“Un filo di trucco, un filo di tacco” con Ornella Vanoni

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fotoOrnella Vanoni è ritornata ad incantare e deliziare nuovi e vecchi ammiratori, per l’ultima volta, in un live giocato tutta sull’immensa e inimitabile carriera della Signora della Canzone italiana, tra ricordi ironici e autoironici, lo show è la summa tra un concerto e un recital teatrale, in cui l’Ornella nazionale ripercorre il suo mito, attraverso i suoi grandi classici, alcune cover e i brani del suo ultimo album “Meticci”.

Supportata da un’ottima band, formata da: Eduardo Hebling (basso e controbasso), Paolo Vianello (pianoforte e tastiere), Placido Salamone (chitarra) ed Eric Cisbani (batteria e percussioni) con le scenografie di Giuseppe Ragazzini, in uno spettacolo scritto dalla stessa Ornella Vanoni con Federica Di Rosa.

La scena si apre e Ornella entra con un impermeabile, la sua testa riccia diventata da sempre un marchio di distinzione, senza scarpe e calze ma con un ricco carnet, che in quasi due ore di concerto, la porta a ripercorrere sessant’anni di spettacolo grazie anche all’aiuto di videoproiezioni di struggente bellezza.

Tra le tante canzoni presentate durante il concerto ne vorrei citare alcune che sono entrate a pieno titolo nella storia della canzone: “Musica Musica”, “Basta poco”, “Accendi una luna nel cielo”, “Mi sono innamorato di te”, “Che cosa c’è”, “Senza fine”, “Buonanotte piccolina”, “L’appuntamento”, “Insieme a te”, “Una ragione di più”, “Non andare via”, “Dalla tua vita”, “Uomini”, “Rossetto e cioccolato”, “Rabbia libertà fantasia”, “Perduto”, “Tristezza per favore vai via”, “Vai, Valentina”, “Per un’amica”, “La donna dai capelli blu mare”, “Samba per Vinicius”, “Non è questa casa mia”, “Albergo a ore”, “Eternità” e per concludere il bis della celeberrima “Domani è un altro giorno”.

Con quella voce “calda e dorata” e quel corpo sinuoso che urla libertà nell’inseguire il cuore e nell’essere controcorrente, Ornella ha dimostrato di essere ancora una leonessa che ha dominato il prestigioso palcoscenico del Teatro Fraschini di Pavia, donando emozioni e sorrisi, a volte nostalgia e malinconia, gioia e tenerezza contrastiguendosi con l’innata eleganza e classe.

Un concerto in cui tutto è racconto… Strehler, Visconti, Hugo Pratt, Gino Paoli, i genitori. Una serata irriverente e carismatica, dove il fascino di Ornella ha ammaliato “il tutto esaurito” pavese in un clima di grande festa e partecipazione, sfogliando in musica e ricordi un immaginario e idilliaco romanzo sulla vita di una straordinaria donna e artista.

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