Massimo Andrei in “Un pop antico”

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fototesto e regia Massimo Andrei

musiche Giuliano Colace

video stories Edoardo di Sarno Fabiola Catapano

Confessioni e comiche follie di un famoso chef in crisi tra la cucina molecolare (che vorrebbe introdurre in città) e le colorate e vivide tradizioni partenopee.

Arturò, personaggio di origini popolari, è diventato uno chef ricercato. Ora lavora per un locale di tendenza e cerca di elaborare, inventare, ritrovarsi e ragionare nel suo studio, il retrocucina, dove ha installato un grande schermo e ha convocato un violoncellista (per la sua concentrazione). Arturò cerca di completare ricette elaborate, ma gli viene in mente tutt’altro… Finisce per raccontare fiabe comiche ambientate in un passato sempre attuale… ed essendo personaggio famoso e connesso in rete continuamente… il suo ambiente viene invaso da bizzarri video provenienti dal web, video riflessivi e musiche assai pop.

Tra l’antropologia e l’inciucio, tra il sushi e la zuppa di fagioli, bisogna adoperarsi per affrontare la Rosa parlante, la Cozzeca Nera, lo snackman, la mamma di Katiuscia e il Pireto scostumato… Fatti mai successi, narrati in una lingua farcita e saporita a metà tra l’italiano e il napoletano, forte e delicata, greve e poetica.

Chi vincerà alla fine? Gel, emulsioni e schiume destrutturate? O l’impepata di cozze? I temi sono vari, gli inciuci sono assai, riflettere non fa male.

Un uomo che parla ad altri uomini, questo è l’origine del teatro… e quindi si ritorna al cunto narrato dalle nostre nonne… alternato alla forza del video che trasmette strane visioni personali o spuntini di riflessione, formule di comunicazione provenienti dal web o videoclip anteguerra… Il tutto accompagnato dal violoncello di Giuliano Colace, che ci porta dal dolore al colore, dal fiore al rumore… tutt’assieme, piano piano e ambressa ambressa…

 

 

positanoteatrofestival@gmail.com

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