“Il vizietto – La cage aux folles” con Massimo Ghini e Cesare Bocci al Sistina

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Il successo cominciò con uno
spettacolo teatrale, di Jean Poiret nel 1973, in replica in Francia
per cinque anni consecutivi; dieci anni dopo venne il film di Edouard
Molinaro con gli indimenticabili Ugo Tognazzi e Michael Serrault,
Golden Globe per il migliore film straniero e due nomination
all’Oscar; nel 1983 arrivò il musical americano per la regia di
Arthur Laurents e coreografie di Scott Salmon che vinse 6 Tony Award,
tra cui Miglior musical. Ora al ritmo di I Am What I Am di
Gloria Gaynor, Il vizietto – La Cage aux folles arriva
sui palchi italiani con un musical, firmato Massimo Romeo Piparo,
che ai Tony Award del  2010 ha vinto il premio per il “Best
Revival”. Nei ruoli di Albin e Renato due attori versatili molto
amati dal pubblico: Massimo Ghini, interprete di tante
pellicole del cinema italiano, tutto paillettes e piume di struzzo e
Cesare Bocci, volto noto del teatro e della televisione (è
Mimì del Commissario Montalbano), insieme ad un cast di 20
artisti, uomini e donne, sui tacchi a spillo. La storia ha
conquistato il pubblico degli anni ’70 e continua ad essere
attualissima. Renato e Albin si amano e gestiscono un famoso night
club di Saint Tropez, La cage aux folles, dove si esibiscono 6
intriganti Drag Queen e dove Albin – alias Zazà è la star
principale, tra mille capricci e costumi di scena scintillanti e
appariscenti. A sconvolgere la convivenza dei protagonisti, già
piuttosto turbolenta, è l’arrivo di Laurent (Cristian Ruiz),
il figlio di Renato, avuto dalla relazione di una notte con una donna
(è questo il vizietto di Renato, non l’essere omosessuale, come si
potrebbe pensare, ma l’essere attratto da una donna). Il ragazzo
deve sposarsi con la figlia di un onorevole ultra-conservatore e
omofobo, il cui nome ammicca simpaticamente a quello di un politico
nostrano, e desidera far conoscere i propri genitori ai futuri
suoceri, estromettendo per una sera Albin. Nascono, così, equivoci
comici nel tentativo di nascondere la verità, momenti romantici,
bisticci, fino all’esilarante colpo di scena che trasforma la
strana situazione venutasi a creare in una festa scatenata dai
risvolti imprevisti. Davvero strepitosi la coreografia di Bill
Goodson
e i costumi di Nicoletta Ercole, ispirati entrambi
agli spettacoli del Lido e al Moulin Rouge di Parigi. Le canzoni sono
le stesse della versione originale degli anni ’70 che hanno segnato
il successo di questo musical, ma tradotte in italiano e adattati da
Emanuele Friello, che dirige un’orchestra dal vivo di 15
strumentisti. Due ore di puro divertimento, divisi in due atti, di
cui il primo misurato e il secondo più dinamico e senza imbarazzi.
In scena anche Crescenza Guarnieri ed Edoardo Sala nel
ruolo dei coniugi Sant’Ann de Que, un eccezionale caratterista nei
panni della domestica (ops, maggiordomo!), Russell Russell, e
con Chiara Scipione Anna, Gloria Miele Jacqueline, Andrea Palotto
Francis, Daniele Amenta, Giammarco Capogna, Mauro De Palma, Sebastian
Gimelli Morosini, Ado Mamo, Jacky Romano, Giovanni Scura, Salvador
Axel Torrisi, Marcopaolo Tucci, Nicola Zamperetti, Chiara Barbagallo,
Debora Boccuni, Michela Maltoni.

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