Galà Concerto / XXII Festival Internazionale del Balletto

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fotoA chiusura dello storico Festival Internazionale del Balletto “Città di Rapallo” è andato in scena, come di consuetudine, il Galà (in due tempi) con i partecipanti ad una delle eccellenze coreutiche italiane, lo “Stage Internazionale di danza classica “Nina Soldun” con i professori provenienti dall’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, ospiti del prestigioso palcoscenico del Teatro delle Clarisse di Rapallo sito nel centro storico di Rapallo. Il Teatro delle Clarisse è un piccolo gioiello tra platea e galleria, con gli interni realizzati in marmo bianco e nero e decorati con pregevoli stucchi in cui predomina il velluto rosa, una “bomboniera” che in passato fu la Chiesa del complesso monastico delle Clarisse risalente al 1633, un monastero di clausura dell’Ordine di Santa Chiara da Montefalco fino al 1902. L’atrio di ingresso è stato ricavato dall’antica cappella interna del convento restituita ad unità, mentre il foyer per la sosta, è stato ripreso dall’ex matroneo (o coro delle monache) e da due ex aule scolastiche in cui trova l’armonioso epilogo ai piedi dello scalone elicoidale principale. Anche in origine, narra la storia dell’edificio, il locale era servito come teatro. Risulta altresì che, terminata la chiesa, nel 1688, essa venne utilizzata per tre anni, fino al 1691, per quel genere di similitudini o rappresentazioni sacre allora in voga.

In questa splendida cornice storica, si è svolto l’emozionante ed entusiasmante “Galà Concerto” di cui l’organizzazione “EuroArt” nelle persone della presidente Mara Costigliolo e dell’art director Sinibaldo Nicolini (entrambi indiscussi professionisti a servizio della Cultura), ha allestito il tutto con stile ed eleganza; in apertura di palcoscenico la “Cerimonia” dei discorsi ufficiali e della Consegna degli Attestati con l’aggiunta delle Borse di Studio per lo Stage 2016 (assegnate dal sottoscritto a Carlotta Caccamo, Alessia Rivetti, Daniele Sioni, Silvia Simeone, Martina Penco e “in memoria di M. Luisa Ruffini” a Greta Rolandi e Geremia Cappagli) alla presenza dell’étoile e professoressa Marina Vasilieva e del professor nonché direttore artistico dello Stage Vadim Desnitsky, pietre miliari della danza internazionale, i quali unitamente a Ekaterina Desnitskaja, Alexei Nedviga, le pianiste dell’Accademia Vaganova Inna Lysyak ed Elena Polkovaja ai sopracitati organizzatori e al critico di danza Michele Olivieri hanno dato il via alla sinfonia delle danze.

Nella prima parte abbiamo assistito alle varie “Classi” appositamente preparate dai professori e Artisti emeriti della Federazione Russa Vadim Desnitsky e Marina Vasilieva, una serie di coreografie che hanno avuto il pregio di porre in risalto l’essenza della danza classica in tutta la sua “vera” espressione dando luce e riflessi ai canoni estetici ed interpretativi, offrendo ai vari allievi e partecipanti, dai più grandi ai più piccoli un ruolo ricco di sfumature di rara grazia e bellezza tersicorea su musiche di Piotr Ilic Tchaikowskj, Edvard Grieg, Wolfang A. Mozart, Franz Schubert, Johann Strauss figlio, Anton Arensky, Ludwig Minkus, Riccardo Drigo, Léo Delibes.

A seguire una danza di Carattere sottolineata dalla musica popolare russa con le coreografie di Tatiana Pavlova nell’interpretazione suggestiva di Cappagli Geremia, Bafico Lorenzo e Marino Daniele.

Affascinante il Pizzicato tratto dal balletto “Sylvia” su musiche di Léo Delibes con Warman Susan e Rolandi Greta, entrambe con dinamiche di calibrata qualità.

Raffinato il Pas de Trois dallo “Schiaccianoci” sulle indimenticabili musiche di Tchaikowskj e la coreografia di Vasily Vainonen con Chiappini Priscilla, Benaglia Viola e Zavanone Giulia, un trio affiatato in cui il loro studio si è rivelato appieno.

Poetico il “Sogno di un burattino” su musiche di Fiorenzo Carpi e la coreografia di Roberta Conte con Geremia Cappagli, allievo di sicure doti fisiche.

Da “Giselle” su musica di Adams e coregrafia di Petipa, uno splendido assolo di Davide Sioni, maestoso nel suo andamento in perfetta bellezza stilistica e musicalità.

Da “Coppelia” (variazioni) musiche di Délibes e coreografie di Gorski nell’intepretazione di Rivetti Alessia, Pelleri Camilla e Simeone Silvia, complete di ogni elemento e caratteristiche necessarie alla parte, ricche di grazia, accademismo e gioia.

