“La tetralogia del Lemming. Il mito e lo spettatore”

Recensione di Paolo Verlengia

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Il libro ripercorre e ricostruisce quattro spettacoli storici della compagnia di Rovigo

Teatro del Lemming, storica formazione veneta, creatrice di un linguaggio teatrale inconfondibile, ha di recente pubblicato un libro: “La tetralogia del Lemming. Il mito e lo spettatore”, edito da Il Ponte del Sale. Un corposo volume in cui Massimo Munaro – fondatore della compagnia di Rovigo – ricostruisce un nucleo specifico degli spettacoli prodotti dal Lemming. Una tetralogia, per essere più specifici, “format” che comunica implicitamente il legame con il teatro classico greco ed il suo mondo: un teatro, ovvero, che era rito e non già svago, fucina del sapere e del sentire collettivo. Un teatro capace di rivolgersi all’intera polis ma di coinvolgere ciascuno spettatore, ciascun individuo, ciascun cittadino in un’esperienza di profondo cambiamento. Uno “shock” interiore, diremo oggi, tale da innescare una rielaborazione di pensieri e comportamenti nel tempo a seguire.

Il volume è stato realizzato nel 2020, durante il periodo in cui la pandemia ha imposto al mondo dello spettacolo momenti di blocco, alternati a finestre di riaperture condizionate da forti limitazioni, tali da indurre alla riflessione sul ruolo del teatro nel nostro tempo. Perchè il teatro, più degli altri linguaggi artistici e delle altre esperienze culturali, si fonda sulla relazione con il pubblico, sulla compartecipazione fisica di attori e spettatori.

Ecco, dunque, che il contributo di Massimo Munaro appare particolarmente interessante, dato che il Lemming ha dedicato il proprio percorso artistico alla costruzone metodica di spettacoli fondati sul coinvolgimento attivo del pubblico. Spettacoli ciclici, che si ripetono consecutivamente nel corso della stessa giornata, per accogliere numeri ridotti o minimi di spettatori (quattro, due, talvolta persino un unico spettatore per volta). I titoli selezionati per l’analisi sviluppata nel libro corrispondono a quattro spettacoli che il Lemming ha messo in scena “a cavallo tra due escoli”, ovvero in un arco temporale raccolto tra gli ultimi anni ’90 ed i primissimi anni del 2000. Parliamo di “Edipo”, “Dioniso e Penteo”, “Amore e Psiche” ed “Odisseo”. Quattro poli di un’esperienza artistica che ha accompagnato, dunque, una svolta storica, ripercorsa a ritroso oggi, nel momento in cui il nuovo secolo ci rappresenta con massima evidenza le trasformazioni che si sono prodotte negli ultimi venti anni.

Un teatro da ricostruire per rifrazioni, quello del Lemming, perchè più che mai impossibile da raccontare, mancando di una base oggettiva e dipendendo tutto dall’intensità dell’esperienza vissuta dal singolo spettatore. Per questo motivo, il volume è completato da due post-fazioni, contenenti i contributi ed i feedback resi da critici, giornalisti, osservatori e soprattutto dagli spettatori degli spettacoli.

Molto pertinente la scelta da parte di Florian Metateatro di ospitare la presentazione del libro all’interno di “Four Generations”, rassegna teatrale di questa primavera 2022 tutta dedicata ai linguaggi della scena d’avanguardia, interpretati dalle diverse generazioni del Nuovo Teatro.

 

Titolo: “La tetralogia del Lemming. Il mito e lo spettatore”

Collana: Orbis Pictus

Editore: Il Ponte del Sale

Autore: Massimo Munaro

Pagine: 464 (con illustrazioni)

Data di Pubblicazione: 2021

Prezzo: euro 30