Carnale

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fotoun viaggio nelle vibrazioni dell’anima ideato e diretto da VANNI AVALLONE.
Arrangiamenti musicali di Paolo Molinari; allestimento scenico di Paola Molinari.
Luci di Virna Prescenzo.

Cast:
VANNI AVALLONE
ANTONIA AVALLONE
GIOVANNI CAPUTO
ANGELO CERRATO
DANILO GLORIANTE
CRISTINA MAZZACCARO
PAOLO MOLINARI
MIMMA VIRTUOSO

 

Note di regia:
Carnale nasce dall’osservazione della vera natura umana che è una natura carnale.
In ognuno di noi, anche negli inconfessabili, vi è una forte componente di visceralità, un’inquietudine ferina che fa vibrare le corde orgasmiche della passione. L’accentuazione della carnalità è estremamente diversa tra uomini e donne, raggiungendo il massimo in queste ultime da sempre più capaci di carnalità per effetto della propria vocazione genetica alla procreazione. Ma, in un mondo in cui i generi sono sempre più indistinti, tutto ciò diviene sempre meno manicheo e sempre più universale. È carnale uno sguardo, può esserlo un leggero ed impercettibile sfiorare l’altrui mano, un sorriso può dare carnalità a chi lo riceve, con quel fremito che parte dal cervello e inebria un attimo di vita. Un’intera letteratura poetica e drammaturgica ci parla di carnalità, ma la sottende, non la porta a galla, la rende implicita, mentre andrebbe esplicitata, sottolineata, acuita. Ciò ci ha fatto perdere , dal punto di vista passionale, quel nostro essere belve primordiali di passione, iene strazianti, unghie spezzate in una carne che freme nell’inutilità di un quotidiano in fuga da noi e dagli altri. Terreno fertile di tale ricerca e’ stata la felice scrittura di autori campani, da De Matteis a Moscato passando per Ruccello, da De Luca a Di Giacomo.
Ho trovato carnalità nella sfida popolare dei proverbi, che ebbero nel Seicento il loro massimo sviluppo, nella vita piegata dalle passioni di Assunta Spina, di un carcerato che scrive parole di morte alla propria madre, nella ferocia della Signora e di Desiderio, creature devastate della penna di Moscato. Ma è carnale anche la riflessione testamento di una madre ai propri figli di De Matteis, la voce spezzata di un canto che non ha limiti, né confini geografici.
Questo momento teatrale è l’evidenza di anime vinte a cui “nu vaso carnale fa’ scurda’ tutto ‘o mmale che lle facette ffa’”.
Il tutto in versi e musica.
Vanni Avallone


Ingresso: 10 euro

Info: 334.7686331 | 089.220261 | compagniadelgiullare@hotmail.it

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