Beethoven e i contemporanei: ecco il 4° concerto diretto da Antonio Pappano

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fotoOrchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano Direttore

Ciro Visco Maestro del Coro

Sollima Ludwig Frames, per Coro e Orchestra

Nuova commissione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Beethoven Sinfonia n. 6 “Pastorale” in fa magg. op. 68, Sinfonia n. 8 in fa magg. op. 93

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Prosegue con vivissimo successo “Beethoven e i contemporanei“, il progetto che prevede l’esecuzione delle nove Sinfonie dirette da Antonio Pappano sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia, accostate a pagine di compositori contemporanei a noi e a Beethoven stesso.

Per il quarto appuntamento sabato 24 ottobre (Sala Santa Cecilia ore 18; repliche lunedì 26 ore 20,30 e martedì 27 ore 19,30), l’Orchestra e il Coro dell’Accademia eseguiranno la Sinfonia n. 6 “Pastorale” in fa magg. op. 68 e la Sinfonia n. 8 in fa magg. op. 93 di Beethoven e Ludwig Frames per coro e orchestra, nuova commissione che Santa Cecilia ha affidato al violoncellista e compositore Giovanni Sollima.

«La prima idea per la creazione di un brano ispirato a Beethoven – dichiara Sollima – è nata esaminando i “Quaderni di conversazione”, ovvero quei taccuini che il grande compositore utilizzava per comunicare, a partire da quando la sua sordità si era seriamente aggravata. Dei “Quaderni di conversazione” ne esistono a centinaia e naturalmente sono pieni di esempi musicali, abbozzi, progetti mai sviluppati, spesso solo scarabocchi… Quando è arrivata la proposta di Santa Cecilia per la composizione di un nuovo brano, da accostare a due Sinfonie, ho avuto l’idea di tornarci su per approfondirne la conoscenza, per rielaborare il caos geniale di quel piccolo ed evocativo universo fatto di segni, appunti e pensieri, per trarne una nuova composizione in un linguaggio che fonda epoche e stili diversi e completamente originali».

Giovanni Sollima nasce a Palermo il 24 ottobre 1962 da una famiglia di musicisti. Parallelamente all’attività di solista, la sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della composizione, attraverso contaminazioni fra generi diversi come il rock, il jazz, l’electronic, il minimalismo anglosassone e musica etnica di tutta l’area mediterranea, sulla base di una profonda preparazione classica. Sollima nelle sue creazioni si avvale dell’utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, affiancandone altri di sua invenzione, come l’Aquilarco, e altri ancora realizzati appositamente per lui, come il violino tenore presente nei quadri di Caravaggio e fedelmente ricostruito dal liutaio Walter Cangialosi, l’Ice-Cello di Tim Linhart che nell’inverno del 2007 ha suonato a 3.200 metri di altitudine, in un teatro-igloo costruito sul ghiacciaio della Val Senales, il D-Touch di Enrico Costanza del Politecnico di Losanna (una sorta di sequencer di legno, inserito nell’organico orchestrale del brano Passiuni, diretto nel 2008 da Riccardo Muti al Ravenna Festival), mentre nel 2013 al Teatro Valle di Roma e nel 2014 alla Triennale di Milano, Sollima si è cimentato con un violoncello di fieno opera della scultrice Julia Artico.

Molteplici le sue composizioni per il cinema e la televisione: compone per Marco Tullio Giordana (I cento passi, La meglio gioventù), Peter Greenaway (The Tulse Luper Suitcases e Nightwatching), John Turturro (Prove per una tragedia siciliana), Lasse Gjertsen (Daydream), Maurizio Zaccaro (Il bell’Antonio, RaiUno), Franco Battiato (‘Bitte Keine Reklame’, RaiDue). Per il teatro scrive ed esegue musiche di scena per registi come Bob Wilson (Imagining Prometheus a Siracusa e Milano), Alessandro Baricco (Ring al Valle di Roma e Iliade all’Auditorium di Roma e al Lingotto di Torino), Peter Stein (Medea in tour in Italia e Grecia). Nel 2006 Peter Greenaway sceglie la sua musica per la grande installazione allestita ad Amsterdam in occasione del IV centenario rembrandtiano. Per la danza con Karole Armitage, Micha van Hoecke, Bebe Miller, Fabrizio Monteverde, Matteo Levaggi e Carolyn Carlson. In veste di solista, o con diversi gruppi strumentali, esegue le sue composizioni nelle sale più prestigiose di tutto il mondo ma anche in ambiti alternativi, vicini al pubblico più giovane e di confine, come RadioDeejay o la Knitting Factory di New York, vero tempio dell’underground, quando il Premio Pulitzer Justin Davidson lo definisce “The Jimi Hendrix of the Cello”, o la Notte della Taranta, di cui è direttore musicale nel 2013 e 2014, e la cui diretta tv batte ogni record d’ascolti per Rai5. Suona un violoncello Francesco Ruggeri (Cremona, 1679), insegna presso la Fondazione Romanini di Brescia e, dal 2010, presso l’Accademia di Santa Cecilia, dove recentemente è stato insignito del titolo di Accademico. È inoltre il Direttore artistico della Società Italiana del Violoncello. Pubblica i suoi lavori presso la Casa Musicale Sonzogno di Milano.

Il concerto di lunedì 26 ottobre sarà trasmesso in diretta su Rai Radio Tre, mentre quello di martedì 27 sarà ripreso e trasmesso su Rai5 giovedì 29 ottobre alle 21.15.

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Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Sabato 24 ottobre ore 18 – Lunedì 26 ore 20,30 – Martedì 27 ore 19,30

 

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