Rag, blues e altre storie… in Trio

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fotoEnrico Pieranunzi, Gabriele Pieranunzi e Alessandro Carbonare: il primo, noto jazzista di formazione classica, suo fratello celebre violinista di scuola accademica insieme al primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia: saranno in Trio per un concerto (Venerdì 13 dicembre ore 20,30 – Sala Sinopoli), dedicato ai Grandi Padri del ragtime e del jazz: Scott Joplin, Dave Brubeck e George Gershwin, tutti “rivisitati” dalla sapienza compositiva di Enrico Pieranunzi.

Di Brubeck sarà eseguito Points of Jazz, di Joplin The Easy Winners Bethena – a Concert Waltz; di Gershwin An American in Paris e Tre preludi… più uno e dello stesso Pieranunzi Duke’s Dream e Variazioni sul tema di Gershwin.

“L’elemento decisivo nella formazione del nostro Trio è stato Alessandro Carbonare, grandissimo clarinettista classico, come sappiamo, ma anche appassionato di jazz – racconta Pieranunzi. “Quando abbiamo deciso di metterci insieme, c’è stato il problema di cosa suonare. Io sono un jazzista e suono anche musica classica, Gabriele ha una formazione violinistica rigorosamente accademica, Alessandro è un po’ più ibrido, e così abbiamo deciso di “ibridizzare” anche il programma. Ecco perché la prima idea è stata quella di chiamare questo programma Rag, blues e altre storie, perché questo ci consentiva di stare in quella terra di mezzo che sta fra la tradizione classica europea e il jazz americano”.

Il programma del concerto, quindi,  impagina tutte trascrizioni elaborate dallo stesso  Pieranunzi. Di particolare interesse sarà l’omaggio a Gershwin  – presentato in prima assoluta – e in particolar modo quella de Un Americano a Parigi. Continua il noto pianista romano: “Per questa trascrizione per pianoforte, violino e clarinetto ho usato tre fonti: la partitura per orchestra, la versione per due pianoforti di Gershwin rimasta nel fondo della Library of Congress, pubblicata nel 1986 e incisa dalle Labèque nello stesso anno, la versione per pianoforte solo, elaborata da William Daly, ottimo musicista e amico di Gershwin. Nell’agosto 1928 Gershwin aveva finito la partitura per orchestra e contemporaneamente aveva lavorato a una versione per due pianoforti, che differisce anche da quella edita nel 1986. La situazione dunque è molto complicata e di volta in volta ho dovuto fare delle scelte. In più mi sono preso delle piccole libertà, nei tagli soprattutto, molti dei quali erano già nella versione per due pianoforti. Tra l’altro, mi sono permesso di inserire anche una piccola cadenza per il pianoforte, che manca nell’originale”.

Enrico Pieranunzi

Nato a Roma nel 1949, Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti e apprezzati della scena jazzistica internazionale. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 CD a suo nome, spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.  Tre volte miglior musicista italiano nel “Top Jazz” annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e miglior musicista europeo nel 1997 (Django d’Or), ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, Rio de Janeiro, Pechino. Del 2010 la sua prima tournée in Argentina/Uruguay, che ha avuto un’eccezionale eco di stampa e di pubblico. Nell’ultimo decennio ha intensificato la sua presenza negli Stati Uniti, partecipando tra l’altro ai festival di San Francisco e Spoleto Usa (Charleston, North Carolina), che, nel 2007, ne ha dato un ritratto completo proponendolo in piano solo, duo e trio. È regolarmente ospite dei più prestigiosi club newyorchesi, in particolare del Village Vanguard, dove, nel luglio 2010, ha registrato con Marc Johnson e Paul Motian il suo “Live at the Village Vanguard”, primo cd mai realizzato da un musicista italiano nello storico club a forma di diamante della 7th Avenue South. Per la CamJazz ha inciso, oltre al “Live at The Village Vanguard”, tutti i suoi lavori  in studio  e dal vivo  degli ultimi anni, dal “Latin Jazz Quintet” (Live at Birdland, 2008) ai suoi  vari cd in trio, ai piano solo “Plays Scarlatti”, “Wandering” ,  “1685 ”.

Ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”, “Don’t forget the poet”, “Fellini’s waltz”).

Alessandro Carbonare

Primo clarinetto dell’Orchestra dell’accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003, Alessandro Carbonare ha vissuto a Parigi dove per 15 anni ha occupato il poso di primo clarinetto solista dell’Orchestre National de France. Sempre nel ruolo di primo clarinetto, ha avuto importanti collaborazioni con la Symphonie Orchestre des Bayerischer Rundfunk di Monico e con i Berliner Philarmoniker. Si è imposto nei più importanti concorsi internazionali: Ginevra, Praga, Tolone, Monaco di Baviera e Parigi. Dal suo debutto solistico con l’Orchestra della Suisse Romande di Ginevra, Alessandro Carbonare si è esibito, tra le altre, con l’Orchestra Nazionale di Spagna, la Filarmonica di Oslo, l’Orchestra della Radio Bavarese di Monaco, l’Orchestre National de France, la Wien Sinfonietta, l’Orchestra della Radio di Berlino, la Tokyo Metropolitan Orchestra e le Orchestre di Santa Cecilia e Rai.

