Teatro Festival (32° edizione)

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Foto di Loll Willems
Foto di Loll Willems

Comincerà l’8 novembre e proseguirà fino al 20 dicembre 2014 la nuova edizione di Teatro Festival 2014 (parte di Reggio Parma Festival), XXXII appuntamento di Fondazione Teatro Due con il teatro e la musica, nazionali e internazionali, che anche quest’anno, posto ad apertura di stagione, rilancia la vocazione di Teatro Due alla produzione e l’apertura verso le realtà della scena più interessanti.

Apre la programmazione la prestigiosa presenza di uno degli artisti inglesi più controversi e stimati della scena contemporanea: Steven Berkoff, regista, attore cinematografico e teatrale, autore di culto in patria e oltre, arriva a Parma con Shakespeare’s Villains i prossimi 8 novembre alle ore 20.30 e 9 novembre alle ore 16.00, con una creazione che lo vede autore e protagonista, una vera e propria “lezione di cattiveria”, una “masterclass in evil” come la definisce lui stesso. Vestendo i panni di Iago, Macbeth, Shylock, Riccardo III ed altri, Berkoff condurrà il pubblico nei meandri dell’anima nera dei “cattivi” shakespeariani più celebri, che hanno scritto la storia del teatro e inciso sull’immaginario collettivo della cultura occidentale. Noto per i suoi ruoli di antagonista interpretati al cinema (ha collaborato con Stanley Kubrik in Arancia Meccanica e Barry Lyndon, oltre ad aver preso parte a tanti film di cassetta anni ’80 e ’90), il pubblico avrà l’occasione di incontrare Berkoff dal vivo con una prova d’attore che dal 1998, anno del debutto a Londra, ha entusiasmato le platee di tutta Europa, ricevendo la nomination per il Laurence Olivier Award dalla Society of London Theatre’s. Anticonformista, con una presenza scenica straordinaria, come lo ha definito il Daily Telegraph, Berkoff dà prova in questo spettacolo in lingua originale (con sottotitoli in italiano) di tutto il suo talento, attraverso i ruoli che più di tutti valorizzano le sue doti attoriali.

Per la prima volta in Italia, l’11 e 12 novembre alle 20.30 sul palco di Teatro Due salirà la cantante franco-americana Rosemary Standley (la splendida front-woman della band Moriarty), diretta da Juliette Deschamps e accompagnata al piano da Sylvain Griotto, in A Queen of Heart. Immersi in un ambiente minimale e intimista, nell’eleganza sofisticata di un concerto da music–hall d’altri tempi, la cantante e il pianista omaggeranno il fascino e l’eleganza decadente delle voci della musica del XX secolo, eseguendo un repertorio eclettico che va da Francois Pulenc a Doris Fischer, George Gershwin, Armando Trovajoli, Sophie Tucker, John Lennon, Kurt Weill, Alain Bashung, Moriarty, Peggy Lee, Nina Simone, Carlos D’Alessio, Henry Purcel. Rosemary Standley e Juliette Deschamps invitano il pubblico a partecipare a un cabaret affascinante e malinconico, attraverso il ricordo di Marlene Dietrich, Marilyn, Gena Rowland, Nina Simone, Billie Holiday, Rita Hayworth e le suggestioni di film come Casablanca, Johnny Guitar, Gilda, India Song. Un progetto di teatro musicale che è un tributo alla femminilità, brutale e appassionata.

Altro appuntamento musicale di altissimo livello sarà quello con Fabio Biondi e Europa Galante, l’ensemble di musica barocca più acclamato al mondo, in residenza da anni a Teatro Due, che proporrà uno speciale omaggio al compositore veneziano: il 21 novembre alle ore 20.30, il pubblico potrà ascoltare uno speciale concerto dedicato al repertorio vivaldiano, cavallo di battaglia dell’Ensemble. Il primo disco inciso (l’Ensemble si è costituito nel 1990) è stato dedicato alla produzione concertistica vivaldiana e con esso Europa Galante ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico (Premio Cini di Venezia, Choc de la Musique in Francia), vendendo in pochi anni quasi un milione di dischi; in seguito Le quattro stagioni vivaldiane incise per Opus 111 sono diventate un vero caso internazionale.

Cuore della programmazione e dell’attività di Fondazione Teatro Due e di Teatro Festival è la produzione: una vocazione che va oltre la proposta di una rassegna, ma si traduce in una missione istituzionale e politico-culturale.

Alla voce poetica di Ghiannis Ritsos Teatro Due dedica un articolato Progetto, che prende il via in prima nazionale proprio durante Teatro Festival, tra il 15 novembre e l’8 dicembre: il vasto programma porterà sulla scena alcuni degli eroi della tragedia greca attraverso i versi immortali del grande poeta greco, sottraendoli alla distanza del mito, rendendoli umani, nel senso più alto del termine. Sei monologhi (dei 9 in totale che si presenteranno nel corso della stagione), affidati ad altrettanti attori al servizio del disegno di Ritsos, condurranno il pubblico ad incontrare il dramma contemporaneo dei protagonisti della tragedia antica: la solitudine in Aiace, Fedra, Agamennone, Persefone, Oreste, Delfi emerge con forza e poesia e la mancanza di interlocutori – quasi sempre muti – lascia ai protagonisti tutto il peso della ricostruzione e interpretazione degli eventi e dei sentimenti. Così, i personaggi di Ritsos si incontrano in quella Quarta dimensione (sua raccolta del 1972) che è poi il tempo: colti nel presente, nella loro solitudine esistenziale, schiacciati fra la sottomissione e la ribellione al proprio destino, fra la rinuncia e l’iniziativa, fa la disperazione e la speranza. In Ritsos il mito non viene semplicemente “attualizzato”, spostando la scena dell’azione in avanti nel tempo, ma viene “trasformato” in parabola, per trasmettere a noi contemporanei un messaggio del tutto nuovo sulla nostra condizione.

