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Accademia di Santa Cecilia, Quartetto Ébène e Alexander Soddy

Il Quartetto in Sala Sinopoli mercoledì 17 gennaio ore 20.30, Soddy dirige Bruckner il 18, 19 gennaio e 20 gennaio in Sala Santa Cecilia

Al via una nuova settimana ricca di appuntamenti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Quartetto Ébène per la Stagione da camera e Alexander Soddy che dirige la Quinta di Bruckner.

Appuntamento da non perdere con la grande musica per quartetto d’archi, “Quattro uomini che conversano, discutono, litigano, si arrabbiano, si stringono le mani, si zittiscono – poi si arrampicano su per la montagna a riveder le stelle”, come affermò il compositore americano Charles Ives. Il concerto di mercoledì 17 gennaio ore 20.30 (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), vedrà infatti protagonista il Quartetto Ébène ospite della Stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia, dove torna dopo nove anni di assenza. L’ensemble francese si è rivelato al grande pubblico grazie alla vittoria ottenuta al Concorso ARD del 2004 che lo ha lanciato sui maggiori palcoscenici del mondo, come quello della Philharmonie di Berlino e della Carnegie Hall di New York, dove i quattro musicisti si esibiranno anche nei prossimi mesi. Inoltre, in questa stagione il quartetto è “Ensemble residente” alla Philharmonie di Strasburgo e a Radio France. Vasta anche la loro attività in campo discografico, premiata nel corso degli anni con riconoscimenti quali lo Choc Classica, Diapason d’Or e Gramophone of the Month.
Il Quartetto Ébène aprirà la serata con il Quartetto op. 20 n. 3 di Franz Joseph Haydn, quartetti detti “Del sole” in virtù del titolo pubblicato sul frontespizio dell’edizione del 1779. Il musicologo Charles Rosen ha affermato che nessun contemporaneo di Haydn è mai riuscito a eguagliare la perfezione dei Quartetti op. 20. Seguirà il Terzo Quartetto dell’ungherese Béla Bartók, composto nel 1927. Concepita in un unico blocco suddiviso in diverse sezioni, la composizione è una sorta di “campionario” delle tecniche compositive di Bartók: novità e tradizione, tonalità e atonalità, contrappunto, melodie liriche e violenti accordi basati sul timbro. Chiuderà la serata il Quartetto n. 15 D 887 del viennese Franz Schubert, l’ultima creazione quartettistica del compositore, portato a termine in soli dieci giorni il 30 giugno del 1826. Biglietti da € 18 a € 38 euro.

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia inaugura le celebrazioni per i duecento anni dalla nascita di Anton Bruckner (1824-1896), tra i massimi sinfonisti di sempre, con il primo appuntamento dedicato al compositore in programma giovedì 18 gennaio alle 19.30 (repliche venerdì 19 gennaio ore 20.30 e sabato 20 gennaio ore 18, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone), mentre il 23, 24 e 25 maggio sarà Semyon Bychkov a salire sul podio dell’Orchestra ceciliana per il secondo concerto di stagione dedicato a Bruckner, di cui verrà eseguita l’Ottava Sinfonia. In occasione di questo primo appuntamento bruckneriano, il giovane direttore britannico Alexander Soddy (1982), che ha già raccolto grandi successi di pubblico e critica in prestigiosi teatri come il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra, la Bayerische e la Wiener Staatsoper, dirigerà la Quinta Sinfonia del compositore austriaco, a proposito della quale ha dichiarato: «Bruckner è stato un uomo di grande ingenuità, disarmante nei comportamenti sociali. Come sia riuscito nella concezione di quei grandiosi edifici sonori che sono le sue Sinfonie resta un mistero dell’arte. Accostarsi alla Quinta Sinfonia, forse il suo capolavoro, significa entrare in una grande cattedrale. Nella Quinta, infatti, Bruckner raggiunge l’esito più clamoroso tra le sue grandiose costruzioni sinfoniche. Dalle singole note si passa alla costruzione di elementi strutturali, delle vere architravi, che progredendo e ingrandendosi vanno a sorreggere un edificio sonoro di stupefacenti proporzioni, una cattedrale fatta di musica che culmina in quella vertiginosa “cupola” che è il Finale: un Corale nel quale ritornano in una combinazione di abbacinante splendore, tutti gli elementi dei movimenti precedenti. L’infinitamente piccolo che diviene l’infinitamente grande». Composta nel 1875 ma eseguita soltanto nel 1894, nessun’altra sinfonia di Bruckner è ricca di soprannomi quanto la Quinta: è stata chiamata “Medievale”, “Cattolica”, “Corale”, “Sinfonia della fede” e perfino “Tragica”. Bruckner stesso la definì la sua “Fantastica” e, in considerazione dell’ultimo movimento – secondo il celebre direttore Wilhelm Furtwängler il “più monumentale di tutta la letteratura musicale mondiale” -, il suo “capolavoro contrappuntistico”. Biglietti da € 19 a € 52. Info e dettagli su www.santacecilia.it.

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