Prosegue la rassegna estiva La Sabbia del Tempo

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La rassegna prosegue con l’omaggio a CAGE IN PIAZZA DELLA SIGNORIA (7/7) la musica e l’incontro con SCIARRINO al MUSEO DEL BARGELLO (8-9/7), i concerti/installazioni nell’Ex Chiesa di S. CARLO DE’ BARNABITI (14-15/7)

Dopo il successo dei primi appuntamenti – tutti sold out – “La Sabbia del Tempo” prosegue con un programma dedicato ai grandi compositori della contemporaneità. Il 7 luglio, nella Loggia dei Lanzi di Piazza della Signoria, una serata magica, intitolata A toy piano night – for John Cage, coinvolgerà il pubblico con le note suonate sul pianoforte giocattolo dalla bravissima Ju Ping-Song, nel centenario della nascita del grande sperimentatore americano. Suoni percussivi, acuti e squillanti evocheranno tradizioni orientali e un certo minimalismo di cui Cage fu uno dei precursori (le composizioni per piano giocatolo risalgono infatti al 1948) e risuoneranno nella Loggia dei Lanzi regalando al pubblico una performance di alto spessore compositivo, godibilissima anche dai palati meno affini alla musica colta.

L’8 luglio l’appuntamento con la grande musica è alMuseo del Bargello per la serata Ai limiti della Notte | Omaggio a Sciarrino (ore 21.15, 10 euro). Le pagine musicali di uno dei più grandi compositori viventi faranno da apripista all’imperdibile incontro col pubblico: il 9 luglio al Museo del Bargello SALVATORE SCIARRINO – sarà infatti protagonista di un dialogo sulla musica con Claudio Ambrosini,moderato dal musicista Gregorio Nardi (ore 18.30, ingresso libero). La serata proseguirà con le composizioni diFausto Romitelli, Gérard Grisey eSalvatore Sciarrino, sotto la direzione di Claudio Ambrosini (ore 21.15, ingresso 10 euro).

La chiusura della prima edizione de La Sabbia del tempo è affidata alle affascinanti installazioni/concerto curate da Francesco Pellegrino nell’Ex Chiesa di S. Carlo de’ Barnabiti:Real Virtuality, il 13 luglio alle 21.15, con Luisa Valeria Carpignano al pianoforte, Luca Di Volo al sax e Francesco Pellegrino alla chitarra e ai live electronics; Waves Room, il 14 e il 15 luglio (dalle 12 alle 23, ingresso libero). <<Waves Room – spiega la Pellegrinoè una installazione che offre un ambiente immersivo acustico e visivo nel quale la percezione spaziale si lega a quella sonora accogliendo lo spettatore in un ambiente profondo e meditativo>>.

La Sabbia del Tempo nuova rassegna curata da Accademia San Felice (Settimana di Musica Sacra dal Mondo) e FLAME Ensemble (Florence Chamber Music Festival) – non è solo un festival, piuttosto un invito all’ascolto. L’ascolto di prestigiosi compositori contemporanei, così come delle pagine immortali della storia della musica. Il tutto, in alcuni degli scenari più prestigiosi di Firenze.

John Cage (1912 – 1992), compositore statunitense nato a Los Angeles nel 1912, studia prima negli Stati Uniti e poi in Francia, come allievo di Dillon e Lèvy per il pianoforte, e di Weiss e Schönberg per la composizione. Ha insegnato alla Cornish School di Seattle, al Mills College di Oakland, al Chicago Institute of Design, al Black Mountain College, alla New School for Social Research di New York e in altre scuole nel periodo dal 1936 al 1960. Rispetto ad altri compositori contemporanei quali Boulez e Stockhausen, Cage elabora un linguaggio intimo e rivoluzionario partendo dalla dissacrazione totale delle “regole” musicali classiche e tradizionali. Una sua invenzione sono le composizioni per “pianoforte preparato”. Scartava la costruzione musicale basata sulla struttura armonica in favore di una struttura ritmica, intesa semplicemente come successione di durate, che potevano ospitare qualsiasi suono, convenzionalmente musicale e non, incluso il “silenzio” – concetto che poi chiarì meglio con i celebri 4’33 di non-silenzio del 1952. Musicalmente anticonformista la sua ricerca è diretta al raggiungimento di tecniche sonore originali sviluppate dalla sua attenzione per l’aspetto percussivo della musica, l’unico che gli permetta di ottenere nuovi ritmi. Questa ricerca di nuove sonorità si concretizza bene in lavori quali “Imaginary landscape” e “First construction (in metal)” del 1939, in cui ogni regola tecnica viene oltrepassata per lasciare spazio ad un’espressione che trasforma ogni suono casuale in musica e dove la forma e l’interpretazione vengono lasciate alla alla libertà dell’interprete, tanto che in molte “composizioni” l’autore si limita solamente a prescrivere all’esecutore diversi comportamenti legati ad stati d’animo, senza preoccupazioni per i risultati sonori. I suoi “concerti” in Europa nel 1954, ’57 e ’58 suscitano l’interesse delle avanguardie musicali, che vedono nel compositore americano una presenza inquietante e una fonte di ispirazione, di stimoli e riflessione. Cage trae anche spunto per la sua arte dalla filosofia “Zen”, da lui praticata, che gli permette di raggiungere quei livelli di concentrazione, dove la meditazione risulta libera da costrizioni, come la sua musica. Cage è stato considerato uno dei compositori più interessanti ma controversi del nostro secolo e rappresenta, al di là degli effetti raggiunti, l’esigenza di un rinnovamento musicale cercato da molti compositori contemporanei; è un compositore “americano”, nella piena accezione del termine, così come lo è stato Charles Ives.

Salvatore Sciarrino ha avuto una formazione quasi ed esclusivamente da autodidatta, quindi formandosi sulle opere dei classici e dei moderni ma successivamente ha seguito dei corsi di Turi Belfiore e Antonino Titone. Il suo linguaggio è estremamente ripetitivo, con un utilizzo intenso (spesso al limite del virtuosismo) di tecniche strumentali alternative a quelle convenzionali, in un contesto essenzialmente materico; da sottolineare l’uso frequente di citazioni di opere appartenenti al passato (da autori classici come Ravel o Mendelssohn fino a canzoni dei Beatles o di altri autori di musica leggera). Si affermò negli anni sessanta con la Sonata per due pianoforti e la Berceuse per orchestra. Ha anche scritto per il teatro: Macbeth, Amore e Psiche, Aspern, Lohengrin, Perseo e Andromeda. Ha insegnato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, al conservatorio “Cherubini” di Firenze e infine a Città di Castello dove attualmente risiede. Dal 1978 al 1980 è stato Direttore Artistico del Teatro Comunale di di Bologna e, nel 1987, ha presentato in prima esecuzione moderna al Rossini Opera Festival una versione per orchestra della cantata Giovanna D’Arco composta originalmente per voce sola e pianoforte da Gioachino Rossini nel 1832. Accademico di Santa Cecilia, Accademico delle Belle Arti della Baviera e Accademico delle Arti (Berlino), ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui il Premio Prince Pierre de Monaco (2003) e il Premio Internazionale Feltrinelli (2003). È stato inoltre vincitore, nel 2006, del Musikpreis Salzburg, premio internazionale di composizione recentemente istituito dal Land di Salisburgo.

PROGRAMMA COMPLETO SU www.accademiasanfelice.com

INFO
tel 055 611299 | 055 6123516

info@accademiasanfelice.com

direzione artistica Andrea Cavallari

consulenza artistica Luisa Valeria Carpignano

organizzazione Camilla Laschi

 

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