Dopo la battaglia

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fotouno spettacolo di Pippo Delbono

con Compagnia Pippo Delbono: Dolly Albertin, Gianluca Ballaré, Bobò, Chris Clad, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Marigia Maggipinto, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella

musiche originali Alexander Balanescu

scene Claude Santerre

costumi Antonella Cannarozzi

luci Robert John Resteghini

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Théâtre du Rond Point – Paris, Théâtre de la Place – Liège, Théâtre National de Bretagne – Rennes

Si ringrazia Teatro Pubblico Pugliese e Cinémathèque Suisse

 

 

PRESENTAZIONE

Dinanzi all’ultimo lavoro di Pippo Delbono ci ritroviamo come all’inizio di un viaggio visionario, sulla soglia di una sequenza di quadri, nel corpo di una drammaturgia che ci mostra, senza falsi pudori, la verità della follia. Dopo la battaglia è una composizione che spalanca le porte del nostro buio esistenziale, sfociando in flusso continuo, trapassandone lo spazio. Trovando il ritmo proprio della danza e della musica, cercando nelle parole e nei versi l’accordo di emozioni e linguaggi, trasfigurando il dolore del presente nella fede nel futuro. Gli attori della Compagnia Delbono irrompono continuamente nell’inatteso, in un mare in perenne metamorfosi, dove la salvezza possibile avviene dopo l’ineludibile naufragio. Accompagna questo viaggio una presenza nuova, la danzatrice Marigia Maggipinto, già storica componente della compagnia di Pina Bausch. Delbono fiancheggia e sospinge i suoi compagni sulla scena di uno spazio neutro, uno spaziomente grigio, crocevia del nostro immaginario, dove scorrono le figure del nostro mondo, dove vivono i vizi e le miserie di un popolo ingabbiato e cieco, le cui mosse si fanno automatiche. Vi riecheggiano, in un rito laico e sacrale, brani tratti da autori come Antonin Artaud, Franz Kafka, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Walt Whitman, Rainer Maria Rilke, Alejandra Pizarnik riscritti da Pippo Delbono. Scena di versi e parole che accade sulle note di Giuseppe Verdi, Niccolò Paganini, Pëtr Ilic Cajkovskij e le cui note di intrecciano alla musica originale, eseguita dal vivo di Alexander Balanescu, violinista, compositore contemporaneo, interprete della nuova musica a cavallo tra primo e secondo millennio. Uno spettacolo che rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Delbono, che immette una linfa diversa nel suo linguaggio, puntando su effetti video e atmosfere cinematografiche, su stati di immagini realizzati dallo stesso Delbono con il suo telefono cellulare, a proseguire la sperimentazione del suo ‘La Paura’. Nella forma di un teatro espanso, tracciato di corpi e testi, di forme del dire e del rappresentare, di toni che nella musica e nella danza si fanno azioni, verbo incarnato di attori, in un teatro che si fa carne del suo tempo, del nostro tempo.

 

BIOGRAFIA

Pippo Delbono, autore, attore, regista, nasce a Varazze nel 1959. Inizia la sua formazione nel teatro di tradizione, poi si trasferisce in Danimarca dove si dedica all’approfondimento dei principi del teatro orientale attraverso un rigoroso lavoro sul corpo e sulla voce. Nei primi Anni Ottanta fonda la Compagnia Pippo Delbono, con la quale realizza tutti i suoi spettacoli. Le sue non sono messinscena di testi teatrali, ma creazioni totali, realizzate con un nucleo stabile di attori, destinato a crescere nel tempo. L’incontro con persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione determina una svolta nella sua ricerca poetica: alcuni di questi attori – tra cui Bobò, sordomuto fatto uscire dal manicomio di Aversa dopo un internamento durato 45 anni – hanno consolidato il loro lavoro all’interno della compagnia e sono tuttora parte centrale dell’esperienza. I suoi spettacoli sono stati presentati in più di cinquanta paesi del mondo, in teatri e festival – tra tutti il Festival di Avignone che ha ospitato quasi tutti gli spettacoli della compagnia. Numerosi teatri, tra cui il Théâtre du Rond-Point di Parigi, hanno dedicato retrospettive al suo lavoro. Enrico V (1993) – la sua unica creazione basata su un testo teatrale – è il solo allestimento italiano tratto da Shakespeare andato in scena alla Royal Shakespeare Company.

