Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti di Roma, La Commedia degli errori

Intervista a Gabrio Gentilini nel ruolo del Duca Solino in scena al teatro elisabettiano di Roma dal 15 al 31 Luglio.

1201

 

Un po’ farsa un po’ commedia romantica, La Commedia degli errori viene spesso considerata la prima opera di William Shakespeare, scritta fra il  1590 e il 1594: poco rappresentata e forse poco nota, questa divertente “farsa poetica” va in scena al Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti di Roma, dal 15 al 31 Luglio (dal mercoledì alla domenica ore 21) con la regia, la traduzione e l’adattamento di Loredana Scaramella.
La regista colloca l’azione in un grande porto mercantile degli Anni Venti con la musica dal vivo del Quartetto Kemp, pensando alla contaminazione come leit motiv della messa in scena di un’opera che mette in evidenza la sperimentazione creativa di Shakespeare, che pur mantiene le unità classiche della tragedia, ma mescola i generi e attinge alla commedia dell’arte, a Plauto e Terenzio, strizzando l’occhio alle novelle italiane e al gusto elisabettiano dell’epoca. La trama è piuttosto intricata, ambientata in una Efeso onirica e racconta la storia di un commerciante di Siracusa, Egeone che viene arrestato e racconta le sue vicissitudini, il naufragio di parecchi anni prima, insieme a sua moglie e i suoi figli gemelli. Il Duca Solino si commuove al racconto dell’anziano Egeone rimandando la sentenza di morte dell’uomo, final lieto fine non senza intrighi e imprevisti. Nel ruolo del Duca Solino, l’attore Gabrio Gentilini che aveva debuttato al Globe Theatre di Roma nel cast de La Bisbetica Domata (2018-2019) e aveva recitato ne La Dodicesima Notte (2020-2021). Prima di tornare in scena nel teatro elisabettiano di Roma anche nel Macbeth, Gabrio Gentilini ha fatto molta esperienza importante nel mondo del musical, recitando in Dirty Dancing, La Febbre del Sabato Sera e della prosa, impegnato in The Boys in the Band dal 2019. Abbiamo scambiato qualche battuta con Gabrio Gentilini che ci ha parlato del suo personaggio ne La commedia degli errori.

Di nuovo a Roma con Shakespeare, ma come arriva l’incontro con Shakespeare e con il Globe?
Con Shakespeare molto presto, già nell’adolescenza quando col mio gruppo amatoriale di teatro abbiamo messo in scena una versione in musical di “Molto Rumore Per Nulla”. Era molto divertente perché a portare avanti la storia, assieme alla drammaturgia di Shakespeare, c’erano i più grandi successi di Raffaella Carrà, per questo avevamo cambiato il titolo in “Rumore.. molto e per nulla!”
Invece il primo incontro con il Globe è avvenuto come spettatore, quando vidi “Otello”.
E come attore con il mio debutto in “La Bisbetica Domata” con la regia di Loredana Scaramella che mi aveva conosciuto in una masterclass di recitazione di cui era la docente.

Come ti sei avvicinato al personaggio del Duca Solino e quali sono le sue caratteristiche principali?
È colui che amministra la città di Efeso. Rappresenta l’autorità. Per cui ho cercato di lavorare su questo archetipo, nel suo lato più virtuoso, in quanto Solino è un uomo giusto, più autorevole che autoritario. Molto empatico e capace tanto di ascoltare quanto di mettere se stesso e la legge che rappresenta in discussione.

Il ruolo di Shakespeare dei tuoi sogni
Lancio lì un banalissimo, ma sempre validissimo campo di studio e azione per ogni attore: Amleto. Sarebbe sicuramente un goal bellissimo da raggiungere nella mia carriera.

Prosa, musical, commedia: c’è un genere più adatto alle tue corde di artista?
Sicuramente, anche se sono diversi anni che non lo affronto più, sono molto navigato nel musical. Ma, al momento, quello che preferisco e sento più vicino è la prosa che predilige sempre la rappresentazione di una storia e la sua verità alla parte performativa.

Raccontaci brevemente La commedia degli errori: tre buoni motivi per non perderla
È la classica dinamica shakespeariana che rappresenta in scena con una “farsa poetica” il tema del “ciò che è, non è ciò che appare”. Due coppie di gemelli (Antifolo di Efeso, Antifolo di Siracusa e i loro servi rispettivamente Dromio di Efeso e Dromio di Siracusa), creeranno non poca confusione nella città di Efeso, in cui un decreto stabilisce che se un siracusano viene sorpreso in città è condannato a morte, se non riesce a pagare al Duca i soldi del riscatto. Il vecchio Egeone, mercante di Siracusa, giunge in città in cerca di un suo figlio gemello e del suo servo, anche lui gemello, che aveva entrambi perduto assieme alla moglie a seguito di un naufragio. Dopo anni di ricerca, giunge nella città di Efeso dove spera di trovare finalmente il figlio e il servo dispersi. Ma viene catturato in quanto siracusano e non avendo i soldi per il riscatto viene condannato a morte dal Duca Solino che però, rimanendo toccato dalla storia di Egeone, decide di concedergli un giorno di tempo per trovare i soldi e riscattare la propria vita.
Nel frattempo anche il figlio e il servo cresciuti con Egeone, Antifolo e Dromio di Siracusa, arrivano in città e da qui in poi si sviluppa la commedia con tutti gli equivoci e le esilaranti situazioni che ne seguono! In questa versino di Loredana Scaramella l’ambientazione è negli Anni ’20 del 900 e quindi ci sarà anche tanta musica dal vivo suonata dal Quartetto Kemp, pezzi originali scritti da Mimosa Campironi, danze coreografate da Laura Ruocco e movimenti scenici di Alberto Bellandi. Divertimento, intrattenimento e coinvolgimento garantiti!

Appuntamento dal 15 al 31 Luglio, dal mercoledì alla domenica ore 21 a Roma. Info e dettagli su globetheatre.