Don Giovanni, a cenar teco

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fotoMartedì 19 febbraio 2013 alle ore 21 al Teatro Herberia di Rubiera, all’interno della stagione di prosa 2013 ideata e promossa dalla Corte Ospitale, Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella presenta Don Giovanni, a cenar teco, drammaturgia di Antonio Latella e Linda Dalisi, Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Maurizio Rippa, Valentina Vacca, scene e costumi Fabio Sonnino, disegno luci Simone De Angelis, regia Antonio Latella.

Antonio Latella porta in scena il mito del più noto seduttore di tutti i tempi attraverso un viaggio che dal Settecento conduce ai giorni nostri. Prendendo come riferimenti letterari Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière e Don Giovanni o l’amore per la geometria di Max Frisch, il regista, insieme a Linda Dalisi, firma una drammaturgia originale sospesa tra modernità e memoria. Su una colonna sonora che spazia dalle arie di Mozart a Raffaella Carrà, lo spettacolo porta in scena il percorso di Don Giovanni che, dall’infanzia alla vecchiaia, si dimostra essere un uomo che “più che amare una donna ama il calcolo per conquistarla. Più che in cerca d’amore sembra ansioso di trovare un senso alla vita”.

Don Giovanni mi spaventa perché è un vampiro della vita – dice Antonio Latella nelle note di regia -: dove vede amore si butta per nutrirsi e vivere, non credo per amare, ma per innamorarsi di quello slancio di amore ancora incontaminato e possederlo, per poi gettarlo via una volta posseduto. Solo linfa, solo ossigeno, solo carne fresca da togliere ai denti di altri… Come fa Don Giovanni ad amare Dio se tutti amano Dio? È come se egli stesso volesse essere quel corpo da venerare, e solo così ottenere la vittoria sulla preda inerme; e fino a quando non avrà vinto non troverà pace. Ma anche se si dispererà, sarà nell’illusione di soffrire pene d’amore. È un teorema spietato sull’inganno e sulla matematica dell’amore e non sul sentimento dell’amore. L’amore è il divino: io credo che nell’amore esista Dio. Nell’amore è racchiusa la possibilità più alta che l’uomo ha a disposizione: l’amore è un dono divino che non chiede e non pretende nulla in cambio”.

 

Il prezzo del biglietto va da 8 euro a 14 euro. Sono previste agevolazioni per gli studenti universitari di Modena e Reggio Emilia, i soci Arci e i soci Coop.

La prevendita si effettua presso gli uffici della Corte Ospitale oppure sul sito www.vivaticket.it.

 

Per informazioni

La Corte Ospitale

Tel. 0522 621133

ufficiostampa@corteospitale.orgwww.corteospitale.org

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