La chute de la maison Usher

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fotofilm di Jean Epstein (1928)

nella versione restaurata del 1997

con musiche originali di Ivan Fedele

eseguite da: flauto Renzo Pelli, oboe Fabio Bagnoli, 1° clarinetto Carlo Failli, 2° clarinetto Chiara Carretti, fagotto Dante Vicari, corno Gianfranco Dini, percussioni Sergio Odori, arpa Susanna Bertuccioli, pianoforte Andrea Severi, 1° violino Duccio Ceccanti, 2° violino Funny Ravier, viola Edoardo Rosadini, violoncello Michele Tazzari, contrabbasso Francesco Tomei

voce Giulia Peri

direzione Vittorio Ceccanti

Un progetto a cura di Contempoartensemble prodotto in collaborazione con Teatro Studio Krypton

Questo progetto nasce dall’attività di ricerca del Contempoartensemble da sempre impegnato nella promozione della musica contemporanea anche in relazione alle arti visive.

Le musiche di Ivan Fedele sono state eseguite per la prima volta a Parigi alla Cité de la Musique il 26 dicembre 1995 con Lesley-Jane Rogers soprano e l’Ensemble Intercontemporain, direttore Olivier Dejours.

In occasione del progetto al Teatro Studio di Scandicci sarà presente il compositore.

Note sulla musica di Claudio Proietti

Quando David Robertson invitò Ivan Fedele a scrivere la musica per un film muto, in occasione del centenario del cinema, il compositore fu ben felice di poter scegliere La chute da la Maison Usher di Jean Epstein, opera che egli ben conosceva e che considerava molto stimolante dal punto di vista poetico.

Rifiutando in partenza l’opzione del commento musicale, Fedele scelse la via più difficile, ma certo più suggestiva, dell’interpretazione. I termini della questione vengono ribaltati: il film è considerato come un soggetto musicale (parecchi suoi elementi sia ritmici che formali lo suggeriscono) rispetto al quale la partitura tesse un contrappunto. In altre parole la “necessità” verticale che si instaura fra immagini e suoni, non contraddice la possibilità che questi siano organizzati in una forma orizzontale indipendente,

che si emancipa dalla condizione di mero commento. Anzi, in un rapporto funzionale di questo tipo, i due universi linguistici si amplificano reciprocamente e trovano la loro sintesi in una virtuale unità di tempo che azzera lo scarto cronologico fra il 1928 e il 1995.

Tratto da “Ali di Cantor. The Music of Ivan Fedele”, a cura di Cesare Fertonani, Milano, Edizioni Suvini Zerbomni, 2011.

Durata 58’ – Editore Suvini Zeboni – Milano

Il Film

La chute de la maison Usher (Francia 1928, colorato, 65m a 17 fps); regia: Jean Epstein.

Quando Jean Epstein realizzò La chute de la maison Usher era già un maestro riconosciuto dell’avanguardia francese degli anni Venti. I suoi film precedenti, dall’esordio con Pasteur (1922) a Coeur fidèle (1923) fino a La glace à trois faces (1927), avevano contribuito, così come i suoi scritti, a renderlo uno dei personaggi più significativi e influenti del periodo. La storia è nota, ed è tratta dall’omonimo racconto di Poe. Ma La chute de la maison Usher non può essere considerato l’adattamento di un singolo testo letterario: per Epstein rappresenta il tentativo di restituire attraverso il film delle impressioni intorno all’opera di Poe nel suo complesso, in una sorta di ‘variazioni sul tema’. I riferimenti, oltre che al racconto del titolo, vanno infatti anche a The Oval Portrait, a Ligeia, Morella, The Man of the Crowd.

Inoltre, rispetto alla sua fonte letteraria, la versione cinematografica comporta alcune significative modifiche, tra le quali la rinuncia alla narrazione in prima persona e il differente finale, che vede salvi Roderick e Madeline. Per certi versi che La chute de la maison Usher risponde all’esigenza di realizzare un film ‘astratto’, in cui la struttura formale, esaltata dall’uso sistematico del ralenti, si libera dalle limitazioni dello psicologismo narrativo, alla ricerca di un cinema ‘puro’.

Al Teatro Studio viene presentata la versione integrale restaurata dalla Cinematheque Royale de Belgique.

Produzione: Les Films Jean Epstein; soggetto: da alcuni racconti di Edgar A. Poe;

aiuto regia: Luis Buñuel; fotografia: Georges Lucas; assistente: Jean Lucas; operatore ralenti: Hébert; scenografia: Pierre Kéfer.

In allegato una nota sul direttore e sull’ensemble

BIGLIETTI: intero 10.00 euro, ridotto studenti 7.00 euro

 

Teatro Studio

Via Donizetti, 58 – Scandicci (FI)

info e prenotazioni 055 7591591 biglietteria@teatrostudiokrypton.itwww.teatrostudiokrypton.it

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