“Golgota” di Bartabas, la moderna via crucis di cavalli e flamenco al Teatro dell’Opera di Roma

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Foto di Arnault Joubin

Fra il folk rock del poeta Bob Dylan, il pop inglese di Elton John e la musica di Ludovico Einaudi, il Neuer Kurs – nuovo corso del Teatro dell’Opera di Roma prende forma anche nel debutto di Golgota, nuova creazione di Bartabas, evento in scena al Teatro Costanzi dal 23 al 27 luglio (ore 21).

Il teatro equestre di Barbatas si presenta come una ulteriore prestigiosa offerta all’insegna della contaminazione nel cartellone estivo del teatro e si configura come una forma artistica totale che coniuga arte equestre, musica, danza e teatralità in totale connessione e continuità con quanto proposto giorno dopo giorno dal Teatro dell’Opera di Roma.

È un onore accogliere per la prima volta in Teatro Bartabas che può essere considerato uno dei grandi maestri del teatro contemporaneo. Ho tentato invano di farlo tornare a Roma per anni dopo la sua esibizione di dieci anni fa a Tor di Valle – esordisce il Sovrintendente del Teatro dell’Opera Carlo Fuortes presentando lo spettacolo – Il teatro di Bartabas è un teatro di visioni, danza e musica, in perfetta linea con il lavoro che svolgiamo proprio all’Opera nonostante si possa credere il contrario. Questo spettacolo arricchirà ulteriormente l’offerta culturale estiva del teatro dell’Opera tra il Costanzi e Caracalla“.

Bartabas (al secolo Clément Marty), regista, scenografo e maestro di equitazione, ha fondato oltre 30 anni fa il Théatre équestre Zingaro inventando di fatto un genere che ha il suo centro stabile nel tempio struttura a Aubervilliers e che conta 45 persone e 40 cavalli protagonisti dei grandiosi spettacoli negli chapiteau. Quel che vedremo al Costanzi però è uno spettacolo dissimile dalle fastose produzioni di genere.

Golgota non è una grande produzione, ma una creazione quasi personale, nata ma per favorire altri incontri – spiega Bartabas – È un progetto che nasce per essere realizzato in teatro, il luogo meno prevedibile forse dove sia possibile vedere dei cavalli, uno spazio ridotto che offre la possibilità di poter apprezzare una serie di dettagli impossibili da cogliere in uno spazio più grande”.

Accanto al Maestro Bartabas e ai suoi quattro magnifici cavalli, Horizonte, Le Tintoret, Soutine, Zurbarán e all’asino Lautrec (non a caso si chiamano come celebri pittori), ci sarà il grande danzatore Andrés Marìn, stella sivigliana del flamenco.

Quel che mi interessava era lavorare con Marìn sulla musica rinascimentale di Tomás Luis de Victoria con un’unica voce, recuperare le origini del flamenco. Quel che mi ossessiona da anni è in un certo senso la ritualità del teatro: una delle prime, se non la prima forma di ritualità costituita dagli uomini, è stata quella religiosa. In Golgota con Marìn abbiamo lavorato su processioni e rituali religiosi – prosegue il Maestro – Il punto di partenza è sempre la musica e nella partitura di Tomás Luis de Victoria quel che mi interessa è soprattutto il silenzio che segue alla musica. Marìn coglierà questa percezione danzando sul silenzio a piedi nudi sulla sabbia”.

E se rappresenta una sfida privare della terra un danzatore di flamenco, la regia dello spettacolo, con le luci ispirate a Tintoretto e Goya, sarà semplice come una messa.

Quando ho concepito lo spettacolo ho pensato a due bambini che si nascondono e che assistono di nascosto a una messa – dice Bartabas anticipando che ogni interprete si troverà quasi ad officiare un ruolo preciso come fosse all’interno di una funzione liturgica.

Fondamentale per Bartabas il rapporto con i suoi cavalli, il linguaggio che riesce ad instaurare con loro al di là di qualsiasi razza.

Non mi interessa mostrare il cavallo, ma il rapporto fra l’uomo e il cavallo che diventa di conseguenza uno specchio reale in grado di restituire quel che siamo in grado di offrirgli – dice Bartabas che ha trasformato la sua passione di una vita per i cavalli in un sogno creativo – E nello spettacolo prende forma il rapporto che si viene a instaurare in scena fra il danzatore di flamenco e me e miei cavalli insieme”.

Una moderna, affascinante e misteriosa via crucis di cavalli e flamenco ispirata alla processione di Cristo con la musica rinascimentale di Tomás Luis de Victoria che sarà in scena dal 23 al 27 luglio al Teatro Costanzi mentre alle Terme di Caracalla si alternano le recite della Turandot, della Bohème, della Butterfly e il galà di Roberto Bolle.

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