Vincitore di due Diapason d’oro discografici, ha registrato gran parte del repertorio per Harmonia Mundi e JVC Victor dando anche grande impulso alla nuova musica per clarinetto, commissionando nuovi concerti a Ivan Fedele , Salvatore Sciarrino, Luis de Pablo, Claude Bolling. Appassionato cultore della musica da camera è da sempre membro del Quintetto Bibiena con il quale nel 2003 ha vinto un “Premio Abbiati” della critica musicale italiana come miglior gruppo da camera dell’anno e collabora con eminenti artisti ed amici come Mario Brunello, Marco Rizzi, Pinkas Zukerman, Alexander Lonquich, Emmanuel Pahud, Andrea Lucchesini, Wolfram Christ, Enrico Dindo, Massimo Quarta, Paquito D’Riveira e molti altri. Su personale invito di Claudio Abbado ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e dell’Orchestra Mozart con la quale, sempre sotto la direzione di Abbado, ha recentemente eseguito e registrato per Deutsche Grammophon il Concerto K. 622 di Mozart al clarinetto di bassetto.

Gabriele Pieranunzi

Per il talento precoce e per le non comuni doti naturali di strumentista e di interprete, Gabriele Pieranunzi si è imposto presto  all’attenzione del pubblico e della critica come il miglior violinista  italiano della sua generazione. Tra le numerose affermazioni in concorsi  internazionali che hanno caratterizzato il suo ingresso sulla scena musicale, spiccano due premi al Concorso “N. Paganini” di Genova (rispettivamente nel 1988 e 1990) e altri riconoscimenti in competizioni di grande prestigio,  come il “Tibor Varga” di Sion, lo “L. Spohr” di Friburgo, il“R. Romanini” di Brescia, il “G. B. Viotti” di Vercelli, il “R. Lipizer” di Gorizia ed il “Biennale di Vittorio Veneto”. Diplomatosi a sedici anni sotto la guida di Arrigo Pelliccia, si è poi perfezionato, tra gli altri, con Franco Gulli e con Stefan Gheorghiu.

Nel corso della sua brillante carriera di solista, Pieranunzi ha suonato  con direttori come Aldo Ceccato, Alun Francis, Lu Jia, Jeffrey Tate, Piero Bellugi, Mattias Bamert, Benedetti Michelangeli, Anton Nanut, Julian Kovatchev, Nicolas Cleobury, Gianandrea Noseda. E collaborato, in ambito cameristico, con Boris Belkin, Bruno Canino, Alfons Kontarsky, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Nelson Goerner, Alain Meunier, Laura De Fusco, Rainer Kussmaul. Invitato più volte dal Comune di Genova a suonare il famoso Guarneri del Gesù “Il Cannone” appartenuto a N. Paganini, è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche italiane, come Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Accademia Chigiana di Siena, Teatro Regio di Torino, Teatro Carlo Felice di Genova, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro S. Carlo di Napoli (suonando sotto la bacchetta del M° J. Tate il Concerto di K. Weill e la Tzigane di Ravel), Festival dei Due Mondi di Spoleto, Settimane Internazionali di Musica da Camera a Villa Pignatelli di Napoli e Settimane Musicali di Stresa nell’ambito delle quali nel 2000 ha seguito l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. E di istituzioni estere quali  Herculeesaal di Monaco di Baviera, Baden Baden Philharmonie, Rtsi di Lugano, Festival Bemus di Belgrado, Filarmonica G.Enescu di Bucarest, Wigmore Hall di Londra (Canino and Friends), City of Birmingham Symphony Orchestra (Paganini Concerto n°2 “La Campanella”, dir. G.Noseda), Bournemouth Symphony Orchestra (Paganini Concerto n°1), Franz Liszt Chamber Orchestra di Budapest, Malmoe Symphony Orchestra (Beethoven Concerto per Violino, dir. G.Noseda),  Opera City Hall di Tokyo. Nel 2002, ha effettuato una tournée in Sud America nel corso della quale ha suonato tra l’altro a Buenos Aires (Teatro Coliseum). Dal 2004, con incarico conferitogli per chiara fama, è primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli,  ruolo che ricopre come ospite anche in altre orchestre quali l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, quella del teatro La Fenice di Venezia e quella del Teatro dell’Opera di Roma.

Raffinato interprete di musica da camera, Pieranunzi ha al suo attivo le registrazioni dell’integrale dei quartetti per pianoforte ed archi di Gabriel Fauré con il pianista Maurizio Baglini (allegato al numero di febbraio  2006 della rivista italiana “Amadeus”); i quintetti per clarinetto ed archi di Mozart e Brahms col clarinettista Alessandro Carbonare (allegato al numero di aprile 2007 della rivista italiana “Amadeus”); il primo volume dei quartetti per pianoforte ed archi di Mendelssohn con Roberto Prosseda al pianoforte (Decca/Universal). E’ di imminente pubblicazione con l’etichetta “Concerto” un cd registrato dal vivo al Teatro S. Carlo di Napoli comprendente il Concerto di Kurt Weill per violino e fiati con la direzione di Jeffrey Tate e due brani per violino, pianoforte e clarinetto con Alessandro Carbonare ed Enrico Pieranunzi,  l’Histoire du soldat di Stravinsky e la Suite concertante di Milhaud.

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

Venerdì 13 dicembre ore 20,30

Enrico Pieranunzi, pianoforte

Alessandro Carbonare, clarinetto

Gabriele Pieranunzi, violino

Gershwin      Un Americano a Parigi, prima assoluta della versione per clarinetto, violino e pianoforte

Brubeck         Points of jazz

Joplin             The Easy Winners: Bethena (a concert waltz)

Pieranunzi     Duke’s Dream

Pieranunzi     Variazioni su un tema di Gershwin

Gershwin      Tre preludi…più uno, prima assoluta della versione per clarinetto, violino e pianoforte

Biglietti da 18 a 38 euro. Infoline 068082058

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