Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi entra a far parte della Fondazione Teatro della Toscana

La casa di produzione teatrale di Giancarlo Mordini, Angelo Savelli e Francesco De Biasi entra a far parte del Teatro della Toscana

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La Fondazione Teatro della Toscana si allarga, accogliendo Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi tra i membri di una grande famiglia artistica, da oggi ancora più ricca e innovativa. Quella cresciuta in questi anni intorno a Giancarlo Mordini e Angelo Savelli, infatti, è una realtà teatrale profondamente legata al territorio e allo stesso tempo attenta alla drammaturgia internazionale, vocata da sempre alla sperimentazione artistica e al coinvolgimento dei giovani.

La Fondazione lo ha annunciato ieri con una conferenza stampa nel foyer del Teatro della Pergola. Di seguito il comunicato ufficiale.

La sala di Via Vittorio Emanuele II, a Firenze, è da oggi fra gli spazi gestiti dalla Fondazione Teatro della Toscana (Teatro della Pergola, Teatro Era, l’Oltrarno – Scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco Favino), continuando il suo lavoro qualificato su drammaturgia, ricerca, scuola e periferie, come un ponte verso il decentramento della proposta a livello della Città Metropolitana Fiorentina.

Lo stile di gestione del progetto del Teatro di Rifredi si identificherà sempre di più con i cambiamenti dei modelli di fruizione della proposta culturale, che si ritrovano anche tra gli obiettivi della Agenda 2030. Ovvero la promozione di luoghi e spazi che promuovono benessere e salute, educazione e formazione, uguaglianze, società pacifiche e inclusive. L’importanza, dunque, di recarsi a teatro non solo per la fruizione di un evento culturale, ma anche per alimentare salute e benessere sociale.

«Oltre 10 anni fa abbiamo salvato la Pergola dopo la chiusura dell’ETI promuovendo la sua rinascita con la Fondazione CR Firenze. Firenze – afferma il Sindaco Dario Nardella – si è stretta al suo teatro e non ne ha permesso né chiusura né ridimensionamento. La nostra scelta ha pagato, dato che già pochi anni dopo il teatro ha ottenuto il riconoscimento di Teatro Nazionale e anche Regione e Comune di Pontedera hanno voluto sostenerlo. In questi anni il teatro ha coltivato i rapporti col territorio, ma ha anche assunto una vocazione sociale e internazionale ben definite. Con l’ingresso di Rifredi si aggiunge un altro prezioso tassello che fa di questa istituzione una delle più grandi e importanti della prosa a livello nazionale».

«Questa operazione è una garanzia di continuità per l’esperienza del Teatro di Rifredi ed è un nuovo passo – dichiara il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – per una diversa fruizione dello spettacolo soprattutto da parte dei giovani. Andare a teatro, al cinema, o all’opera, deve essere sempre più una occasione di arricchimento anche morale, sociale, formativo e quanto sta facendo il Teatro della Toscana si inserisce nella nuova progettualità che la Fondazione CR Firenze sta attuando da tempo con lo stesso spirito e gli stessi obiettivi. La pandemia ha reso tutto questo ancora più urgente e necessario».

“L’ingresso nella Fondazione Teatro della Toscana di una realtà come quella del Teatro di Rifredi, con la sua lunga storia e la sua qualificata e innovativa proposta drammaturgica, culturale e sociale, è un’ottima notizia – afferma il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – per il mondo dello spettacolo e per la nostra regione. È un’ottima notizia perché arricchisce l’offerta teatrale della Toscana in un momento particolare, che ci vede impegnati nella ripartenza dopo i difficilissimi anni della pandemia. Una ripartenza che non potrebbe avvenire sotto migliori auspici. Ancora una volta il gioco di squadra fra istituzioni culturali e fra queste e le istituzioni ha prodotto risultati di eccezione. Sulla cultura, in generale, e in particolare su tutto quello che è lo spettacolo dal vivo, dal teatro alla danza, dalla musica al cinema, la Regione intende puntare e investire. Lo abbiamo ricordato – prosegue il Presidente Giani – nel corso degli Stati generali svoltisi meno di un mese fa con tutti gli operatori del settore, una sorta processo di rinascita dopo il buio del Covid. Perché di tutto questo abbiamo bisogno, non fosse altro perché la cultura ci dà quel messaggio profondo di speranza e di rigenerazione cui l’uomo, oggi più che mai, aspira. Un messaggio che nella dimensione dello spettacolo trova davvero un prezioso alleato».

