Metafisica della prigionia

0
277
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Luca Lombardi
Foto di Luca Lombardi

Reading scenico attorno al tema della detenzione

Voci e drammaturgia Francesco d’Amore e Luciana Maniaci

Regia di Giuseppe Bisceglia

Una produzione Nidodiragno

La compagnia Maniaci d’Amore sarà protagonista venerdì 28 giugno (ore 21) del reading “Metafisica della Prigionia”, evento conclusivo della programmazione collaterale alla mostra “eVisioni – Il carcere raccontato in pellicola, collage e graffiti”. Il Campus Universitario Luigi Einaudi, una delle nuove realtà architettoniche più interessanti della città di Torino, ospiterà una mise-en-espace sul tema largo della detenzione, del vivere in gabbia, in tutte le gabbie in cui l’uomo può o è portato a vivere.

Il reading, curato dagli attori e drammaturghi Luciana Maniaci e Francesco d’Amore, è una produzione Nidodiragno, per la regia di Giuseppe Bisceglia.

Per l’occasione, attraverso le letture e le reinterpretazione sceniche della compagnia Maniaci d’Amore, prendendo in prestito le parole di Nazim Hikmet, Cormac McCarthy, Sandro Bonvissuto, Daniil Charms, Beppe Fenoglio, Edward Bunker, si intende riflettere e indagare su tutto ciò che vuol dire il carcere, la detenzione fisica e mentale in cui ci si muove fuori e aldilà della libertà.

Per farlo si dà voce a una brandina. Una di quei semplici e scomodi letti che, comprati in stock, fabbricati in Svezia, sono lo scheletro delle nostre carceri. Si chiama Sandvika e ha conosciuto tanti galeotti, tanti modi di vivere la detenzione, tanti corpi e tante storie. Anche lei, insieme ai suoi “ospiti”, vive in galera, e sempre ci vivrà. Dunque ha molto da dire a riguardo. Insieme a tutti le altre suppellettili della cella è chiamata a ricostruire un’idea di casa in un luogo che è al contempo un nido e una punizione continua. Ciò l’ha resa materna, diffidente, forte e saggia.

Perché tutti viviamo in uno spazio più o meno circoscritto, come insegna Griff il Bottaio, ma pochi sanno vederne le pareti.
La mostra itinerante “eVisioni – Il carcere raccontato in pellicola, collage e graffiti” ed i relativi eventi collaterali, a cura di Antigone Piemonte Onlus e Nidodiragno Produzioni, sono realizzate con il contributo e il patrocinio del Comune di Torino (nell’ambito di Torino Young City), in collaborazione col Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, la Mediateca Regionale Pugliese, il Centro studi dell’Apulia Film Commission, il Comune di Saluzzo, il Museo della Memoria Carceraria – La Castiglia di Saluzzo e l’associazione Sapori Reclusi.

LEAVE A REPLY