Ferite d’arma da gioco

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fotodi Rajiv Joseph

regia: Stefano Scandaletti

interpreti: Chiara Capitani e Diego Maiello

traduzione: Enrico Luttmann e Marco Casazza

scene e costumi: Mara Masiero

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In prima nazionale debutta dal 3 all’8 marzo 2015 al Teatro dell’Orologio sala Gassman “Ferite d’arma da gioco” del drammaturgo indo-canadese Rajiv Joseph, per la regia di Stefano Scandaletti, interpretato da Chiara Capitani e Diego Maiello.

Ferite d’Arma da Gioco, Gruesome Playground Injuries, di Rajiv Joseph, autore finalista del Premio Pulitzer 2010, ha debuttato nell’ottobre del 2009 a Houston, Texas. I due protagonisti vivono una complessa e dolorosa storia d’amore; attraverso il dolore si incontreranno da bambini e, per inseguirsi, ritrovarsi, riconoscersi come essere viventi, al dolore rimarranno legati. I due ragazzi, per allontanarsi dagli schemi e dalle tappe obbligate del processo di crescita imposto dalla società, usano una loro personale dinamica violenta. Clara e Diego non stanno male; si provocano il male. Tagli, incidenti, nausea, fratture sono gli espedienti per potersi vedere negli ospedali, nelle infermerie, nelle sale d’aspetto e negli ambulatori. Le ferite si spostano nel tempo e rincorrono un puzzle affettivo devastante. Si gioca a simulare l’adolescenza, l’infanzia, l’età adulta in un vuoto totale di logica, di senso cronologico della storia, persino di caratteristiche individuali. Clara e Diego sono dei simboli, delle bambole voodoo animate da un comportamento masochista autolesivo, in una regia che esalta il vuoto disperato e irritante delle puntate di South Park.

Trama: All’età di otto anni, Clara e Diego, si incontrano nell’infermeria della scuola nell’attesa di essere curati, in quell’occasione scopriranno la comune attrazione verso il dolore fisico; elemento che diverrà la loro più forte passione. Otto episodi della loro vita che, senza senso cronologico, andranno a trasformare ogni problematica principale della loro crescita fisica e sentimentale in una insolita evasione violenta che li unirà per sempre.

Adolescenti e il “cutting”: Si chiama “cutting”, è la diffusa nuova pratica dell’autolesionismo adolescenziale, si usano lamette, vetri, addirittura lattine usate. Il sistema sanitario parla di un “epidemia”. Circa 200.000 adolescenti in Italia praticano il “cutting”. Il 90% sono ragazze tra i 13 e i 16 anni. Soltanto una minima parte, intorno al 15%, chiede aiuto. Nel 70% dei casi si tratta di un fenomeno di autolesionismo legato all’età, ma nel 30% dei casi rischia di cronicizzarsi. Negli ultimi anni il fenomeno di emulazione attraverso i social network è cresciuto del 30%.

Per tagliarsi Diego utilizza sempre la stessa “arma”: il suo coltellino da scout sterilizzato e ripulito. Clara dice che quelle cicatrici sono le sue ferite di guerra, la pelle brucia, ma dentro, nel cuore, arriva la tranquillità.

Regia: Stefano Scandaletti, al suo debutto nella regia, ha lavorato come attore con Roberto Benigni, Marco Turco, Liliana Cavani, Marcello Cesena, Mario Monicelli, Carlo Mazzacurati, Gianluca Maria Tavarelli, Maurizio Zaccaro, André Téchiné, Joaquìn Oristell, Alessandro Rossetto, Miguel Alcantud. È Pietro Valpreda in Romanzo di Una Strage di Marco Tulio Giordana. A teatro viene diretto da Lino Spadaro, Antonio Calenda, Stefano Pagin, Andrea De Rosa, Francesco Calcagnini, Luis Pasqual, Luca De Fusco, Alessandro Maggi, Pierluigi Pizzi, Gigi Proietti, Damiano Michieletto. Conduce su Raidue il programma musicale Top of the Pops e nel 2002 conduce su Raiuno Sanremo Giovani. Sempre in televisione è Renzo Tramaglino in Renzo e Lucia, regia di Francesca Archibugi. Come regista video nel 2003 vince al Festival di Bellaria il Primo Premio “Anteprima per il Cinema Indipendente Italiano”, diretto da Enrico Ghezzi, con la pellicola Giovedì.

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dal martedi al sabato ore 21.15 / domenica ore 17.45 – biglietto €10,00

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=so400YqGrok

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