“Pali” di Spiro Scimone

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Spiro Scimone, uno fra gli autori teatrali più apprezzati in Italia e all’estero, porta al Teatro Franco Parenti “Pali”, una commedia insignita del premio UBU 2009 “Nuovo testo italiano”. Con lui in scena Francesco Sframeli (sua anche la regia), Salvatore Arena e Gianluca Cesale.

In questa commedia ad un tempo tragica e di surreale comicità, Spiro Scimone gioca secondo gli stilemi del teatro dell’assurdo (il riferimento a Beckett e Jonesco è d’obbligo) con un linguaggio originale e ironico, talvolta criptico dove i silenzi, le pause scandite su lunghi adagi hanno una funzione maieutica. “Pali” è la metafora degli esclusi che  reagiscono ai soprusi e guadagnano la libertà.

Stanchi di essere obbligati da una società padronale, omofobica e razzista a tenere la testa bassa,un operaio, Senzamani (un nome simbolico) e un travestito, La Bruciata (camicia e scarpe rosso fuoco) trovano il coraggio di reagire, alzano lo sguardo e si rendono conto che un fetido liquame li sta sommergendo. Quindi, o tengono la bocca chiusa o affogano in quel mare di merda. Ma c’è una terza via, quella di reagire a questa montante marea di egoismo, intolleranza, indifferenza e fuggire. Si rifugiano così su tre pali fatti a croce conficcati sul promontorio (pali da cui la pièce prende il titolo) che ricordano il Golgota con Gesù e i due ladroni. In effetti La Bruciata come Gesù invoca, purtroppo invano, l’intervento del Padre. Dai pali,sospesi sulla terra, si sentono liberi, possono aprire la bocca, da lì si domina quel mondo dal quale sono fuggiti, un mondo feroce e arrogante orfano di valori e di umanità. Arrivano poi sul promontorio due immigrati il Nero e l’Altro che tentano di salvarsi da un’odiosa e dolorosa discriminazione suonando la tromba e un tamburo e raccontando barzellette di una comicità stralunata e paradossale alle quali nessuno ride. Dopo surreali dialoghi i due,sollecitati da Senzamani e La Bruciata si affrancano dalle miserie del nostro tempo e si rifugiano sul terzo palo. Senza perdere la speranza e la voglia di sognare i quattro aprono insieme gli ombrelli perché  “sui pali ti devi proteggere con l’ombrello, perché c’è sempre cattivo tempo. E con questo tempo non sai cosa pioverà dal cielo”.

Opera intelligente e intensa che obbliga alla riflessione e trasmette agli spettatori forti emozioni grazie anche all’attenta regia e all’interpretazione dei quattro bravissimi attori.

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