Delirious New York

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Foto di Filippo Andreatta
Foto di Filippo Andreatta

idea e regia Filippo Andreatta

drammaturgia Filippo Andreatta, Ilaria Mancia

di e con Filippo Andreatta, Fiora Blasi, Patric Schott, Sara Rosa Losilla

light designer Arnaud Poumarat – in coproduzione con Inteatro

residenze artistiche Centrale Fies, REACT! Festival Santarcangelo dei Teatri

si ringrazia Milo Adami, Michel Carlana, Luka Skansi

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Delirious New York mette in scena una serie di episodi urbani simbolo del manhattanismo, una teoria inespressa perché troppo ambiziosa: nel suo libro cardine, vero e proprio manifesto retroattivo di Manhattan, Koolhaas sostiene infatti che la griglia architettonica della città non vada analizzata studiando i palazzi che la compongono, ma indagando la psicologia di chi li ha costruiti. L’immaginazione è alla base del delirio architettonico di New York, ed è il collante degli episodi urbani messi in scena da OHT.
Il pubblico è testimone di un patchwork teatrale d’immagini che irrompono in un libero e personale processo d’associazione affidato alla mente e all’esperienza del singolo spettatore.
In scena coesistono quattro persone che pur parlando la stessa lingua o lingue diverse, non riescono a comunicare fra loro. Eppure continuano a parlarsi, a raccontarsi e a raccontare cercando di ottenere qualcosa da questa situazione senza preoccuparsi troppo di come. Forse l’alacrità con cui cercano di soprassedere a questa incomunicabilità è una metafora del loro desiderio d’identità? Forse, ma il punto di partenza rimane il testo di architettura contemporanea che come nessun altro è riuscito a introdursi nella genesi di una città mitologica degli Stati Uniti d’America come New York City.
Lo spettacolo cela un’indagine sul comportamento umano all’interno della città contemporanea.

Nato in forma di workshop itinerante all’Università IUAV di Venezia, il progetto teatrale e performativo è stato presentato all’interno di Manifesta 7 – Parallel Events per poi diventare uno spettacolo completo attraverso la vittoria del concorso REACT! del Festival di Santarcangelo nel 2009 sotto la direzione artistica di Ermanna Montanari.
Nella stagione 2013/14, Delirious New York è stato rimesso in scena attraverso un progetto di “microcredito culturale” presentato al MiBAC e sostenuto dalla PAT – Provincia Autonoma di Trento, per facilitare la promozione di eventi collaterali in istituzioni non esclusivamente teatrali. Per tanto, il progetto si pone come un prodotto ecologico che, a partire da un sostegno alla circuitazione, viene ospitato all’interno di spazi alternativi ad un costo sostenibile.

OHT – Office for a Human Theatre
Fondata nel 2008 dopo la vittoria di Nuove Sensibilità, premio nazionale per giovani registi al Napoli Teatro Festival Italia, OHT ha collaborato con istituzioni prestigiose tra cui la Josef and Anni Albers Foundation (USA), la Whitechapel Gallery di Londra, l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, il MAXXI di Roma, il Museo MADRE e il Teatro Pubblico Campano, Palazzo Grassi a Venezia e il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. I progetti di OHT sono un’investigazione sulla realtà e la sua rappresentazione, e sono stati portati sia in spazi teatrali che museali partendo dalla convinzione che la relazione fra le arti performative e visive ruoti attorno al coinvolgimento del pubblico piuttosto che nell’infiltrazione fra i diversi generi.

 

Rem Koolhaas
Nato a Rotterdam. Dopo essersi laureato alla Architecture Association School di Londra nel 1972, riceve la Harkness Fellowship per viaggiare e studiare negli Stati Uniti D’America. In questo periodo scrive “Delirious New York” che i critici hanno definito un classico dell’architettura della società moderna.
Nel 1975, sempre a Londra, fonda l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) con Madelon Vriesendorm, Elia e Zoe Zenghelis. Con OMA realizza una serie di edifici che entrano nella storia recente dell’architettura come il nuovo Teatro Olandese a Hauge, la casa della musica di Porto e il nuovo campus all’Illinois Institute of Technology di Chicago. Attualmente, il suo studio ha sedi a Rotterdam, New York, Beijing, Hong Kong e Doha. Più recentemente, Rem Koolhaas è direttore di “Fundamentals” mostra della Biennale di Venezia, sezione di Architettura presentata nel giugno 2014.

APACHE nasce nel 2014 dalla volontà di Teatro Litta di dare spazio a quelle espressioni di sperimentazione, di contaminazione di linguaggi, di rischio, che altrimenti rimarrebbero relegate in riserve, come accade spesso alle espressioni più fresche e vitali del contemporaneo, nicchie che invece di preservare impediscono la crescita. Per il teatro, escludere o lasciare a festival e rassegne la cura di queste realtà costituisce un peccato mortale: limitarsi a perpetuare una forma storica e storicizzata di spettacolo significa diventare sempre più custode dello status quo e sempre meno luogo di confronto, di innovazione reale. Per questo APACHE propone da gennaio a giugno, per una settimana al mese, 6 compagnie, 6 prime milanesi, 6 tra gli esempi più interessanti di quello che si muove ogni giorno intorno, accanto e sotto di noi.

INFORMAZIONI
Sala La Cavallerizza – Repliche: da giovedì a sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – Biglietti: intero €10, under 25 e over 60 €8 – Abbonamento: APACHE 6 spettacoli €40

BIGLIETTERIA
C.so Magenta 24, Milano
– ritiro biglietti lunedì/sabato – 18:00/20:00
– informazioni e prenotazioni telefoniche lunedì a sabato – 15:00/19:30 – 02.86.45.45.45
– prenotazione mail promozione@teatrolitta.it
– prevendita online biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito e nei punti vendita Vivaticket

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