“L’istruttoria” di Peter Weiss

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Produzione Fondazione Teatro Due

Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare (Kierkegaard).

Per evitare che questo coraggio si affievolisca è doveroso reiterare le memorie cui il coraggio è legato. Portare in scena con frequenza “L’istruttoria” di Peter Weiss, testo rappresentativo che affronta il tema delle stragi nei campi di sterminio nazisti, e divulgarne il messaggio nei teatri, nelle scuole, magari in televisione dovrebbe essere un dovere morale, un atto di civiltà. Il testo di Peter Weiss prende avvio da un fatto giudiziario, il processo che si svolse a Francoforte nei primi anni sessanta del Novecento contro un gruppo di alti funzionari nazisti: un lungo e straziante racconto (183 giornate di udienza) intessuto da più di quattrocento testimoni tra i sopravvissuti alla strage dei campi di concentramento.

Il processo è  un luogo che incrocia destini, parole, follie, che ricostruisce la storia dei fatti e quella dei pensieri che li precedettero, che mescola verità e menzogne.
L’Istruttoria è la massima espressione del teatro verità pur conservando estrema fedeltà a ciò che in quel dibattimento fu detto. Peter Weiss non si è limitato a denunciare l’orrore e il dolore di quell’inferno, ma ha voluto dar voce alle grida, ai silenzi e alle ragioni di quell’orrendo crimine con la speranza di esorcizzarne l’oblio. Un racconto che trascende la rappresentazione del processo e acquista la liricità di una tragedia greca.

Il pubblico del Teatro Puccini è condotto, attraverso un percorso all’interno del Teatro nel backstage dove a far da prologo una voce registrata comincia a leggere un testo bellissimo, intenso e inquietante, Divina Mimesis, di Pier Paolo Pasolini. Poi gli spettatori      sono condotti nella sala (che funge da tribunale) dove ascolterà dalla voce degli interpreti lo straziante e commovente racconto. Nella dialettica processuale fra testimoni e imputati che negano o si giustificano esplode la tragedia della negazione di ogni diritto, della violenza compulsiva, dell’allucinante tragedia dei lager dove nei luoghi deputati (banchine ferroviarie, parete nera delle fucilazioni, infermerie dove esseri umani venivano trattati da cavie, camere a gas e forni crematori) la dignità umana viene barbaramente calpestata.

Non volendo fare citazioni individuali diamo l’elenco dei bravissimi interpreti: Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Pino L’Abbadessa, Milena Metitieri, Tania Rocchetta. La regia è curata da Gigi Dall’Aglio.

Al pianoforte Davide Carmarino esegue muciche di Alessandro Nidi, esecuzione Davide Carmarino. I costumi sono di Nica Magnani, il disegno luci di Claudio Coloretti.

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