La Sonata a Kreutzer

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fotoIl prossimo 4 ottobre, alle ore 21, debutterà al Teatro Elettra di Roma “La Sonata a Kreutzer”, monologo teatrale liberamente tratto dal romanzo di Lev Tolstoj, ispirato alla 47esima sonata di Beethoven, interpretato da Luigi Di Fiore, per la regia di Tullia Alborghetti e Giovanna Carrassi.

Sono anni  che giro attorno all’idea di portare in scena La Sonata a Kreutzer, affascinato dal tema universale della crisi perenne in cui versa il rapporto di coppia” – racconta il protagonista Luigi DiFiore – “140 anni fa Tolstoj aveva già delineato, con grande chiarezza, quali erano, e sono tuttora, le ragioni profonde dell’incomunicabilità tra i due sessi. Le scarnifica affinché tutti noi possiamo raggiungere la consapevolezza necessaria a salvarci dal baratro. La sconcertante attualità con la cronaca odierna ci conferma la genialità dello scrittore russo”.

Luigi Di Fiore invita lo spettatore ad entrare nell’animo del personaggio, a condividerne il pathos e le “miserie profondamente umane”, e a chiedersi quanto ognuno di noi uccide una parte di se stesso e di chi gli vive accanto.

Tolstoj, grande precursore, narra il dramma dell’incapacità – propria dell’essere umano, ieri come oggi – del riconoscimento della dualità all’interno della coppia.

Durante un lungo viaggio in treno, ma anche a ritroso nel tempo, Pozdnyšev – il protagonista – racconta la sua storia: “Non avrei potuto dire cosa volevo. Volevo che lei non desiderasse ciò che era il suo desiderio. Una totale pazzia”. E’ così che la progressiva consapevolezza di non poter controllare pensieri e desideri della propria donna trascina Pozdnyšev in un tormento interiore, immaginazione e realtà si confondono conducendolo ad uccidere la moglie.

Questa rielaborazione de “La Sonata a Kreutzer” svela, con poesia e ironia, ciò che ci rende tutti – sia uomini sia donne – responsabili di questa umanità malata, dove basse passioni ed egoismi portano a non riconoscere il supremo bisogno primario dell’uomo: l’amore.

La scelta di un piccolo teatro non è casuale; la significativa intimità in cui si vengono a trovare attore e spettatore è un esplicito invito a riflettere sulle tortuosità e sulle debolezze, di pensiero e di coscienza, che fanno apparire lecito e legittimo un crimine tanto feroce quanto attualmente e drammaticamente perpetrato come il femminicidio.

Assistere a un concerto di musica classica mi ha spesso suggerito visioni molto forti afferma Tullia Alborghettipoi lessi che Tolstoj, dopo aver sentito la Sonata a Kreutzer di Beethoven, scrisse il racconto, con lo stesso titolo. E’ stato il primo forte legame che ho sentito con questo testo. Il resto non si può spiegare con le parole, perché fa parte del mistero della bellezza, e i grandi artisti hanno il compito di trasmetterlo per insegnarci ad amare il divino che si trova nella natura. E questo, è un altro bisogno primario dell’uomo”.

Giovanna Carrassi coglie in Tolstoj “un maestro e fine ricercatore, onesto e crudele, dell’essenza dell’animo umano, ne mette in luce le bassezze e gli egoismi, ma anche la dolcezza, la fragilità e il profondo lacerante desiderio di riscatto. La Sonata a Kreutzer parla di noi, di ognuno di noi.”

La scenografia, sapientemente curata da Mirjana Panovski, diventa spazio mentale ed emotivo di ciascuno. Attore e platea, avvolti dalla partitura musicale della Sonata, condividono ricordi e visioni del protagonista.

Repliche il 5, 6, 11, 12 e 13 ottobre.

 

 

Per assistere allo spettacolo è necessario prenotarsi al n. 342.0432603

 

Teatro Elettra

Via Capo d’Africa 32 – Roma

Ufficio Stampa Cont@tto cell. 348.7700528 – 340.9010616 – 331.4332997 – 335.8080561

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