Da “Le Vestali” (variazione) su musiche di Minkus-Deldeves con la coreografia di Petipa una meravigliosa Carlotta Caccamo ha dato sfoggio di totale espressività, maestrìa e dell’insieme delle norme su cui è fondata la danza.

Da “Raimonda” (assolo) su musiche di Glazunov con le coreografie di Sergheiev abbiamo ammirato in scena Pelleri Pietro, sicuro e a proprio agio sulle tavole del palcoscenico.

Da “Giselle” (assolo) musiche di Adolphe-Charles Adam e coreografie di Petipa, Alessia Rivetti ha deliziato il pubblico per leggiadria e totale pulizia delle raffinate linee.

Sempre da “Giselle” (variazione) è stata la volta dell’accademico Michal Skrzeczkowski.

A seguire da “Giselle” il pas de deux con Simeone Silvia e Michal Skrzeczkowski in un motivo di piacevole attrazione in cui sono confluite finezza ed estensione.

Da “La bella addormentata nel bosco” (variazione) nella celebre coreografia di Marius Petipa con Davide Sioni, il quale ha incantato la platea per prestanza fisica, attitudine e tecnica di cattedratico prestigio.

Da “Raimonda” (variazione) in scena Ghizzoni Livia perfetta nello stile ed innocenza del ruolo.

A seguire “Il risveglio di Flora” (variazione) con Simeone Silvia, sorridente grazie a una disciplina consolidata ha infuso di apprezzamento e meritevole impatto visivo l’intero impianto coreografico.

Durante la serata l’attenta e dotata Alessia Trombetta ha proposto quattro interessanti coreografie, ben eseguite e ricche di passaggi graduali di colori e tecniche: “A me non devi dire mai”, “La notte” (coreografia di Maria Cristina Bernardi) “Heart Cry” (coreografia di Michael Thomas) e “Traces Solo” coreografia dal Prix di Losanna.

A chiusura del Gala l’intepretazione coreografica di Contemporaneo a cura del primo ballerino solista del Teatro Marinskj, il maestro Alexei Nedviga, il quale ha montato due interessanti pezzi. Il primo, un duo formato dalle straordinarie Caccamo Carlotta e Trombetta Alessia, una coreografia innovatrice dove le basi del classico hanno sposato il clima contemporaneo in un connubio di rara bellezza percettiva del movimento. Il secondo pezzo corale con Alvaro Anastasia, Pelleri Pietro, Zavanone Giulia, Cappagli Geremia, Conte Roberta, Sioni Davide, Parodi Samantha, Pelleri Camilla, Simeone Silvia, Paonessa Giada e Bonanni Michela, si è rivelato un’eccellente esempio di creatività nella fusione di tradizione della passione figurativa tra corporeità ed equilibrio.

Una serata in cui esce vincitrice la compagine di struggente bellezza e affiatamento, luci e costumi di garbata eleganza, nel solco della tradizione, in cui si è sottolineata la fisicità di tutti i partecipanti e degli allievi allo Stage che hanno lavorato e studiato, apprendendo correzioni e consigli dagli esimi ed esemplari professori dell’Accademia Vaganova.

Tra tutti la mia nota di merito, in qualità di auditore allo Stage, è indirizzata al virtuoso Davide Sioni (al quale, altresì da parte mia, è stato assegnato anche l’Attestato per la partecipazione alla serata finale del “Premio Silvio Oddi” dedicato all’eccellenza maschile) un danzatore di generosa presenza scenica, pulitissimo nella tecnica e nelle eleganti linee, il quale ha rivelato proporzione e nitore espressivo unitamente a Simeone Silvia, Caccamo Carlotta ed Alessia Rivetti, sicure stelle del domani. Tutti e quattro insieme sono state le rivelazioni dello Stage Internazionale in memoria dell’étoile Nina Soldun, danzatori capaci con un’innata disposizione alla danza professionale e i dovuti crismi consoni all’arte coreutica in una costruzione decisiva e narrativa.

Il mio personale in bocca al lupo a tutti gli allievi (più di 140 presenti durante il mese di stage) che si sono misurati con un lavoro assai difficile in sala danza, accademico, puro nella sua totale disciplina e fatica. Ogni partecipante si è reso onore dando il meglio di sé, regalando le proprie emozioni, accettando i consigli e sicuramente uscendone arricchito sia artisticamente sia umanamente.

Nella sua interezza, il programma del “Gala Concerto” si è manifestato una perfetta alchimia d’unione di alcune tra le più belle pagine del grande repertorio classico con la totale fusione della danza contemporanea nell’appagante artisticità.

I professori e artisti Vadim Desnitsky e Marina Vasilieva: binomio di garanzia e di altissima qualità, hanno offerto al pubblico, sofisticate composizioni di preziosi autori in un affresco di stili ben amalgamati, al fine di portare in luce le reali capacità accademiche e tecniche di ogni singolo danzatore, incarnando con leggiadria e soavità momenti di incantevole emozione.

Platea plaudente, festosa e convinta in un crescendo di consensi finali.

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