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Teatro Quirino, Ginger e Fred, la prima rimandata al 16 gennaio

Dal 9 al 21 gennaio a Roma

A causa di un incidente occorso all’attore Pietro Bontempo, l’atteso debutto dello spettacolo “Ginger & Fred” in programma per il 9 gennaio al Teatro Quirino di Roma è rimandato al 16 gennaio alle 21. Il ruolo di Fred sarà interpretato da Massimiliano Vado. La pièce sarà in replica al Quirino fino al 21 gennaio.

Monica Guerritore regista e interprete dichiara: “Pietro Bontempo è obbligato ad un periodo di convalescenza a causa dell’infortunio e stiamo lavorando con Massimiliano Vado che ci ha dato la sua disponibilità”.

Prosegue Guerritore: “Produzioni, teatri, attori e tecnici marciano uniti a difesa dello spettacolo e del lavoro dei suoi interpreti. Il pubblico aspetterà un po’ ma sono sicura che applaudirà poi il nostro spettacolo luminoso, buffo e velato dalla malinconia delle cose che non si compiono. Comunicheremo al più presto anche le altre date per recuperare Ferrara”.

Il capolavoro di Federico Fellini “Ginger e Fred’’, con la regia e l’adattamento di Monica Guerritore, toccherà i palcoscenici di tutta Italia per oltre 40 date. È la prima volta che l’opera viene messa in scena. Lo spettacolo è una produzione di Teatro della Toscana, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Società per Attori.

Sarà in scena al Teatro Quirino di Roma dal 9 al 21 gennaio lo spettacolo Ginger&Fred diretto e interpretato da Moncai Guerritore.  

È la vigilia di Natale. 
Nel piazzale deserto entra in scena un gruppo personaggi spaesati. Chi regge la testina con la parrucca, chi la valigia con l’abito di scena, chi un cilindro da frac avvolto in carta velina, gli attrezzi del mestiere.

Sullo sfondo s’intravede la vetrata di un albergo e l’insegna luminosa di una discoteca anni ‘80, qualche lampadina colorata ricorda una festa che è finita. 
I nostri protagonisti, tra loro Ginger e Fred, scritturati come ospiti per lo show di Natale di una televisione privata, sono emozionati per la serata che li porterà sotto le luci dei riflettori.

Quello che non sanno è che, derubricati alla voce “materiale di varia umanità”, sono necessari a mandare avanti l’ingranaggio spietato della televisione commerciale, riempiendo i buchi tra una pubblicità e l’altra.

Nella notte, e poi in sala trucco, prima che il teatro stesso, pubblico compreso, diventi lo studio dello show e il Presentatore, come il Domatore di un circo, faccia entrare le bestie ammaestrate, questa piccola umanità fatta di personaggi bizzarri e imperiosi, pavidi e coraggiosi, si imporrà, intenerendo il pubblico per la realtà delle loro vite fatte di solitudine, piccole ambizioni e basse aspirazioni, menzogne e confessioni improvvise, tutto comico e tragico allo stesso tempo, nell’esaltazione di un giorno “straordinario”.

Per Amelia e Pippo, Ginger e Fred, è diverso: era il loro talento a essere ammirato, a brillare sotto le luci dei riflettori, erano loro a emanare luce. Sono qui per ritrovare quel filo nascosto che aveva tessuto la trama della loro coppia artistica e forse anche intima a cui, per l’età, per le convenzioni, Ginger ha voluto rinunciare lasciando Fred solo e ferito. Si ritrovano qui e cercheranno di riannodare quel filo, ritrovare la luce ma forse quello che troveranno sarà la solidarietà umana; una vicinanza che in quella notte, e poi nell’attesa del grande momento, lega tra loro la gente semplice. E poi, sì, balleranno, e per un momento saranno di nuovo insieme… come nel ricordo, in quel tempo passato che non c’è più.

FELLINI NELLO SPETTACOLO
La morte in quinta dell’Ospite d’Onore, l’Ammiraglio/eroe, interrompe bruscamente lo show. La sua mesta commemorazione è una citazione della morte del clown nel film I Clown, scena che fu girata nello studio 5 di Cinecittà, là dove poi fu allestita anche la camera ardente del Regista. Si separeranno ancora Ginger e Fred. «Perché Ginger e Fred non possono restare insieme?» chiederà Fred a Ginger. E lei risponderà «Non lo so. Federico ha voluto così». 
Perché? Perché il loro mondo fatto di incanto, come la luna di carta che Fred ha chiesto al macchinista di far apparire magicamente durante il ballo, non c’è più. Sono solo “materiale di varia umanità” usata per riempire il tempo tra una pubblicità e l’altra. 

“È nell’osservazione di questo piccolo popolo, nella comprensione, nella partecipazione alle loro vite disvelate durante le ore di attesa, nella loro umanizzazione prima di essere usati come ‘caricature’ e spediti al massacro, che emerge la pietas che spinge Fellini a scrivere e dirigere Ginger & Fred.
Il mondo di Fellini è illusione e suggestione. La scena non descrive ma allude, indica uno spazio ‘altro’: le luci di una festa finita da tempo, le insegne di una discoteca riminese, l’Eden Rock. È quello il mondo che accoglie Ginger e Fred. E che ne racconta la fine”.

Monica Guerritore

9.21 gennaio
Teatro della Toscana
Accademia Perduta Romagna Teatro
Società per Attori
presentano

MONICA GUERRITORE
MASSIMILIANO VADO

GINGER E FRED
di Federico Fellini, Tonino Guerra, Tullio Pinelli
con (in o. a.)
Alessandro Di Somma Mara Gentile Nicolò Giacalone Francesco Godina
Diego Migeni Lucilla Mininno Valentina Morini Claudio Vanni
scenografia Maria Grazia Iovine
costumi Walter Azzini
 coreografie Alberto Canestro 
light design Pietro Sperduti
 regista assistente Leonardo Buttaroni 
direttore allestimento Andrea Sorbera

adattamento e regia MONICA GUERRITORE

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