Romeo e Giulietta

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Foto di Valeria Tomasulo
Foto di Valeria Tomasulo

di William Shakespeare

traduzione e adattamento di Fausto Paravidino e Valerio Binasco

con Antonio Zavatteri, Filippo Dini, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Fulvio Pepe,

Giampiero Rappa, Nicoletta Robello, Marcela Serli, Roberto Turchetta, Milvia Marigliano

regia Valerio Binasco

Premio Ubu2011 Miglior regia

 

 

Arriva al Teatro della Tosse di Genova dal 19 al 21 aprile, Romeo e Giulietta di William Shakespeare (traduzione e adattamento di Fausto Paravidino e Valerio Binasco) con la regia di Valerio Binasco. In scena Francesco Montanari, Deniz Ozdogan, Milvia Marigliano, Antonio Zavatteri, Filippo Dini, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa,  Simone Luglio, Gianmaria Martini, Fulvio Pepe, Giampiero Rappa, Nicoletta Robello, Marcela Serli, Roberto Turchetta.

Lo spettacolo è valso a Valerio Binasco il premio Ubu 2011 miglior regia. Per la sua interpretazione Filippo Dini ha vinto il Premio Le Maschere del Teatro 2011 – Migliore attore non protagonista.

Così si riavvicina al Bardo (suo autore ‘assoluto’), Valerio Binasco, uno dei più apprezzati registi della nuova generazione, che di recente si è soprattutto confrontato con la drammaturgia contemporanea (N. Ginzburg, J. Fosse, F. Paravidino). Nel suo stile considerato “naturalistico”, c’è sempre l’irruzione dell’inatteso, del ludico, e del sorprendente. Tutto dentro una forma di poesia e di profondità che negli anni hanno creato attesa per sue le direzioni e, spesso, anche per le sue interpretazioni. In questo caso però Binasco sarà solo alla regia del testo d’amore e morte più classico della drammaturgia mondiale

 

Note di regia

È quasi tutto troppo con Shakespeare. E Romeo e Giulietta ha persino un troppo in più. È un’opera così famosa che è impossibile sfuggire al già visto. In più mi accorgo che del testo mi piacciono soprattutto cose marginali: i personaggi secondari, il tono da commedia, il provincialismo italiano (di cui Shakespeare non sapeva nulla, certo, ma come non pensarci  quando vedo quei poveri giovinastri Capuleti e Montecchi  che si aggirano per Verona, nella nebbia, nel ‘niente da fare’ delle province del nord, determinati in modo quasi scientifico a diventare gretti e imbecilli come i loro genitori, antesignani illustri dei poveri baldi padani  odierni … ?). Insomma la cosa che più mi attira in Romeo e Giulietta è la crudeltà, spesso involontaria ma ancor più spesso consapevole, che nasce dall’imbecillità umana. A parte i due protagonisti, in qualche modo ‘salvati’ dall’innamoramento, e dall’innamoramento convertiti al pacifismo, tutti gli altri si muovono minacciosi e vittoriosi verso il domani dell’umanità. Che è il nostro oggi, ahimè. Abbiamo visto tutti che bella carriera hanno fatto e stanno facendo nella Storia gli imbecilli violenti, e quale pessima gli innamorati pacifisti. Se la morte dei due innamorati doveva servire a placare gli animi, secondo le teorie di René Girard, allora ci troviamo dinnanzi a due capri espiatori. All’epoca di Shakespeare è probabile che lo shock morale della morte di due innocenti fosse sufficiente a fermare un’escalation di stragi. Oggi non funziona più. I capri ammazzati son capri morti e basta, di espiatorio non si vede nulla. Ma forse anche le famiglie di Romeo e Giulietta si salvano dalla strage reciproca ma non dall’accidia che fa fermentare il nulla  e  il vuoto della provincia (le statue d’oro dei figli al termine della tragedia cosa risolvono?). E di questi climi di provincia ho un’esperienza personale, che porterò.  Anzi, qualcuno che  vuol bene al mio lavoro, mi ha detto che in qualche modo io continuo a provare a fare Checov,  magari anche Maupassant, nei miei spettacoli.  Sono d’accordo con lui. A onor del vero qualcosa di simile me l’ha detta anche qualcuno che non vuole bene al mio lavoro. Sono d’accordo anche con lui. Vedremo che succederà. Con Shakespeare non si può prevedere nulla. Intanto mi sono procurato degli attori fantastici, e avrò al mio fianco Sandra Cardini, il mio Ariel prezioso che non ha paura dei troppi della vita e dell’arte.

