaso di Pandora – è piena di affascinanti trabocchetti drammaturgici, d’invenzioni e sperimentazioni sul filo della lingua e dell’azione, sotto cui sono disseminati i temi, la messa in scena della realtà, la frattura tra questo rappresentare e il rappresentarsi – come società o come uomini – rincorrendo quella cosa chiamata verità.

CARD ABBONAMENTI

Card ZEFIRO a 5 spettacoli € 75 (valido per una persona, senza giorno fisso)
Miracoli metropolitani
Art
In Exitu/Venere e Adone
Macbettu
Glory Wall
Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/biglietto/card-zefiro-a-5-spettacoli/172144

Card MINI ZEFIRO a 3 spettacoli € 45 (valido per una persona, senza giorno fisso)
Art
In Exitu/Venere e Adone
Glory Wall
Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/biglietto/card-mini-zefiro-a-3-spettacoli/172143

Card EOLO a 5 spettacoli € 75 (valido per una persona, senza giorno fisso)
Ditegli sempre di si
Con il vostro irridente silenzio
Elettra
Zoo di vetro
L’amore del cuore
Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/biglietto/card-eolo-a-5-spettacoli/172141

Card MINI EOLO a 3 spettacoli € 45 (valido per una persona, senza giorno fisso)
Elettra
Zoo di vetro
L’amore del cuore
Acquista on line https://www.vivaticket.com/it/biglietto/card-mini-eolo-a-3-spettacoli/172142

BIGLIETTERIA
intero € 25
ridotto over 70 € 18
ridotto under 26 € 15

ORARI
dal martedì al venerdì ore 21
sabato ore 19
domenica ore 17

Programma completo su: https://www.teatrovascello.it/
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 
Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello. Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello
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