Rassegna “La Soffitta 2012”

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nell’ambito della rassegna “LA SOFFITTA 2012”

IN ASSENZA

RESISTENZE E RI-ESISTENZE DEL NUOVO TEATRO

due film, due performance, un libro

venerdì 2 e sabato 3 marzo 2012 ai Laboratori DMS, via Azzo Gardino 65/a – Bologna

ingresso libero fino ad esaurimento posti

Il Centro La Soffitta dell’Università di Bologna, nell’ambito della rassegna LA SOFFITTA 2012, dedica un progetto – a cura di Fabio Acca – ai formidabili anni della nascita del Nuovo Teatro Italiano; in particolare ad uno dei protagonisti meno noti, l’attore catanese Rino Sudano e ad un giovane gruppo in ascesa che oggi ne raccoglie  l’eredità, chiamato AR+JL (dai nomi dei fondatori, Antonio Rinaldi e Jacopo Lantieri). Particolarmente ricco il programma, proposto interamente a ingresso libero (fino esaurimento posti), ai Laboratori DMS:

Questo progetto si avvia venerdì 2 marzo, con la presentazione del libro di Daniela Visione che ripercorre la nascita del Nuovo Teatro in Italia (ore 16); in serata (dalle ore 21), la proiezione di due diversi cortometraggi con Rino Sudano e regia di Giuseppe Sansonna (laureato al CdLaurea DAMS dell’Università di Torino), La Quiete (vincitore del Premio DAMS/Cinema) e L’Alieno (in prima proiezione assoluta). A seguire, la performanceAssenza, ovvero le banane della Norvegia”, un lavoro scritto da Sudano poco prima della morte (avvenuta il 18 gennaio 2005), per continuare a dialogare all’infinito con il pubblico presente in sala.

Il progetto si conclude sabato 3 marzo: protagonista il gruppo teatrale AR+JL con la performance “La camera degli sposi” (ore 21) preceduta da un incontro con il pubblico (ore 16).

 

Venerdì 2 marzo 2012:

ore 16: presentazione del libro di Daniela Visone “La nascita del Nuovo Teatro in Italia 1959-1967” (Titivillus editore, 2010). Intervengono Marco De Marinis, Lorenzo Mango e l’autrice; coordina Fabio Acca.

Ore 21: proiezione di due cortometraggi, poi  film-performance conclusiva

LA QUIETE”  regia Giuseppe Sansonna e Domenico De Orsi (durata 13’)

Un castello, quello di Trani, pietrificato. Un grande attore, Rino Sudano, ingabbiato dalla crudeltà. Alcune sculture di Raffaele Spizzico, che osservano, talvolta sogghignano. La musica di Edgar Varèse accompagna il protagonista al ritorno nel suo castello, nella sua “torre”. Rino Sudano, per la prima volta, decide di prestare il proprio corpo e la propria voce al cinema, in un’opera che pare anche essere un omaggio all’attore e all’uomo, così lontano dalle scene economico-teatrali di oggi.

a seguire:

L’ALIENO regia e montaggio Giuseppe Sansonna | (durata 20’) PRIMA ASSOLUTA

Un’opera filmica ancora in divenire che ritrae alcuni momenti della vicenda biografica e teatrale di Rino Sudano. Attraverso documenti inediti e immagini d’archivio, il regista ricompone i tratti di una delle storie più anarchiche, rigorose e rimosse della scena teatrale contemporanea italiana.

a seguire “ASSENZA, OVVERO LE BANANE DELLA NORVEGIA

voce, concept e regia Rino Sudano | feat. AR+JL

Un lavoro scritto da Sudano nel 2003 per essere replicato all’infinito dopo la propria morte, grazie al corpo di un performer che retoricamente ne rende possibile la presenza. Sorta di dolente evocazione, la voce dell’attore scomparso parla, racconta, provoca, inveisce contro il pubblico presente, nella lucida consapevolezza di un’assenza irreversibile. Un dire che attraversa tutte le tonalità del comico e del tragico, della farsa e del melodramma, del senso e del surreale, per richiamare lo spettatore a un atto di testimonianza estrema verso l’eterna contraddizione dell’esserci.

sabato 3 marzo 2012:

ore 16:  INCONTRO CON AR+JL partecipano Antonio Rinaldi e Jacopo Lantieri; coordina Fabio Acca curatore del progetto.

ore  21 AR+JL presenta la performance LA CAMERA DEGLI SPOSI

di Antonio Rinaldi e Jacopo Lanteri | INGRESSO GRATUITO

La camera degli sposi è un classico spettacolo di Teatro. C’è una scenografia, un’attrice, un testo recitato, delle comparse, una drammaturgia ed un finale a sorpresa. Il sipario si apre su di una sala teatrale nella quale il pubblico prende posto. Una musica ne accompagna l’ingresso. Le maschere aiutano gli spettatori. La scena, ancora vuota, aspetta di essere calcata dall’attrice consumata, che, a sua volta, si sta preparando, non vista, in camerino. I tecnici fremono al tavolo della regia. All’improvviso la sala si cheta, si fa silenzio, il sipario si apre e lo spettacolo comincia.

