“Tutta casa, letto e chiesa” a Soverato

Recensione di Vito Fabio

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Successo per lo spettacolo scritto da Dario Fo e Franca Rame che ha calcato le scene del teatro del Grillo

 

Attuale come non mai “Tutta casa, letto e chiesa” scritto da Dario Fo e Franca Rame, compagni nella vita e sulla scena è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna. Ebbene, si è assistito lo scorso sabato a partire dalle 20,45 nello splendido teatro del Grillo di Soverato in provincia di Catanzaro e replica in pomeridiana a partire dalle 17 del giorno successivo domenica 16 gennaio. Si è riso, e molto, con la protagonista un’altrettanto splendida Valentina Lodovini,per la regia di Sandro Mabellini, ma alla fine ciò che resta resta addosso è una grande amarezza. Il primo debutto è stato a Milano, alla palazzina Liberty, nel ‘77, in appoggio alle lotte del movimento femminista. Il testo è tuttora allestito in oltre trenta nazioni: la condizione della donna, purtroppo, è simile ovunque. “Il protagonista assoluto di questo spettacolo – si legge in una nota di regia – sulla donna è l’uomo. Meglio, il suo sesso! Non “in carne e ossa”, ma è sempre presente, enorme, che incombe… e che schiaccia le donne! Le donne… sono anni che si battono per la loro liberazione, chiedendo parità di diritti con l’uomo, parità sociali, parità di sesso… E quando mai! Le donne non arriveranno mai ad uguagliare l’uomo in questo campo. È del tutto utopistico sperarlo… anche per un fatto anatomico. Donne rassegnatevi! Anche agli albori del secondo millennio le donne sono sottomesse alla cultura del sesso del maschio!”

 “Dopo la presentazione del protagonista maschile, – continua la nota – veniamo ai personaggi femminili. Nel primo brano, Una donna sola, troviamo una casalinga, la casalinga per antonomasia, che ha tutto all’interno della sua famiglia, meno la cosa più importante: la considerazione, l’essere trattata come una persona, in individuo e rispettata in quanto tale, non solo usata come oggetto sessuale e come domestica senza stipendio, né pensione. Abbiamo tutte la stessa storia è la rappresentazione di un rapporto sessuale tra un maschio e una femmina. Mimato, per carità! Un rapporto sessuale con la donna – ahinoi! – subalterna all’uomo, come succede quasi sempre. Terzo brano Il risveglio. Qui abbiamo una donna, un’operaia, sfruttata tre volte: in casa come donna tuttofare, in fabbrica e a letto. Non poteva mancare questo personaggio nella nostra galleria: personaggio “portante” nella nostra società.

E’ stata un’occasione per divertirsi e soprattutto per riflettere.