Le voci di dentro

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Foto di Fabio Esposito
Foto di Fabio Esposito

di Eduardo De Filippo

regia Toni Servillo

con Betti Pedrazzi, Chiara Baffi, Marcello Romolo, Lucia Mandarini, Gigio Morra, Peppe Servillo, Toni Servillo, Antonello Cossia, Vincenzo Nemolato, Marianna Robustelli, Daghi Rondanini, Rocco Giordano, Maria Angela Robustelli, Francesco Paglino

aiuto regia Costanza Boccardi

scene Lino Fiorito

costumi Ortensia De Francesco

luci Cesare Accetta

suono Daghi Rondanini

Produzione Teatro di Roma, Teatri Uniti e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

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Il mito di Eduardo, i fratelli Servillo e Le voci di dentro tornano a farsi sentire sul palcoscenico del Teatro Argentina, dal 20 gennaio al 15 febbraio, per riconquistarci con questa amara commedia, in bilico fra realtà e illusione, che continua a suscitare emozioni e applausi in Italia e nel mondo.

Diretto e interpretato da Toni Servillo, affiancato in scena dal fratello Peppe e da una folta compagnia di attori napoletani di diverse generazioni, lo spettacolo rinnova lo sguardo eduardiano sulla nostra società che si consuma ogni giorno tra ipocrisia e corruzione morale. I suoi testi, le sue parole, i suoi personaggi, vibrano e respirano sulla scena grazie al pluripremiato progetto che vede il Teatro di Roma, con il Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti di Napoli, insieme per ricordare Eduardo nel trentennale di un vuoto che non ci lascia orfani della sua assenza, ma che continua a parlarci e orientarci dalle tavole dei palcoscenici.

Accolto da un grande successo di critica e pubblico, lo spettacolo ha conquistando oltre 30 città italiane e del mondo, tra le quali Chicago, San Pietroburgo, Parigi, Londra, Madrid, portando in scena le voci dell’onestà e della speranza di uno dei più grandi autori del teatro del Novecento: «Eduardo – spiega Toni Servillo – è il più straordinario e forse l’ultimo rappresentante di una drammaturgia contemporanea popolare capace di parlare a tutti». Pure con sessant’anni e più dalla prima stesura, la pièce conserva il forte sapore profetico ed evocativo di un presente che, mantenendo un’atmosfera sospesa fra reale e surreale, rimesta nei tarli dell’indifferenza, dell’ipocrisia, dell’invidia dell’umanità vittima di un “dopoguerra morale”.

Scritta nel 1948, la commedia è il ritratto di un’Italia che, dietro l’euforia della fine della guerra e della conseguente ricostruzione, cela la difficoltà delle relazioni umane, spesso improntate al sospetto e alla cattiveria. C’è anche una costante incomunicabilità che serpeggia nel testo e che è simboleggiata dal vecchio Zi’ Nicola. Convinto dell’impossibilità di essere ascoltato dai propri simili, l’anziano non parla e si esprime soltanto facendo scoppiare mortaretti. Il silenzio e il sogno finiscono, così, per rappresentare l’unico sfogo alle inquietudini quotidiane. «Eduardo – sottolinea Toni Servillo nelle note di regia – scrive questa commedia sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. Ancora oggi sembra che Alberto Saporito scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda perché siamo tutti vittime, travolte dall’indifferenza, di un altro dopoguerra mondiale».

Rappresentata per la prima volta l’11 dicembre 1948 a Milano, al Teatro Nuovo, Le voci di dentro fu scritta in una sola settimana, a causa della malattia di Titina De Filippo, che avrebbe dovuto debuttare nella compagnia del fratello con La grande magia. «Eduardo – conclude Toni Servillo – è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare le sue opere significa insinuarsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica».

Lo spettacolo si inserisce nel progetto Roma per Eduardo, il programma di attività e spettacoli che il Teatro di Roma ha dedicato alla lezione e all’opera del grande maestro del nostro teatro, proponendo la messinscena di Natale in casa Cupiello, restituita in termini di modernità e attualità nella recente edizione corale diretta da Antonio Latella; e l’assolo che Fausto Russo Alesi si è cucito addosso interpretando tutti i personaggi in un’unica partitura polifonica. Continuano a completare l’omaggio un ciclo di incontri, proiezioni e attività culturali.

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INFO TEATRO DI ROMA

Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 – Fax 06.684000.360 – www.teatrodiroma.net

Biglietteria Teatro Argentina: tel.06.684.000.311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo)

Orari spettacolo: prima ore 21 I martedì e venerdì ore 21 I mercoledì e sabato ore 19

giovedì e domenica ore 17.00 I lunedì riposo

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