La peggiore – Storia semiseria sui bisogni dell’adolescenza, a tempo di pioggia e musica

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fotodi Sofia Assirelli, Mirko Cetrangolo, Cristiano Testa
coordinamento drammaturgico Donatella Diamanti
con Sena Lippi e Valentina Grigò
regia Fabrizio Cassanelli
scene Fabrizio Cassanelli, realizzazione scene Luigi Di Giorno e Alberto Giorgetti, disegno luci Maurizio Coroni, opere pittoriche Andrea Forlenza e Daria Palotti,costumi Rosanna Monti, tecnico di scena Marco Bagnai, registrazioni musicali Jambona Lab, foto di scena Chiara Angiolini

produzione La Città del Teatro

 

Sena ha 16 anni. Valentina uno in più. Sena vive in una bella casa con la sua famiglia. Valentina vive in una casa famiglia.
Da Sena tutti si aspettano solo e sempre qualcosa di buono.
Da Valentina nessuno si aspetta niente invece perché Valentina è “un ammasso unico di cattiveria” ed è meglio starne alla larga. È il direttore della casa famiglia che l’ha detto. Le ha detto che di tutte quelle che sono passate da lì, lei è senza dubbio la peggiore.
Un bel giorno, un giorno che piove come Dio la manda, Sena e Valentina prendono i loro zaini e se ne vanno; una non sa dove, l’altra lo sa fin troppo bene.
E va a finire che si incontrano.
La Peggiore è la storia di un incontro casuale eppure importantissimo fra due adolescenti: una etichettata come difficile, l’altra in difficoltà senza che nessuno se ne accorga.
Unite dalle diverse fragilità che hanno nello stare al mondo, finiscono per scegliersi e insieme intraprendere un viaggio che le cambierà profondamente. Un viaggio fatto di emozioni, di parole non dette e di altre dette troppo forte, con l’irruenza e la sincerità concessa solo alla vera amicizia.
Spunto per La Peggiore è un libro bellissimo e spietato: La feroce gioventù, di Cesare Fiumi dedicato alla violenza giovanile. Ma se Fiumi affida un barlume di speranza solo alle ultime righe dell’epilogo, scrivendo che oltre ai giovani di cui racconta ce ne sono anche tanti altri che hanno in tasca scorte di speranza e voglia di futuro, ma che fin tanto che non riusciranno a parlare al ventre molle e feroce dei loro coetanei, a far cambiare loro rotta, condotta e riferimenti, a tirarseli dietro, non c’è granché da sperare, noi è da quelle righe che siamo partiti ed è un’inversione di rotta che abbiamo voluto raccontare, fino a mettere in scena un paradosso, quello di una pistola che diventa occasione per una vita nuova.

 

La Città del Teatro
Cia Toscoromagnola, 656 – Cascina (PI)
www.lacittadelteatro.it
050.6201588 (9.30-14.00)
050.744400

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