Il musical “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” al Teatro Rossetti di Trieste

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fotoGrande successo ieri sera per l’evento tanto atteso Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo il musical prodotto da David Zard, con la regia di Giuliano Peparini, le musiche di Gerard Presgurvic ed i testi di Vincenzo Incenzo. David Zard, è stato presente alla conferenza stampa che ha accompagnato lo spettacolo, il produttore è già noto alla città giuliana in quanto aveva già collaborato in passato con il Teatro Stabile del Friuli per il debutto a Trieste di Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante e Tosca Amore Disperato di Lucio Dalla.

Il debutto di Romeo e Giulietta, Ama e cambia il mondo si è tenuto il 2 ottobre del 2013 all’Arena di Verona e da allora lo spettacolo ha toccato 13 tappe, totalizzato 500.000 spettatori ed oltre 200 repliche. I 45 artisti sul palco, oltre 30 tra ballerini e acrobati indossano più di 300 costumi disegnati da Frédéric Olivier, danno vita alla disperata storia d’amore scritta da William Shakespeare. A dare volto e voce alla celebre coppia di innamorati troviamo, nel ruolo di Romeo, Federico Marignetti e, nei panni di Giulietta, l’attrice e cantante Giulia Luzi. Completa il cast principale Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio),Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo Di Minno (Principe Escalus), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Silvia Querci (Nutrice), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo).

La coreografia è di Veronica Peparini, e l’imponente scenografia di Barbara Mapelli.

Una produzione davvero eccezionale per la realizzazione di uno spettacolo magico e commovente, la bravura dei ballerini, dei costumisti e di tutti gli interpreti si evince dalla resa d’insieme. Molto ricercate le scenografie nella loro geometrica complessità, assolutamente inedita la statua del Cristo a cui si rivolge Frate Lorenzo. Un Salvatore crocifisso che per la scelta della posizione sembra quasi un dio greco, un Poseidon che emerge dalle acque e non un uomo straziato dal dolore della crocifissione. Vincente anche la posizione frontale della tomba dei due amanti che diviene prima luogo di morte e dolore e poi tabernacolo consacrato alla consapevolezza e all’amore. Un grande evento reso possibile dall’impegno di tanti professionisti ed artisti eccellenti, ma il pensiero ultimo, quando la sala piena applaude ed esulta entusiasta, va a lui al grande drammaturgo: grazie William.

 


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