«Sono lieto che il Teatro di Rifredi / Pupi e Fresedde di Giancarlo Mordini e Angelo Savelli entri a pieno titolo nella nostra Fondazione, con il suo portato di lavoro sulla drammaturgia, sui giovani, sulla ricerca – dichiara il Presidente del Teatro della Toscana Tommaso Sacchi – la progettualità si avvale della partecipazione di artisti di comprovata fama e professionalità. È questa anche l’ulteriore occasione per promuovere una nuova generazione di attori, di registi e di musicisti professionisti tra i venti e i trent’anni, a cui Giancarlo e Angelo hanno sempre guardato con attenzione e partecipazione lungo tutta la loro importante storia nel teatro e nella cultura di Firenze».

È la grande novità per il triennio 2022-2024: con Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi il progetto della Fondazione Teatro della Toscana si arricchisce così di un importante centro progettuale che fa da sempre della ricerca sulla drammaturgia italiana e straniera e sul sostegno alle nuove generazioni i tratti salienti della propria azione.

All’interno della Fondazione Teatro della Toscana il Teatro di Rifredi continua a essere, in un nuovo e più ragionato contesto, quello che è stato fino ad oggi: un vivace centro di cultura contemporanea e un accogliente spazio per artisti e spettatori, con un costante impegno nello sviluppo della creatività contemporanea a stretto contatto con la scena e nella conservazione del repertorio e dei progetti ad esso connessi.

Un teatro che nasce sulle tavole del palcoscenico perché frutto della creatività di artisti contemporanei che si mettono in gioco a 360 gradi, utilizzando in libertà tutte le potenzialità della scrittura scenica, condividendo con gli spettatori i rischi della scoperta e dell’innovazione.

Tutto questo si sviluppa lungo tre importanti sotto-progetti:

–       I NEOLATINI, progetto di promozione della drammaturgia contemporanea internazionale dedicato ad autori francesi, belgi, spagnoli, catalani, portoghesi e latino-americani. Una drammaturgia molto forte nei contenuti ed estremamente originale nella forma che parla in maniera impietosa e coinvolgente della complessità del nostro presente. Questo avviene con autori di riferimento: il franco-uruguaiano Sergio Blanco; il catalano Josep Maria Mirò, pluripremiato in patria e all’estero; il francese Remi De Vos, drammaturgo di punta della scena teatrale d’oltralpe; il trio di autori belgi Nicolas Buisse/Fabrice Murgia/Fabio Zenoni. A questi si aggiungono il giovane ma già affermato drammaturgo cubano Abel Melo e il più maturo scrittore argentino Hernan Casciari, i quali, partendo da situazioni contingenti dell’America Latina, fotografano – uno in maniera drammatica e l’altro in modo grottesco – le contraddizioni sociali di una realtà globalizzata in movimento.

–       SCRITTURE DI SCENA, progetto basato su spettacoli che portano in scena testi di autori italiani viventi, capaci di rispecchiare in maniera originale e stimolante temi, problematiche, conflitti ed aspirazioni della nostra contemporaneità. Tra questi Emma Dante e Tindaro Granata, due siciliani che hanno conquistato le platee nazionali ed internazionali, al pari dell’ormai consacrato napoletano Manlio Santanelli. Scrivono in scena e per la scena anche i toscani Alessandro Riccio e Matteo Fantoni e il già affermato Fabio Canino. Mentre sconfinano nella drammaturgia musicale i pugliesi della Rimbamband. In questo contesto si situa la fondamentale e continuativa opera di riscrittura scenica di Angelo Savelli, specializzato in trasposizioni per il teatro di opere letterarie sia classiche che contemporanee, indirizzate sia al largo pubblico (nella fattispecie, quelle dello scrittore Giancarlo Pastore) che a quello scolastico (come nel caso di Eneide o Promessi sposi).

–       DRAMMATURGIE PER LE GIOVANI GENERAZIONI, progetto rivolto alla creazione di spettacoli specificatamente pensati per affiancare i percorsi didattici delle scuole elementari, medie e superiori. Spettacoli professionalmente solidi, contenutisticamente ineccepibili, giovanili nella forma e di forte comunicativa, che durano negli anni in quanto continuamente richiesti dai docenti come supporto per le loro lezioni. Il progetto si articola in due sezioni: Rifredi Scuola e Rifredi Ragazzi. Virgilio, Galileo, Goldoni, Manzoni, Leopardi, Pirandello, sono le proposte per le scuole medie superiori; mentre per le scuole elementari è previsto un viaggio nelle novelle di Esopo, per poi proseguire con quelle di Fedro e con quelle tradizionali toscane.

Un impegno che dovrà essere intensificato nel post-pandemia riportando le persone a uscire, muoversi e incontrarsi. Ci sono comunque già in atto dei segnali incoraggianti in tal senso.

Alcuni “mecenati”, vicini al teatro (ma che vogliono restare nell’anonimato), hanno ‘donato’ 215 biglietti a disposizione degli insegnanti per quegli studenti le cui famiglie fossero in difficoltà economiche per partecipare alle prime proposte 2022 del Teatro di Rifredi per le scuole secondarie. Un gesto importante di fronte all’emergenza e povertà anche culturale di questi ultimi anni.

