Atom Heart Mother dal vivo con coro e orchestra

Recensione di Irene Floridi

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PINK FLOYD LEGEND

in scena mercoledì 29 giugno

Teatro romano di Fiesole

Siamo al tramonto, in uno dei luoghi più suggestivi che un individuo può calpestare; siamo sulle gradinate del Teatro Romano di Fiesole, quello che nel Medioevo gli abitanti del paese chiamavano in modo misterioso “Buca delle Fate”, un gioiello del passato che oggi, come duemila anni fa, ha la fortuna di svolgere la sua originaria funzione di portavoce di messaggi, bellezza e insegnamenti… se solo questo è il teatro. La visione di questo teatro  ci riporta indietro nel tempo, a momenti arcaici che vengono ora però illuminati da luci e sonorità del presente.

Mentre il sole tramonta dietro alberi e colline entrano in scena i Pink Floyd Legend. Si tratta sicuramente della band italiana più famosa e celebre in quanto al suo prodigo lavoro nel portare ancora oggi in scena gli album e le canzoni del famosissimo gruppo rock britannico.

Dal 2018 sono in tour con la riproposizione della epica suite ATOM HEART MOTHER, incassando in ogni luogo il tutto esaurito. Ed è proprio questo concerto che scelgono di proporre per l’Estate Fiesolana.

Il capolavoro Atom Heart Mother uscì nel 1970, di stampo classicistico suonato da fiati, un violoncello e un coro, anche se ai musicisti è permesso improvvisare con mezzi creativi ed elettronici. Il disco fu frutto della collaborazione tra i Pink Floyd e Ronald Geenis. La band e questo sperimentale musicista avevano già collaborato insieme in occasione della realizzazione di una colonna sonora per un documentario della BBC.

Il concerto dei Pink Flyd Legend risulta articolato in due momenti. Per la prima ora è la classica formazione a suonare, il concerto si apre con il famosissimo brano “Shine on you crazy diamond”, luci e laser iniziano ad alluminare il primo buoi della sera, lo spettacolo pirotecnico è bello e coinvolgente. Altri brani capolavoro seguono a questo; “Money”, “Mother”, “Wish were here”, “Time” e “Pigs (Three different Ones)”. Come scenografia non solo i laser, ma anche enormi pupazzi che sorvolano le teste dei musicisti e proiezioni sullo sfondo. 

Durante un breve intervallo il palco viene preparato per accogliere un’orchestra di circa 100 elementi composta dalla Legend Choir, dagli Ottoni d’Autore e dal Quartetto Sharareh (quartetto d’archi tutto al femminile), diretti dal Maestro Giovanni Cernicchiaro, che con la band propongono l’esecuzione della celebre suite. Emozionante per non dire maestosa l’apertura di questo secondo tempo con la celebre e famosissima “The wall”. 

Il concerto è un evento al quale è giusto non mancare, soprattutto per gli amanti del rock e di una della band che hanno segnato la storia, in un momento in cui la musica aveva il potere di smuovere pensieri e di rivoluzionare un epoca. 

Tutti hanno almeno una volta nella loro vita sentito parlare del Pink Floyd, o anche assaporato qualcuno dei loro brani, e forse c’è un perché. Questo spettacolo è una spettacolare reminiscenza della grandezza di questa band, ma arricchito di elementi visivi strabilianti, oltre che fonici. Tale simbiosi è stata attuata in maniera magistrale.