Confidenze troppo intime

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fotoNon è semplice esternare i nostri più intimi sentimenti a qualcuno che conosciamo, è più semplice farlo con chi non si conosce affatto, paradossalmente ci sentiamo più in intimità con coloro di cui non sappiamo neanche il nome, perché nulla sanno di noi se non quello che gli raccontiamo, senza vergogna, senza paura, siamo noi stessi, almeno per qualche momento. Dimentichiamo chi siamo, e ci apriamo a confessioni come se l’interlocutore davanti a noi potesse comprendere ciò che gli altri non riescono a capire, raccontiamo aneddoti rinchiusi da qualche parte nei meandri più nascosti della mente.

Ed è quello che accade a Parigi, in un condominio, ad un uomo ed a una donna, lei crede che lui sia il suo psicanalista con cui aveva appuntamento, e lui, inizialmente crede che sia una cliente bisognosa di una consulenza finanziaria, essendo questo il suo reale impiego. Un grande equivoco.

Lei bella, bionda e disperata, ma non ancora del tutto, lui monotono, insicuro, con alle spalle un ex moglie ingombrante, prorompente e dominatrice, doti che forse proprio avevano fatto innamorare il nostro William, tutto il contrario di lui.

Lui all’inquieta Anna non ha il coraggio di confessarle la sua vera identità perché lei ha detto troppo e lui niente.

Lui ha mentito e ora non sa come dire la verità, ed è proprio William a recarsi dallo psicanalista della porta accanto, per cercarla, perché qualcosa dentro di lui lo spingeva a rivederla, voleva ancora ascoltare quella voce colma di tristezza. Lei scopre la verità, ma non cambia nulla,e poi c’è quella parola, l’intimità, è più forte di loro non riescono a smettere di parlare, e gli appuntamenti continuano, perché si trovano così bene l’un con l’altra, che farne a meno è impossibile. Lei non ne può più dell’indifferenza di suo marito, non ne può più di quei “fantasmi” in cui lui prova piacere nel guardarla in bagno, nell’udire descrizioni di ipotetici rapporti in cui lei è tra le braccia di un altro uomo.

L’intimità è il problema di Anna, vuole amore, vuole calore perché ormai solo il gelo regna nel sua insulsa vita, fatta di una routine tremendamente noiosa e insoddisfacente, e poi entrando in quello studio, così familiare e accogliente, si dimentica ogni cosa, affiorano ricordi, passioni, c’è quiete, e improvvisamente c’è lei, l’intimità.

Le confidenze troppo intime di questa pièce ricordano l’intensa ed inebriante fragranza di un profumo che manda in estasi ogni nostro senso, riconducendoci ad una scoperta interiore, riuscendo a placare le frustrazioni e le delusioni della quotidianità, represse dalla forza della grande bellezza della vita, un’ avventura che non si sa mai cosa ti riservi il giorno seguente, ma che non ha importanza cosa, perché sarà qualcosa di nuovo da cui trarre sempre qualche insegnamento.

Quel marito credeva che si sarebbe risolto tutto con un tradimento da parte della sua lei con uno sconosciuto, bramava che ciò accadesse, pregava l’ipotetico amante con telefonate di fare l’amore a casa sua, nel suo letto, con sua moglie, consumarla, toccarla come lui non riusciva più a fare, non avendo ottenuto ciò che desiderava, andò lui, il consorte impotente, in un hotel a farla sua, in una notte di passione con la bella Anna, proprio davanti agli occhi di quel sconosciuto, di fronte allo studio di questo inusuale ed unico amante.

La necessità di Anna di essere ascoltata e la consapevolezza di bisogno di aiuto, spinge il nostro consulente nella dimensione di rivalutare le proprie scelte, le proprie decisioni, per trovare il coraggio di andare via da tutto ciò che lo rendeva infelice, apatico.

Le confidenze di questa donna e di quest’uomo, la semplicità nella follia di questa intimità tra due sconosciti, regala loro la forza di evolvere e di rivoluzionare la propria vita, e lasciare le loro insoddisfacenti realtà a ieri per ritrovare la speranza di vivere come meglio credono, inseguendo i propri sogni senza impedimenti, perché chi un tempo apparteneva alle loro vite, non apprezzava, non coglieva la solitudine e come scrisse de Carlo,non appresero che nulla è così stabile da poterlo dare per scontato.

Una rappresentazione di Jèrome Tonnerre, traduzione di David Conati, con la regia di Antonio Syxty, ci presentano 105 minuti di riflessione, conversazioni proibite in cui il disegno luci di Fulvio Mello accompagna i racconti di questi personaggi, interpretati con strabiliante personalità da Caterina Bajetta, Valentina Capone, Ettore Distasio ed Gaetano Callegaro.

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