La baita degli spettri al Teatro Ambra Jovinelli di Roma

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fotoProtagonisti sugli schermi cinematografici italiani con Colpi di fulmine (il ritorno in coppia al cinema dopo Blek Giek) Lillo e Greg non abbandonano il loro vecchio amore e tornano a teatro. In scena all’Ambra Jovinelli (fino al 17 gennaio) ripropongono con straordinario successo La baita degli spettri (commedia in due atti e cinque cadute di stile opportunamente segnalate al pubblico qualora non dovesse accorgersene), uno dei loro “vecchi” cavalli di battaglia, una delle prime commedie omaggio scritta da Claudio Gregori come citazione-parodia-omaggio al cinema horror. L’idea di partenza poi è geniale perché il pubblico si trova davanti a un dvd (recitato dal vivo) in cui è necessario perfino selezionare la giusta lingua (e forse rivedere dall’inizio il film…). Questa spassosa horror-comedy (del 2005) gioca esplicitamente con la riproposizione e la citazione continua dei classici topoi del genere horror, letterario e cinematografico, andandoli a scardinare con un meccanismo di autodissacrazione continua. Lo spunto di partenza e le situazioni sono le più classiche (così come le scenografie un po’ fumettistiche): cinque ragazzi trascorrono qualche giorno di vacanza in una baita isolata di montagna che nel 1969 è stato teatro di un massacro, ma la maledizione aleggia nell’aria e tutti hanno qualcosa da nascondere… Non è certo il caso di svelare quel che accade, ma la commedia prosegue fra equivoci, porte scricchiolanti, personaggi sinistri, apparizioni misteriose e segreti. E Greg non si fa mancare proprio nulla, dalle camicie a scacchi al sinistro imbalsamatore, dal quadro minaccioso in stile Dorian Gray che si trasforma nel corso della storia al maniaco al telefono, dagli spettri alle urla spaventose con tanto di corsa affannosa nel bosco in mezzo alla pioggia scrosciante… il testo e lo spettacolo (diretto da Mauro Mandolini) sono interamente giocate (come sempre accade nel duo comico) sul paradosso sottile e su una comicità solo in apparenza semplice. Si susseguono invece ininterrotte e colte citazioni di genere (non senza dimenticare la cronaca con il massacro di Sharon Tate) portate all’esasperazione e sapientemente celate sotto le battute e le modalità di sketch, gag e colpi di scena interamente giocati sull’ironia e sul grottesco. Il meccanismo dopo anni di repliche è quasi automatico e perfettamente funzionante e Lillo, Greg, Mauro Mandolini, Danilo De Santis, Vania della Bidia e Irma Carolina di Monte sono affiatatissimi e impegnati nella parodia delle maschere di turno (la bella svampita, il maniaco sessuale, lo schizofrenico, l’ospite inatteso…). Da segnalare anche le “cinque cadute di tono” annunciate fin dall’inizio e opportunamente segnalate al pubblico attraverso un segnale luminoso e acustico: battute fin troppo grossolane rispetto al contesto generale, ma di indubbia, inevitabile efficacia. A distanza di anni la commedia è sempre irresistibile, ma ad essere davvero strepitosi sono gli extra del dvd. Uno spettacolo nello spettacolo dato che vengono riproposti al pubblico spaziando dalle scene tagliate, alle interviste in lingua originale con doppiaggio ai protagonisti, fino agli errori. Un vero cult in scena fino al 27 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.

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