Teatro dell’Opera di Roma, chiusura in pareggio nel 2014

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fotoIl risanamento in corso al Teatro dell’Opera di Roma, il sostanziale aumento delle produzioni e di ricavi attraverso la vendita di biglietti, il bilancio previsionale della chiusura della stagione 2015: questi i temi affrontati dal Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Carlo Fuortes che ha illustrato tutti i risultati raggiunti nel primo trimestre del 2015.

Trovo doveroso affrontare la questione economica del Teatro con i risultati del primo trimestre 2015. Tutti ne conoscevano la difficile situazione che lo scorso anno lo aveva portato quasi al collasso: a fine 2013 la Fondazione era sull’orlo del fallimento, gravata da un indebitamento netto che sfiorava i 30 milioni di euro e con un bilancio di esercizio in perdita per quasi 13 milioni di euro” spiega in conferenza stampa il Sovrintendente Carlo Fuortes.

Nel corso di pochi mesi però si registra un’inversione di rotta in quello che non vuole essere il punto di arrivo, ma la tappa di un percorso volto a restituire la legittimazione sociale che spetta alla Fondazione.

L’adesione alla legge 112/13, meglio nota come la Legge Bray, attraverso l’adozione di un rigoroso piano di risanamento, ha permesso di accedere a un finanziamento statale di complessivi 25 milioni -continua Fuortes – Dopo una prima anticipazione di 5 milioni di euro avvenuta nel 2014, la recente erogazione della seconda tranche di tale finanziamento, pari a 15,6 milioni di euro, ha consentito di annullare l’indebitamento nei confronti degli artisti e di riportare a livelli ordinari quelli verso i fornitori, l’erario e gli istituti previdenziali, allentando le tensioni finanziarie che avevano condizionato la Fondazione nel corso della sua storia recente”.

Il 2014 si è chiuso in pareggio per il Teatro e anche il preconsuntivo del 2015 appare in positivo: risolte le tensioni della scorsa stagione (l’accordo con i sindacati è stato siglato nel novembre 2014), il teatro lavora regolarmente e vive una situazione di serenità che scaturisce da un’attenta politica di controllo dei costi di gestione (un risparmio di 10 milioni rispetto al 2013), da un incremento della produttività (con 50 rappresentazioni in più rispetto allo scorso anno), da un proficuo cambio di promozione della stagione e della fidelizzazione del pubblico.

La spesa per biglietti e abbonamenti (4,8 milioni di euro) supera di 1,8 milioni quella registrata nel primo trimestre 2014 (+60,2%). In termini di biglietti venduti la crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è di 37 mila unità (+61,4%)” continua il Sovrintendente che ha ringraziato tutti i lavoratori della Fondazione per l’andamento in crescita.

Non manca il commento sulle nuove nomine arrivate la scorsa settimana, Giorgio Battistelli che si affianca come direttore artistico ad Alessio Vlad ed Eleonora Abbagnato, già étoile all’Opera di Parigi come direttrice del Corpo di Ballo.

L’investimento del Teatro su Giorgio Battistelli sarà ampiamente ripagato in termini economici e culturali. Appaiono perfettamente conciliabile le figura di Battistelli che andrà a occuparsi della parte mancante della programmazione del Teatro relativa alla sperimentazione di nuovi linguaggi e la figura di Vlad che continuerà ad occuparsi della parte operistica: d’altra parte nella nostra direzione artistica si lavora e si decide in team” ha concluso il Sovrintendente.

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