Heartbreak Hotel

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snaporaz_1_lowrestesto, regia e suono snaporaz

un progetto di Gilda Deianira Ciao, Matteo Salimbeni, Fulvio Vanacore

con Vincenzo Giordano, Alice Spisa (premio UBU 2013 – miglior attore under 30)

musiche dal vivo Alberto Sansone

grafica Bruno D’Elia

organizzazione AVTURNÈ

primo spettatore Arianna Bianchi

in collaborazione con Sesto Spazio, Teatro Presente

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Veronica e Brad. Una coppia. La sera del 31 dicembre. Mesi di progetti, fantasie desideri speranze su dove passare l’ultima notte dell’anno. E invece eccoli lì. In un alberghetto tetro, affacciato su un lago sinistro e immobile. Butta male, questo è sicuro. La loro storia è giunta a un binario morto, e non sembrano profilarsi soluzioni o scappatoie. Ma c’è qualcosa che i due non sanno.  L’albergo è una presenza viva. E per loro, per questa maldestra coppia di provincia, ha in serbo un progetto che va ben oltre una banale vigilia di capodanno. Brad e Veronica stanno per intraprendere un viaggio iniziatico – popolato da anziane signore mostruose, radio parlanti, ballerine senza gambe – che li porterà negli antri più bui della loro relazione, a confrontarsi con una sconvolgente e ineluttabile scoperta.  Perché quando l’Heartbreak Hotel ti chiama, riattaccare la cornetta non è un’opzione.

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Heartbreak Hotel è un progetto che aspira a scardinare dei confini, personali e di gruppo.
A conoscere i propri limiti per ridisegnarli, sporcando il tratto privato con quello altrui.

Proprio per questo snaporaz, collettivo nato dall’incontro tra i registi Gilda Deianira Ciao e Fulvio Vanacore con lo scrittore e drammaturgo Matteo Salimbeni, inaugura il proprio percorso parlando di un luogo in cui il dolore – quello che ti dà l’opportunità di capire un po’ di più chi sei – diventa un personaggio: una presenza viva con la quale dialogare.

E decide di mettere una coppia in crisi a confrontarsi con questa presenza.

Personaggi piccoli, affini, che conosciamo bene. Che somigliano a noi e ad altri a noi vicini. Una finzione spietatamente plausibile che ci permette un’autocritica sul presente.

Spersonalizzare il privato, farsi materiale scenico per raccontare l’umano, convinti che non si possa portare un cambiamento se prima di tutto non si è cambiata la gestione del personale, dell’intimo, all’insegna del motto “la libertà è una forma di disciplina”.

Al momento ci si concentra sul suono del racconto, intrecciando la scrittura alla presenza attiva dei due interpreti Alice Spisa e Vincenzo Giordano, e al suono dei loop di chitarra di Alberto Sansone, con l’obiettivo di portare in scena un taccuino d’appunti, le note a margine manoscritte sulla prima stesura di un romanzo breve.

Quanto presenteremo ad Apache, raro spazio di libertà creativa, è l’inizio di questo percorso: un viaggio che ci alleni all’ascolto, a trasformare gli ostacoli in vantaggi, raccontando la storia di una coppia che si trova, suo malgrado, ad affrontare la prova più grande, la rivoluzione definitiva, la quarta guerra mondiale: imparare a comprendere l’altro da te.
                                                                                                                                                                                              snaporaz

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Fulvio Vanacore
regista, fonda Compagnia Delle Furie allʼindomani del diploma alla Scuola Paolo Grassi; ha diretto spettacoli per altre realtà milanesi (Teatro Libero, CRT, Outis); per ogni regia ha sempre curato in prima persona il sound design. È socio fondatore dellʼassociazione IT – Indipendent Theatre.
Matteo Salimbeni
diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, autore e drammaturgo di prosa e opera lirica, per adulti e per bambini (Nabuccolo di F.Grazzini). Scrive libri (L’Ascensione di Roberto Baggio, con V. Santoni), scrive per il cinema e la televisione. Ha pubblicato racconti e articoli con numerose riviste letterarie e non, Minima e Moralia, Nazione Indiana, Scrittori Precari, Mostro.

Gilda Deianira Ciao
dopo il dottorato di ricerca in Storia del teatro e dello spettacolo ha studiato regia alla Scuola Paolo Grassi di Milano; si è formata incontrando, tra gli altri, Claudio Morganti, César Brie, Oskaras Korsunovas.

APACHE nasce nel 2014 dalla volontà di Teatro Litta di dare spazio a quelle espressioni di sperimentazione, di contaminazione di linguaggi, di rischio, che altrimenti rimarrebbero relegate in riserve, come accade spesso alle espressioni più fresche e vitali del contemporaneo, nicchie che invece di preservare impediscono la crescita. Per il teatro, escludere o lasciare a festival e rassegne la cura di queste realtà costituisce un peccato mortale: limitarsi a perpetuare una forma storica e storicizzata di spettacolo significa diventare sempre più custode dello status quo e sempre meno luogo di confronto, di innovazione reale. Per questo APACHE propone da gennaio a giugno, per una settimana al mese, 6 compagnie, 6 prime milanesi, 6 tra gli esempi più interessanti di quello che si muove ogni giorno intorno, accanto e sotto di noi.
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INFORMAZIONI
Sala La Cavallerizza – Repliche: giovedì ore 19:30 – venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – Biglietti: intero €10, under 25 e over 60 €8 – Abbonamento: APACHE 6 spettacoli €40

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BIGLIETTERIA
C.so Magenta 24, Milano
ritiro biglietti lunedì/sabato – 18:00/20:00
– informazioni e prenotazioni telefoniche lunedì a sabato – 15:00/19:30 – 02.86.45.45.45
– prenotazione mail promozione@teatrolitta.it

– prevendita online biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito e nei punti vendita Vivaticket

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