Altra produzione di Fondazione Teatro Due, al suo debutto in prima nazionale nel programma di Teatro Festival, sarà HIKIKOMORI (dal 18 novembre al 2 dicembre), titolo che rimanda al fenomeno socio-culturale diffusosi a partire dagli anni ’90 in Giappone: il testo, scritto dal giovane drammaturgo di lingua tedesca Holger Schober, indaga un comportamento che colpisce milioni di ragazzi in tutto il mondo (in Europa la definizione data a questi giovani in difficoltà è NEET – Not (engaged) in Education, Employment or Training), una generazione che rifiuta ogni tipo di rapporto con il mondo esterno e si abbandona alla solitudine della rete. Lo spettacolo è diretto da Vincenzo Picone, 30 anni, e vede in scena Gianmarco Pellecchia, vincitore del Premio Hystrio 2011, poco più che ventenne, accompagnato da Laura Cleri. Uno sguardo giovane dunque su una fascia di popolazione giovanile in grande difficoltà, che da una ricerca dell’ISTAT nel 2009 era costituita in Italia da più di 2 milioni di soggetti.

Drammaturgia contemporanea ma legata a una tematica più universale e “adulta”, Clôture de l’amour è un testo di Pascal Rambert (che firma anche la regia), protagonista di spicco della scena francese e attualmente direttore del Théâtre de Gennevilliers – centro nazionale di produzione contemporanea nell’area parigina. Finalista ai premi Ubu 2013 come miglior testo straniero rappresentato in Italia, con in scena Anna Della Rosa e Luca Lazzareschi, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, lo spettacolo sarà in scena a Teatro Due i prossimi 12 e 13 dicembre, ore 20.30 e 14 dicembre, ore 16.00. Clôture de l’amour ha debuttato al Festival di Avignone nel 2011, ha vinto in Francia il Premio della Critica 2012 per la “Miglior creazione di un testo teatrale in lingua francese” e il Gran Premio della Drammaturgia 2012, è stato tradotto e rappresentato in tutto il mondo, dalla Russia al Giappone, dalla Croazia alla Germania. In una grande stanza bianca, una donna e un uomo si parlano attraverso due lunghi monologhi, interrogandosi sulle ragioni della fine della loro storia d’amore. Siamo davanti a una rottura tra due amanti: un flusso ininterrotto di parole, una maratona in bilico tra la paura della solitudine e l’attrazione per la libertà: è proprio lì, nel mezzo del momento doloroso, che Pascal Rambert conduce il pubblico, immergendolo nei meandri di una storia e della sua fine.

Chiude la programmazione di Teatro Festival 2014 il 20 dicembre alle ore 18.00, FaustIn & Out – dentro fuori sopra e sotto il Faust di Goethe, parte fondante del progetto regionale Festival Focus Jelineck, dedicato all’autrice austriaca, Premio Nobel nel 2004. Lo spettacolo è diretto da Fabrizio Arcuri, interpretato da Angela Malfitano, Francesca Mazza, Matteo Angius, Sandra Soncini e prodotto da Associazione Tra un atto e l’altro, Accademia degli Artefatti, Festival Focus Jelinek, in collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna. FaustIn and Out, inedito in Italia, è stato tradotto da Elisa Balboni e Marcello Soffritti, direttore del Dipartimento d’interpretazione e traduzione dell’Università di Bologna: in questa riscrittura al femminile del Faust di Goethe, Elfriede Jelinek riprende la vicenda reale di un padre che ha tenuto segregata per anni la figlia nella cantina di casa costringendola a un rapporto incestuoso e la pone in una dimensione fisica e metaforica. La produzione è nata all’interno del Festival Focus Jelinek che, da ottobre 2014 a marzo 2015, indagherà il corpus della scrittrice austriaca attraverso il lavoro di diversi artisti della scena contemporanea, con spettacoli in scena in oltre dieci città dell’Emilia Romagna. Il 19 dicembre, alle ore 18.00 al Teatro al Parco (in collaborazione con Teatro delle Briciole), la compagnia incontrerà il pubblico e presenterà il volume FaustIn and Out (Titivillus, 2014).

 

INFO: WWW.TEATRODUE.ORG, BIGLIETTERIA TEL. 0521/230242

INFO STAMPA: Michela Astri / Maria Giulia Guiducci

Tel. 0039.0521.289659 / Mob. 0039.328.4756279

g.guiducci@teatrodue.org / Skype giuliaguiducci

Ufficio Stampa – Ufficio Comunicazione, Fondazione Teatro Due

Viale Basetti 12/A, 43121 Parma (IT)

 

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