Frankenstein Junior

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fotoAl Teatro Verdi di Salerno è approdata il 27 febbraio 2014 la Compagnia della Rancia con lo spettacolo “Frankenstein Junior”, alla sua 150° replica.

Inizio che fa tremare le sedie. Una enorme scritta scende dall’alto con fragore di tuoni e lampeggiar di fulmini ad annunciare il titolo della storia che viene recitata dinanzi a noi. Ed immediatamente ci troviamo, (in un lasso temporale e spaziale che solo a teatro è magicamente possibile) in un caratteristico villaggio della Transilvania. Un mesto (si fa per dire) corteo funebre accompagna la cassa da morto del Dr. Frankenstein, ultimo di una dinastia di scienziati a dir poco stravaganti, col pallino di ridare la vita ai morti. Il Villaggio esulta ma per poco. Infatti si scopre che la dinastia pericolosa non è ancora estinta perché in America vive l’ultimo discendente. La scena cambia e incontriamo lo stimato professore che tiene una dotta conferenza sul cervello magnificandone le qualità… l’arrivo di un telegramma interrompe la lezione e il professore si prepara alla partenza salutando l’esuberante e capricciosa fidanzata sulla scaletta della grande nave che irrompe prepotente sulla scena, quasi a voler navigare sulla platea. L’impatto è di grande effetto… e di colpo appare il castello di Victor Von Frankenstein e la storia continua…

Il film del genio comico di Mel Brooks, girato nel 1975 è una parodia del celebre Frankenstein di J.Whale e delle numerose pellicole ispirate alla Creatura di Mary Shelley, ed è diventato un vero totem della comicità, adorato e osannato da milioni di spettatori.

Si potrebbe perciò essere prevenuti, ma le tavole del palcoscenico hanno dato giusto peso ed elasticità alla versione teatrale di quella che è considerata una delle cento migliori commedie americane.

Quando il sipario è chiuso e l’attesa palpabile dell’inizio accomuna in una diseguale eccitazione gli attori e gli spettatori avviene la magia: tutti in tacito patto accettano di vivere la finzione come una “possibile realtà” e… poi tutto accade!

L’ambientazione crea la suggestione perfetta: la biblioteca, la libreria girevole, il laboratorio, la capanna dell’eremita, e ancora la grotta e la nave e l’esterno del castello in un’alternanza continua e veloce con sipari argentati, scale, porte, tavoli che si alzano… scenografie magistralmente create dal disegno di Gabriele Moreschi.

Gli attori diventano personaggi riconoscibili grazie ai trucchi e alle parrucche ideate da Antonella Marinuzzi, ai bei costumi di Carla Accoramboni, cantano preparati dalla esperta competenza di Lena Biolcati e ballano sulle travolgenti coreografie di Gillian Bruce.

Il disegno luci di Valerio Tiberi e il disegno fonico di Enrico Porcelli assicurano alla Compagnia dellaRancia, con la splendida regia di Saverio Marconi e Marco Iacomelli, un grande successo.

Ed ora gli Attori poliedrici protagonisti del Musical. Mostro di bravura? Sicuramente perfetto Giampiero Ingrassia nel ruolo del dottor Frankenst-in che meritatamente gli vede assegnato il Premio Flaiano. Figlio del grande Ciccio Ingrassia ne ha ereditato il talento e simpatico e scanzonato governa la scena con sapiente maestria.

Mauro Simone bravissimo Igor servo fedele dalla gobba ballerina e Fabrizio Corucci, baritono lirico che veste i panni e soprattutto gli scarponi del Mostro.

Tre magnifiche donne in scena: Giulia Ottonello (Elizabeth) la rossa viziosa ed egocentrica fidanzata, Altea Russo (Frau Blucher) la governante dal nome che fa nitrire i cavalli, Valentina Gullace (Inga) la bionda assistente estroversa e sensuale.

Mi piace segnalare anche Felice Casciano nel ruolo dell’ispettore Kemp, capo della polizia locale, che egregiamente tratteggia le caratteristiche del suo personaggio con mirabile bravura.

Citiamo anche Davide Nebbia l’eremita cieco che rende esilarante l’incontro con la Creatura, Roberto Colombo, il nonno Victor Von Frakenstein, Michele Renzullo simpatico nel ruolo di Ziggy, ed anche produttore esecutivo e ancora Giorgio Camandona, Paola Ciccarelli, Francesca Di Cresce ed Anna Bodei, che ricoprono svariati ruoli con veloci cambi di costumi e parrucche in un variopinto carosello di situazioni.

Cast poliedrico, convincente e coinvolgente, caratterizzazioni grottesche, recitazione a tratti fumettistica, accenti divertenti e continue variazioni di ritmo e tono.

Voci potenti, squillanti e profonde, tuoni e lampi che scuotono tutto il teatro, inseguimenti in platea alla ricerca del Mostro, spettatori inconsapevoli protagonisti nel loro ruolo di spettatori alla presentazione della Creatura in un delizioso numero di tip tap, finale doppio, anzi triplo: finali che si susseguono nelle coreografie dei saluti con cui gli attori regalano al pubblico un’accattivante canzoncina d’addio.

Sorriso sul volto, attesa delle scene più divertenti, battute sussurrate sulle labbra in sincrono con gli attori, gli spettatori attenti, divertiti e compiaciuti… sogno di ogni attore!

Spettacolo ambizioso, e ben riuscito… e anche se si volesse cercare il pelo nell’uovo difficilmente lo si potrebbe trovare.

Un tempo a scuola si mettevano i voti, ora non è più di moda, ma “Frankenstein junior” meriterebbe un bel 10.

Consiglio a quanti non lo avessero ancora visto di affrettarsi.

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