Gli Spettacoli: Il Tempo Degli Assassini (1987), Enrico V (1993), La Rabbia (1995), Barboni (1997), Guerra (1998), Esodo (2000), Il Silenzio (2000), Gente di Plastica (2002), Urlo (2004), Racconti di giugno (2005), Questo Buio Feroce (2006), La Menzogna (2009).

Da anni Delbono indaga anche sul linguaggio cinematografico: Guerra, girato nel 2003 dopo la tournée in Israele/Palestina e vincitore del David di Donatello come miglior documentario; Grido (2006), presentato alla Festa del Cinema di Roma; La paura (2009) in una retrospettiva sulla sua produzione cinematografica al Festival del Cinema di Locarno; Amore Carne (2011), film che Delbono ha presentato nella sezione Orizzonti alla 68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. É del 2008 la sua partecipazione al film Io sono l’amore di Luca Guadagnino.

Pubblicazioni: Barboni. Il teatro di Pippo Delbono (Ubulibri); Mon théâtre (Actes Sud); Le corps de l’acteur (Les Solitaires Intespestifs); El teatro de la rabia (Punto Aparte); Récits de juin (Actes Sud); Racconti di giugno (Garzanti); Teatrul Meu (Fundatia Culturala Camil Petrescu);Ecrivains de plateau, di Bruno Tackels (Les Solitaires Intempestifs); Teatrul Meu (Fundatia Culturala Camil Petrescu); Pippo Delbono, Corpi senza menzogna (a cura di Leonetta Bentivoglio) (Barbés Editore); Regards (Actes Sud); Dopo la battaglia (Barbés Editore).

Premi: Premio speciale Ubu per Barboni; premio della Critica per Guerra, Premi Olimpici per l’Innovazione teatrale per Gente di Plastica e Urlo, Premio Europa per le nuove realtà teatrali nel 2009. Ha debuttato il 3 maggio 2011 al Teatro Verdi di Padova con Dopo la battaglia e il 13 giugno 2011 al Festival delle Colline Torinesi con Amore e carne, concerto di musica e voce con Alexander Balanescu. Delbono e Balanescu hanno collaborato inoltre a Evento 2011 (Bordeaux, 6-16 ottobre 2011) per la direzione artistica di Michelangelo Pistoletto. Nel 2011 Dopo la battaglia ha vinto il Premio Ubu per come miglior spettacolo dell’anno.

La storia e la genesi della Compagnia Delbono nasce, vive e si trasforma nel segno di questa frase. Nel corso degli anni il suo percorso artistico si fa esperienza, esperienza di vita a partire dall’incontro, tra gli altri, con Bobò, conosciuto nell’ospedale psichiatrico di Aversa, avvilito da oltre 40 anni di degenza, e divenuto attore, come anche nell’incontro con Nelson, un ex senza tetto, da anni membro della compagnia. Nel segno di questo processo, di questo teatro, Dopo la battaglia si fa occasione di incontro e scambio con tre grandi artisti della scena che qui si uniscono alla creazione di Delbono. Ecco quindi Alexander Balanescu, musicista e violinista di fama internazionale, farsi autore e interprete delle musiche; la collaborazione con Delbono è già sfociata anche in altre creazioni: il concerto Amore e Carne, l’omonimo film e lo spettacolo di inaugurazione di Evento 2011 a Bordeaux. Così come il felice ritrovarsi con Marigia Maggipinto  a quasi venticinque anni di distanza dal loro primo incontro, datato 1987, anno in cui Pina Bausch creò Ahnen. Il dialogo con la danza intrapreso da Delbono lo conduce all’incontro con Marie-Agnès Gillot, étoile dell’Opéra di Parigi, lei stessa interprete delle coreografie della Bausch nel repertorio del suo corpo di ballo. Il gioco di questi incontri, i tratti comuni e le differenze, disegnano una trama che la scena fa viva.

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