 

Per informazioni al pubblico: DMS – Centro La Soffitta tel. 051.2092400

Spiega il curatore del progetto, Fabio Acca: “l progetto nasce dalla volontà di indagare da una parte il lascito artistico della stagione epica del Nuovo Teatro italiano, quella romana degli anni Sessanta, nel cui nucleo storico ha militato Rino Sudano, maestro occulto e poco noto di quella avanguardia teatrale; dall’altra la sperimentazione di un gruppo emergente nel panorama italiano della performance, AR+JL, che senza alcun intento preordinato ha liberamente rielaborato alcune traiettorie di quell’esperienza. Al centro di questa dialettica il concetto di “assenza”, e quindi anche di “presenza”, sia in termini di coraggiosa e quotidiana pratica politica, sia in termini più precisamente teatrali. Assenza (e presenza) nella memoria, come indispensabile veicolo di conoscenza storica; assenza (e presenza) nella categoria dello spettacolo, come esperienza critica del presente; infine assenza (e presenza) del corpo, come fronte estremo, utopico dell’esistenza stessa del Teatro. Attraverso le testimonianze di studiosi e artisti appartenenti a diverse generazioni, il progetto insiste anche sulle nozioni di resistenza “al tempo” e “nel tempo”. Per certi versi anche un modo per elaborare una memoria che – appunto – resiste, per evocare il corpo assente di un attore (o dell’attore?), forza “al presente” del passato, di pasoliniana memoria.”

AR+JL è il progetto di performing arts creato dal 2010 da Antonio Rinaldi e Jacopo Lanteri.
AR, artista, ha collaborato con artisti e compagnie quali gruppo nanou, NNCHALANCE, Simona Bertozzi, Alessandro Sciarroni. Tra i progetti realizzati e in corso: Tabula/Tavola, 2009; The real light is the real light, 2009; Momenti Particolari Della Vita Di Jeffrey, 2009>2010; #1 o Jesuisladance, 2010>2012.
JL, curatore, si è formato collaborando con numerosi festival tra cui F.I.S.Co., Operaestate e Drodesera. Ha curato il volume Iperscene 2 (Editoria & Spettacolo, 2009) e – con Fabio Acca – Cantieri Extralarge. Quindici anni di danza d’autore in Italia 1995-2010 (Editoria & Spettacolo, 2011). Attualmente è assistente alla direzione artistica del Festival Drodesera”.

Rino Sudano (Catania, 1944; Quartu S. Elena, 2005). Fondatore con Carlo Quartucci e Leo de Berardinis del Teatro della Ripresa (1962), partecipa da protagonista agli episodi seminali del Nuovo Teatro italiano (Finale di partita, 1964; Aspettando Godot, 1965; Zip, 1965). Dal 1974, con il Gruppo Quattro Cantoni, mette a punto un proprio progetto di riconfigurazione politica del teatro e dell’attore, un’indagine che egli alterna ad una ossessiva esplorazione della drammaturgia di Samuel Beckett, diventandone uno dei maggiori interpreti italiani. Dal 1984 e fino alla morte, Sudano ha associato a spettacoli rigorosi e concettuali una scrittura per voce sola, che ha proposto in rarefatti monologhi d’attore, fino all’estenuante, tragico Assenza (2003), sorta di testamento poetico per una parola e un corpo ormai al confine di una imminente sparizione.

Giuseppe Sansonna è autore di cortometraggi e documentari. Collaboratore, dal 2001 al 2005, della trasmissione di Rai Tre Fuori Orario di Enrico Ghezzi, ha realizzato opere filmiche spesso centrate su figure caratterizzate da uno spiccato anticonformismo. Fra queste, oltre al recente e fortunato Zemanlandia – Il ritorno di Zeman (2009-2011), ricordiamo La quiete (2001, sull’attore Rino Sudano), A perdifiato (2007, su Michele Lacerenza, trombettista dei western di Sergio Leone) e Lo sceicco di Castellaneta (2010, sul mito di Rodolfo Valentino).

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