Valerio Binasco

 

Valerio Binasco

È uno degli attori-registi teatrali più apprezzati della “nuova” generazione: diplomato presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988, dove ha iniziato a lavorare come attore con Marco Sciaccaluga, Valerio Binasco ha collaborato ai progetti artistici di Franco Branciaroli e per molti anni ha lavorato con Carlo Cecchi. Ha ricevuto il Premio Linea d’ombra e il Premio Ubu quale miglior attore giovane per l’interpretazione di Amleto (proprio per la regia di Carlo Cecchi) ed è stato prescelto quale vincitore per i Premi Olimpici del Teatro e per il Premio Ubu per Edipo a Colono (miglior attore non protagonista, regia di Mario Martone). Con Cecchi ha interpretato anche il ruolo di Clov nello spettacolo (premio Ubu) Finale di partita di Beckett. Lavora anche per il cinema, ricordiamo: Lavorare con lentezza di Guido Chiesa, Texas di F. Paravidino, La bestia nel cuore di C. Comencini,  ed è stato tra i protagonisti del film di F. Ozpetek Un giorno perfetto del film (cinema e tv) e de Il sangue dei vinti dal libro di Pansa con la regia di Soavi. Alterna l’attività di interprete e di regista, e anche nel secondo ruolo ha meritato molti riconoscimenti: tra gli spettacoli da lui diretti citiamo La chiusa di Conor Mcpherson, Il cortile di Spiro Sciamone, Cara Professoressa di Ludmilla Razumovskaja, Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg. Nelle ultime stagioni ha messo in scena la trilogia dell’autore norvegese Jon Fosse:  Qualcuno arriverà al Teatro Stabile di Genova, E la notte canta al Teatro di Roma e Un giorno d’estate prodotto dal Teatro Eliseo di cui è regista stabile per il triennio 2009-2011 e per il quale nel 2009 ha diretto e interpretato insieme a Maria Paiato anche L’intervista di Natalia Ginzburg. Nel 2010 è coprotagonista con Luigi Lo Cascio del film Noi credevamo di  Mario Martone. Sempre nel 2010 apre la stagione Carignano di Torino con Filippo di Alfieri e dirige Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari nello spettacolo il Catalogo di Jean Claude Carriére. La regia di Romeo e Giulietta è valsa a Binasco il Premio Ubu 2011 migliore regia.

 

Francesco Montanari
Nato a Roma il 4 ottobre 1984, frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, nella quale partecipa al saggio di diploma dell’allievo regista Jacopo Bezzi “I bambini di sale”. Immediata la sua notorietà quando entrò nel cast del telefilm Romanzo criminale – La serie (2008-2010) con Fausto Maria Sciarappa, Alessandra Mastronardi e Fausto Paravidino, che si ispirava alla vera storia della pericolosa banda della Magliana.

I film
Notato dal cinema, entra prima nel cast della commedia Oggi Sposi (2009) di Luca Lucini con Luca Argentero, Moran Atias, Michele Placido e Isabella Ragonese nel ruolo di Attilio Panecci, in Tutti al mare (2011) e nel thriller di Carlo Vanzina Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata. Nel 2012 recita accanto a Monica Guerritore nel film di Ivan Silvestrini Come non detto.

Il teatro
Come attore teatrale, ha invece recitato accanto a Benedicta Boccoli e Sebastiano Somma in “Sunshine” per la regia di Giorgio Albertazzi, passando poi a “Il Calapranzi” diretto da Giorgio Caputo e affianco a Riccardo De Filippis. Ma è stato anche protagonista dello spettacolo “Killer Joe” di Massimiliano Farau, con Alessandro Marverti, Chiara Claudi, Andrea Ricciardi e Patrizia Ciabatta.

 

INFO

Tel: 0102470793

www.teatrodellatosse.it

Twitter: @teatro_tosse

 

Biglietto:

Intero 20 €

Ridotto 18 €

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