Altro segnale è l’attrazione per la frequentazione del Teatro di Rifredi da parte di coloro che, ancora in modo autonomo, si stanno muovendo nel segno dell’“affido culturale” (un progetto che guarda alla crescita culturale della comunità urbana). Quello che in altre città è diventato già un progetto riconosciuto, a Firenze non è ancora decollato ma comunque ci sono famiglie attive ma anche Enti promotori come la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che trovano nello spazio e nelle proposte di Rifredi una giusta dimensione.

Pupi e Fresedde 1977 – 2022

180 spettacoli prodotti in 45 anni di storia rappresentati in tutta Italia e in 26 paesi stranieri: Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda, San Marino, Inghilterra, Lituania, Russia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Serbia, Croazia, Slovenia, Albania, Turchia, Israele, Tunisia, Stati Uniti e Argentina.

A Firenze la compagnia ha rappresentato i suoi spettacoli al: Teatro di Rifredi, Teatro Rondò di Bacco, Centro Teatrale di Settignano, Teatro della Pergola, Teatro Niccolini, Teatro Verdi, Affratellamento, Teatro 13, Teatro delle Laudi e inoltre: Palazzo Strozzi, Forte Belvedere, Oblate, Murate, nel Centro Storico e sulla Tramvia.

La compagnia è stata per tre volte ospite del Teatro della Pergola:
1994 Gian Burrasca, un monello in casa Stoppani in coproduzione con Arca Azzurra
1996 Carmela e Paolino, varietà sopraffino
2001 Il ritorno del turco in Italia

La gran parte delle regie della compagnia sono state realizzate da Angelo Savelli, ma anche da: Peter Schumann, Stefano Massini, Andrea Bruno Savelli, Ciro Masella, Antonella Questa, Barbara Nativi, Franco Di Francescantonio, Marco Sodini, Gilberto Tofano, Maria Cassi, Paolo Hendel, Daniele Trambusti, Ornella Marini, Daniele Lamuraglia, Francesco Brandi, Edoardo Zucchetti, Giacomo Bogani, e dal terzetto belga Murgia/Buisse/Zanoni.

Dal 1990 a oggi la compagnia si è impegnata in un progetto incentrato sulla conservazione e valorizzazione dei capolavori della letteratura e del teatro in lingua italiana, dedicato in primis alle giovani generazioni, ma ampiamente fruito anche da un vasto pubblico:

Dante, Boccaccio, Aretino, Machiavelli, Ruzante, Gigli, Galilei, Goldoni, Leopardi, Manzoni, De Amicis, Pirandello, Pavese, Collodi, Vamba, Tomasi di Lampedusa, Pasolini.

Inoltre la compagnia si è sempre impegnata nella produzione e promozione della nuova drammaturgia contemporanea non solo italiana ma anche internazionale.

La compagnia ha vinto (tra gli altri)
Nel 1983 Primo premio al Festival Internazionale di Teatro di Sitges per Don Giovanni e il suo servo Pulcinella di Angelo Savelli con le musiche di Nicola Piovani.
Nel 1993 il premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per “la promozione del teatro toscano”.
Nel 2009 Premio Marzocchino della città di Firenze per “l’incentivazione degli scambi culturali tra Firenze e la Turchia”.
Nel 2016 Premio Persefone per La bastarda di Istanbul di Elif Shafak con Serra Yilmaz.
Nel 2019 il premio speciale Ubu per “l’intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale”.

Teatro di Rifredi 1984 – 2022

Il teatro ha realizzato 37 stagioni teatrali.

Sono stati messi in scena 765 spettacoli superando il 1.000.000 di spettatori.

Il teatro di Rifredi si è sempre contraddistinto per l’ospitalità di artisti e compagnie emergenti, e per la proposta di spettacoli originali ed innovativi, tenendo nel dovuto conto la creatività del territorio.

Il teatro ha ospitato 35 compagnie straniere che hanno portato in scena 67 spettacoli.

Una parte rilevante dell’attività del Teatro di Rifredi è stato rivolta al pubblico delle giovani generazioni attraverso due specifici progetti che hanno ottenuto un notevole successo sia tra gli alunni e gli studenti che presso gli insegnanti, i quali – riconoscendone il valore culturale e didattico – li hanno sostenuti negli anni inserendoli nei loro piani di studio curriculari:

RIFREDI SCUOLA dal 1994 ad oggi
27 stagioni con 1.785 recite e circa 286.500 presenze
340 scuole secondarie di primo e secondo grado coinvolte

RIFREDI RAGAZZI dal 2001 ad oggi
20 stagioni con 309 recite e circa 65.900 presenze