Frost/Nixon di Peter Morgan

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Il Teatro dell’Elfo festeggia i 40 di attività con una novità assoluta per l’Italia: il dramma teatrale “Frost/Nixon” scritto dal drammaturgo inglese Peter Morgan che mette in scena le quattro interviste che lo showman inglese David Frost nel 1977 fece all’ex Presidente degli Stati Uniti Robert Nixon. La confrontation che ebbe risonanza mondiale e venne vista da 45 milioni di spettatori che rimasero incollati al piccolo schermo, si concluse con l’ammissione di colpa di Nixon per quanto riguarda il suo ruolo nello scandalo Watergate.

La narrazione è divisa in 21 brevi capitoli durante i quali la vicenda si sviluppa nelle sue varie sfaccettature che vedono i due contendenti con i rispettivi staff studiare la strategia migliore per uscire vincitori dal ring (costituito da due poltrone). In un attimo l’intervista diventa un vero e proprio duello e l’occasione per “dare a Nixon il processo che non ha mai avuto; il tribunale, in questo caso, è costituito da un salotto adibito a studio televisivo, in cui l’occhio freddo e implacabile della telecamera è al tempo stesso giudice e giuria”.

Nel tritacarne mediatico tutti gli avvenimenti caratterizzanti la presidenza di Nixon (Vietnam, Cambogia, Watergate) vengono introdotti con lucida determinazione dal giornalista, ma l’ex Presidente Nixon avido (ha preteso per l’intervista 600.000 dollari) altezzoso, caparbio e sicuro di sé tiene testa al giornalista. Ma prima dell’ultimo scontro un collaboratore di Frost riesce ad ottenere la registrazione di una telefonata di Nixon che dimostra in modo inequivocabile la sua conoscenza dei fatti che aveva fino allora negato. A questo punto cade la maschera dell’uomo arrogante e sicuro di sé, Nixon confuso e smarrito ammette davanti alla telecamera i suoi errori e il suo tradimento nei confronti del popolo americano. Questo traumatico passaggio è una delle più belle, intense, straordinarie interpretazioni di Elio De Capitani.

Colpisce la dignitosa uscita di scena di un Presidente che dopo aver lottato come un leone, alla fine non si giustifica invocando la generale correità, non chiede comprensione, non invoca il perdono, né la grazia, né una legge ad hoc che lo riabiliti.

Il cast di attori è ottimo, Ferdinando Bruni nella parte del giornalista ed Elio De Capitani in quelle dell’ex Presidente, sono, come sempre bravissimi. In particolare la mimica facciale e la sempre misurata gestualità sono di tale forza espressiva da rendere talvolta ancillare la parola. E sono loro che hanno anche curato una regia attenta e pulita che ha nel ritmo, nel movimento scenico la sua forza.

Un lungo applauso meritano tutti gli altri attori: Luca Toracca, Nicola Stravalaci, Alessandro Bruni Ocana, Matteo De Mojana, Andrea Germani, Claudia Coli.

La scenografia, curata da Ferdinando Bruni, rappresenta un tassello molto importante nel completamento dell’opera, una scenografia minimalista, efficace, elegante e razionale. Funzionali la musica e i suoni di Giuseppe Marzoli. Le luci curate da Nando Frigerio sono puntuali nel moltiplicare le emozioni. Ferdinando Bruni (che non si fa mancare nulla) ha disegnato anche i costumi.

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