VITA E DESTINO

0
199
Condividi TeatriOnline sui Social Network

VITA E DESTINO
di Vasilij Grossman
regia Lev Dodin

TEATRO VALLI, REGGIO EMILIA
sabato 5 novembre ore 20.30
domenica 6 novembre ore 15.30

spettacolo in russo con sovra-titoli in italiano


Sono in vendita a partire da lunedì 24 ottobre, presso la Biglietteria di Teatro Due in B.go Salnitrara, aperta da lunedì a sabato, dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 17.30 alle 19.30, i biglietti per lo spettacolo Vita e destino di Lev Dodin in scena i prossimi 5 e 6 novembre 2011 a Reggio Emilia al Teatro Valli.

Vita e Destino, romanzo fluviale di Grossman, opera a lungo proibita in Russia, è la storia di una famiglia ebraica di uno scienziato russo, perseguitata prima dai nazisti e poi dallo stalinismo, sullo sfondo della Seconda Guerra mondiale: l’orrore dei gulag, le speranze, la lotta per la vita… L’autore, ebreo sovietico, scrittore e giornalista, conobbe in prima persona le devastazioni della seconda guerra mondiale, la lotta contro i nazisti, la sconfitta di Hitler quindi l’ascesa di Stalin.Il genio di Lev Dodin, il primo ad aver portato in scena la versione teatrale di questo discusso romanzo, s’interroga sul ruolo dell’artista come insostituibile testimone, memoria di un popolo e di una società senza la libertà. E il suo teatro incontra la vita; diventa la vita.
I giovani interpreti dell’Accademia di Teatro hanno lavorato intensamente per tre anni fra studi, prove, visite ai lager, dialoghi con i sopravvissuti, ricerche d’archivio. In scena ammiriamo una nuova generazione di artisti russi, dotati di una coscienza critica con la quale s’interrogano sugli errori del passato, toccando le corde più intime dello spettatore.
Bastano una rete da pallavolo, uno specchio, un letto e un valzer di Schubert a disegnare lo spazio scenico, dove si soffre, ci si ama, si mangia, si beve, si danza, si parla e si grida davvero. Mozzafiato.
Con la genialità e il talento che lo contraddistinguono, Lev Dodin ha risolto l’impresa titanica di portare in scena un romanzo proibito e difficile, rispondendo all’imperativo – nobilissimo – di essere un artista al servizio della memoria, della storia, della coscienza del suo popolo.

LEAVE A REPLY