“Il Barbiere di Siviglia” al Maggio Musicale Fiorentino, 1 dicembre 2011

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FigaroSe è da diciotto anni che si ripropone questo Barbiere in diverse città europee ed è la quinta volta che si fa al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze ci sarà un perchè. Ed il perchè c’è. La produzione di Josè Carlos Plaza è semplice e funzionale, fatta per godere di questo capolavoro del teatro lirico e per divertire sia lo spettatore che i suoi stessi protagonisti.

L’allestimento si presenta coloratissimo e ricco di stereotipi che ci fanno sentiere il profumo della Spagna; la scena è incorniciata da una fitta vegetazione ricca di arance, la “giralda” di Siviglia spunta sempre da qualche parte ed i personaggi si lanciano di tanto in tanto in qualche passo di danza donando così una ulteriore vivacità all’atmosfera generale.

Il connubio fra gli spiritosissimi costumi colorati e le scene di Sigfrido Martín-Begué dipingono questa Siviglia di tinte vivaci e di vistose forme geometriche caricando così il palco di una forte energia positiva che si avverte lungo tutto lo spettacolo.

La regia di José Carlos Plaza non presenta molta attenzione ai piccoli dettagli ma si fonda sulla tematica del confronto fra le due coppie di personaggi contrapposti che da una parte vede i due conservatori (Don Bartolo e il Conte D’Almaviva) ricchi di ideali e con un modus operandi “all’ antica”, e dall’altra quelli più progressisti e moderni (Figaro e Rosina). Quest’ultimi sono promotori della vita vissuta al di fuori degli schemi sociali e con energica passione. Sulla scena si avverte sempre una sorta di sottile intesa tra i due che va al di là della vicenda principale, e che ci fa avvertire la complicità di chi agisce con una volontà illuminata.

Dall’impostazione dell’idea generale sono poi i personaggi che si occupano di guidare lo spettatore attraverso la storia creando quel contesto di gioco necessario per l’immersione nella vicenda.

Il celeberrimo personaggio di Figaro è stato affidato al baritono spagnolo Borja Quiza, il quale è al suo debutto in Italia con questo ruolo. Il suo nome non ci è nuovo; lo abbiamo già visto su questo palcoscenico due anni fa ne Il Campanello di G. Donizetti. In entrambe le occasioni il giovane ha registrato un forte successo di pubblico e critica convincendo non solo per la sua voce caratterizzata dai toni morbidi e caldi, tecnica impeccabile con agilità perfettamente scandite, acuti pieni di armonici e dizione perfetta, ma anche per la sua straordinaria capacità di comunicare interagendo in modo magistrale sia con gli altri personaggi che con il pubblico in sala. Nei recitativi emerge con carisma e disinvoltura trascinando tutti in situazioni buffe e divertenti, anche se talvolta impreviste! Un Figaro così simpatico, giocherellone, brillante, a tratti anche un pò spocchioso non verrà facilmente dimenticato.

Il mezzosoprano perugino Marina Comparato ha fatto una bella impressione come Rosina. La sua vocalità lascia intravedere un studio profondo del ruolo con delle variazione particolari molto belle e divertenti. Nella parte interpretativa si trova a suo agio nel svilluppare il carattere di donna mediterranea tipica del personaggio stesso. Molto divertenti e ben riuscite le situazioni buffe, una su tutte la lezione con il maestro di musica.

La voce del famoso tenore Antonino Siragusa non impressiona come bellezza, ma il suo Conte D’Almaviva è molto noto e ha una padronanza propria solo di chi ha tante recite alle spalle. Riesce a fare le agilità cosi veloci che il suo canto si trasforma in un virtuosismo di tutto rispetto. Molto divertente la scena del maestro di musica, uno dei momenti più ilari della serata in cui sala non è riuscita a trattenere sonore risate spontanee e commenti positivi. Ha cantato anche la cavatina Cessa di più resistere, fatto che il pubblico sembra aver gradito.

Molto bravo Marco Filippo Romano come Bartolo. Egli è un cantante giovane ma che sembra abbia cantato questo ruolo già da molti anni. La voce non è grande ma è riuscito a destreggiarsi molto bene facendo capire tutte le parole del suo personaggio anche nel difficile scioglilingua della sua aria.

Nicola Ulivieri è stato molto adeguato nei panni di Don Basilio. Oltre alla bella presenza scenica, la voce esibisce un’ ampia sonorità, segno della maturità vocale che attraversa questo cantante.

Molto divertente la Berta di Laura Cherici e bravi anche Gianluca Margheri (Fiorello), Nicolò Ayroldi (Un ufficiale), e l’attore Enrico Rotoli (Ambrogio).

Sempre piacevole l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino anche se a volte risulta troppo densa per Rossini. La lettura del maestro Antonio Pirolli è agile e non disturba, ma una bacchetta più incisiva non sarebbe risultata fuori luogo, soprattutto nella famosa Overture che tutti amiamo ma sembra essere passata quasi inosservata. Belli i tempi stretti anche se a volte ci vorrebbe più respiro per i cantanti.

Nel finale appare una calda e pallida luna, e le arance che fino a quel momento ornavano la scena si accendono come fossero decine di stelle.

E poi, con il dispiacere dei più, il sipario si chiude.

Viktorija Monterisi

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