Lou Reed e Velvet Underground

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Secondo appuntamento per la XXIII Stagione di Musica 90 al Teatro Astra, dove martedì 31 gennaio alle ore 21, in collaborazione con Ozoono e Fondazione Teatro Piemonte Europa, andrà in scena il secondo capitolo del progetto Icone, serie di tre reading-concerto concepiti per la riscoperta della letteratura mondiale attraverso le icone del rock.  Da un progetto di Massimo Giovara, attore, musicista, sceneggiatore un racconto affascinante e ricco di suggestioni attraverso gli scrittori e le fonti da cui alcuni tra i massimi personaggi dello star system musicale hanno tratto ispirazione, affiancati dalle canzoni che ne sono scaturite e i materiali provenienti dall’attività letteraria parallela degli stessi musicisti. Conduttore virtuale della serie uno degli autori più significativi della letteratura americana post-moderna: Don De Lillo e il suo romanzo “Great Jones Street” una splendida iconizzazione iperreale del mito della rockstar.
Dopo aver raccontato il mondo del Duca Bianco David Bowie è adesso la volta di uno dei più significativi e influenti personaggi della musica internazionale, Lou Reed.
Un artista che racconta storie di una umanità quasi sempre borderline da più di mezzo secolo e non invecchia mai. Lou Reed ha composto canzoni che pur fondandosi su un’estrema profondità intellettuale emozionale e letteraria hanno raggiunto livelli di popolarità inarrivabili tanto da trasformare fallimenti commerciali in opere di influenza epocale. Non a caso il produttore del primo disco dei Velvet Underground è Andy Warhol, una delle due figure che più hanno influenzato il musicista newyorkese mentre sul fronte letterario, l’incontro fondamentale per Reed è quello con Delmore Schwartz, professore universitario, poeta e scrittore, la cui raccolta di racconti “Nei sogni cominciano le responsabilità” cambierà per sempre la vita del musicista. Queste due linee di influenza indicano a Reed la difficile strada per veicolare la sua emotività tormentata e dirompente (fu costretto dai genitori medio borghesi a sottoporsi a elettroshock per curare la sua presunta “devianza”) facendolo entrare in una vibrante e complessa ricerca in bilico tra creatività trasgressiva e profonda ricerca stilistica e letteraria colta. Una strada che rende oggi la sua influenza e capacità di rinnovamento artistico inarrivabili.  Lou Reed, dopo aver toccato le tappe essenziali della tipica icona-rock maledetta, dall’abuso di stupefacenti alle esperienze sessuali senza limiti, è oggi uno dei più importanti punti di riferimento per chi crede che la musica rock possa raggiungere livelli di spessore culturale e intellettuale pari a quelli di altre arti considerate “colte”.   In questa puntata di ICONE: uno degli artisti torinesi più inclini a esplorare il terreno della contaminazione, Giorgio Licalzi, per la prima volta insieme a Massimo Giovara. I brani più conosciuti, le devastanti rotture sonore, gli scrittori che hanno maggiormente influenzato e definito il mondo di Lou Reed.

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