La sorvegliante – Il compleanno

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fotoScritto e diretto da Gianni Guardigli

Con Michela Martini, Dorotea Aslanidis

Scene e costumi Claudia Calvaresi

Musiche Claudio Junior Bielli

Luci Roberto Tamburoni

Prima vennero per gli ebrei

Prima vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo.

Poi vennero per i comunisti e io non dissi nulla perché non ero comunista.

Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista.

Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

Martin Niemoellerpastore evangelico deportato a Dachau

Il 27 gennaio 1945 furono aperti i cancelli di Auschwitz, campo di concentramento e di sterminio costruito dai nazisti, dove persero la vita oltre un milione di ebrei, tra cui molte migliaia di ebrei italiani.

Dal quel momento fu chiaro all’’universo intero cosa accadde…

Erinnerung significa ricordo e anche memoria. Lo spettacolo è costruito in maniera speculare. Due monologhi la sorvegliante e il compleanno indagano l’orribile evento della Shoah attraverso le voci di due donne anziane, una vecchia tedesca, divenuta per la propria sopravvivenza guardiana di un campo di concentramento, e una signora borghese ebrea che vive e rivive il giorno del suo compleanno… quando il resto della sua famiglia venne portato via.

L’importante presenza della musica tratteggia i segmenti del pensiero e i movimenti interiori delle due protagoniste, in questa estrema disputa che prende corpo all’interno del ring dell’animo umano.

Le dolenti parole delle due signore – commenta Gianni Guardigli – volteggiano in un ambiente dominato da un grande armadio che rappresenta tutto quello che si ha, quello che si aveva, quello che si è perduto o, paradossalmente quello che si vorrebbe avere. Il ricordo condanna alla ripetitività, e tiene ancorata l’interiorità a un territorio in cui la necessità inconsapevole di espiazione dà il tono e il colore al viaggio della prima anima, l’urlo afono che nasce a mezza bocca davanti all’ingiustizia incomprensibile, si stampa inesorabile sul corpo del secondo personaggio. In un momento di passaggio così cupo per la nostra società dovremmo attraverso la forza della ragione e dei sentimenti tenerci lontani da quegli errori, “orrori” che hanno marchiato a fuoco varie generazioni di esseri umani.”

Il testo ha vinto il premio Rosso di San Secondo nel ’98, ed ha ottenuto una “segnalazione speciale” al Premio Riccione per il teatro 1995 dalla giuria presieduta da Franco Quadri.

Gianni Guardigli firma la sua sesta regia teatrale avvalendosi dell’interpretazione di due attrici di grande talento e forte temperamento: Michela Martini e Dorotea Aslanidis.

In scena al Teatro Belli (Piazza Sant’Apollonia 11/a, Roma – tel. 06/5894875 www.teatrobelli.it, info@teatrobelli.it) dal 22 al 27 gennaio.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30. Biglietti intero € 18, ridotto €13.

 

Comunicazione: Valeria Buffoni, cell. 347/4871566 – valebuf@yahoo.it

Michela Martini mentre frequenta l’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’amico viene scritturata da Luca Ronconi per interpretare il ruolo di protagonista nelle due commedie La putta onorata e la buona moglie di Goldoni che nella versione televisiva assumono il titolo di Bettina. In seguito ha lavorato con Carmelo Bene (è stata Desdemona nell’Otello). E’ poi stata diretta da Massimo Castri, da Sandro Sequi, da Gianfranco De Bosio, Roberto De Simone, Giuseppe Emiliani, Stefano Pagin.

Dorotea Aslanidis dopo il diploma all’Accademia d’Arte drammatica di Roma ha debuttato nell’Orlando furioso di Luca Ronconi. E’ stata poi socia fondatrice del Gruppo della Rocca. Con questa formazione ha recitato in spettacoli con la regia di Roberto Guicciardini, Egisto Marcucci, Mario Missiroli, Gianfranco De Bosio, Guido De Monticelli. Uscita dal Gruppo della Rocca ha lavorato ancora con De Bosio e tra gli altri i con Gabriele Lavia, Cesare Lievi, Pierluigi Pizzi, Benno Besson, Federico Tiezzi, Nanni Garella . Ha partecipato inoltre a numerose produzioni televisive.

Gianni Guardigli scrive per il teatro dalla fine degli anni ’80. Ha scritto una trentina di opere originali e una decina di testi tratte da romanzi. Ha vinto il Premio Anticoli Corrado 1991 (Parole scritte in cartolina), il Premio Rosso di San Secondo 1998 (Erinnerung), il Premio Flaiano 2000 (Le luci di Algeri), il Premio Fondi La Pastora 2008 (Giovanna d’Arco di Borgovecchio e Faust a Hiroshima).Ha ottenuto ex aequo il Premio Idi 1997 (Sotto Berlino) e la Segnalazione al Premio Riccione per il Teatro 1995 (Erinnerung). Le sue opere sono state rappresentate in Francia, Germania, Svizzera, Scozia, Polonia, Rep.Ceca, Svezia.

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