NOOSFERA TITANIC

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La compagnia Libero Fortebraccio Teatro è lieta di presentare per la prima volta a Bologna la nuova produzione NOOSFERA TITANIC”, presentata con successo a luglio, con debutto nazionale al Festival di Santarcangelo e in molti altri festival estivi tra i quali Volterra Teatro, ShortTheatre di Roma, Festival Internazionale di Cluj in Romania.

Il nuovo lavoro di Roberto Latini sarà in scena da mercoledì 12 a sabato 15 ottobre, alle ore 20, al Teatro San Martino, di  via Oberdan 25, Bologna.

Noosfera Titanic è il secondo movimento – dopo Noosfera Lucignolo – del programma intitolato NOOSFERA”: un progetto-contenitore che muove dalla reinterpretazione di un concetto legato alla sfera del pensiero umano e che sintetizza e definisce una sorta di “coscienza collettiva”.

note di regia:

 

NOOSFERA TITANIC

di e con  Roberto Latini

musiche e suoni Gianluca Misiti

luci Max Mugnai

aiuto tecnico Nino Del Principe

organizzazione e cura Federica Furlanis

promozione Nicole Arbelli

produzione Libero Fortebraccio Teatro San Martino

 

Se il carro diretto al Paese dei Balocchi nel Pinocchio di Collodi avesse avuto un nome probabilmente si sarebbe potuto chiamare come la nave-simbolo di tutto il Novecento.

Un’intera generazione dell’era contemporanea, come Lucignolo, ha atteso

la mezzanotte ed è salita nel 1912 sul transatlantico più famoso della storia. Mentre l’America declinava in tutte le sue speranze il sogno americano, un qualsiasi iceberg interrompeva improvvisamente la più grande festa della storia moderna spegnendo le luminarie che sui ponti scimmiottavano le stelle. Prima ancora delle guerre mondiali, col Titanic sono naufragati lo spirito e l’aspirazione di un’intera civiltà. Una specie di incosciente e incolpevole suicidio collettivo come l’inaspettato errore di sistema che sospende la serra delle nostre relazioni.

 

Essere attori di questo Teatro è come essere saliti sul Titanic.

Mentre la nave affonda, mentre tutto intorno cade giù, mentre non si capisce mai se quello che tocchiamo è ormai il fondo o se il fondo in fondo non c’è mai, noi, da anni, anni, anni, tutti i giorni, tutti, noi, noi tutti, suoniamo, suoniamo e continuiamo a suonare.

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