Beyond Vanja

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fototratto da Zio Vanja di Anton Čechov

elaborazione drammaturgica Antonello Antinolfi
regia Francesco Leschiera

con Sonia Bugarello, Ettore Di Stasio, Matteo Ippolito, Alessandro Macchi, Giulia Pes

scene e costumi Francesco Leschiera, Alice Manieri, Chiara Bartali

luci Luca Lombardi

elaborazione e scelte musicali Antonello Antinolfi

assistente alla regia Edoardo Visentin

scenografie digitali DORA VISUAL ART

produzione Teatro del Simposio

video Alice Francesca Sabbatini /Mentezero

in collaborazione con Manifatture Teatrali Milanesi

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Il Teatro del Simposio torna al Teatro Litta e alla sua sala La Cavallerizza: dopo il successo della passata stagione di Frammenti di contemporaneità (Meno Emergenze), Francesco Leschiera porta in scena, in prima nazionale, Beyond Vanja. Antonello Antinolfi ripropone un’elaborazione drammaturgica del celebre
Zio Vanja di Anton Čechov: con Beyond il volere è quello di andare oltre la semplice trasposizione del testo, cercando invece nuove forme di rappresentazione, senza tuttavia snaturare l’essenza delle atmosfere e delle tematiche trattate. Coinvolgendo tutti i sensi, Beyond Vanja rappresenta un classico rielaborato su un piano contemporaneo, per un evergreen senza tempo.

Nelle vite monotone e laboriose di Zio Vanja e sua nipote Sonja irrompe improvvisamente il professor Serebrjakov, marito della defunta sorella di Vanja e sposato in seconde nozze con la bellissima Elena, pigra, indolente, ma raggiante di giovinezza. Vanja e il medico Astrov si innamorano di lei. Vanja smette di occuparsi dei campi, Astrov trascura i malati, mentre Sonja, segretamente innamorata di Astrov, soffre. Un giorno Serebrjakov propone di vendere la proprietà della defunta moglie per investire il capitale in modo più redditizio. Vanja reagisce, esplode, esternando tutto l’odio represso per il vecchio ed egoista professore. La situazione diventa insostenibile e Serebrjakov parte insieme alla moglie. Alla fine la vita riprende con la stessa monotonia di prima: le ferite si rimarginano, non c’è che da aspettare. Questo spettacolo, adattamento del testo Zio Vanja, rappresenta un mondo di personaggi che non vivono, ma trascinano la propria vita senza scosse, senza emozioni, senza ideali. Ovvero questo avviene solo in apparenza, perché essi, seppure incapaci di effettuare scelte nel timore del cambiamento, sono trascinati dalle passioni. In tale inquietudine di sentimenti non corrisposti, arriva la scintilla che fa vacillare i già precari equilibri. Ma è solo un temporale autunnale che arriva all’improvviso e si dissolve con la stessa rapidità, per tornare alla calma triste e rassegnata di sempre.

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DALLE NOTE DI REGIA

I motivi che mi hanno spinto a scegliere tale testo sono molteplici. Primo su tutti la tematica e la voglia di raccontare l’identità dell’uomo, psiche e materia, attraverso i personaggi cechoviani, nei quali ritrovo una contemporaneità disarmante. Secondo motivo il rinnovare una scelta già proposta in altre occasioni, il voler sperimentare partendo dall’elaborazione drammaturgica che si concentra innanzitutto sulla sottrazione di alcuni personaggi principali; ciò non si traduce nella loro assenza, ma al contrario essi sono presenti nelle parole e nel pensiero degli altri. Si esprime inoltre la volontà di proseguire il percorso che il Teatro del Simposio ha intrapreso qualche anno fa, ossia quello di contaminare i nostri lavori con altre forme d’arte come la performance, l’installazione, il light design. In tale contesto la scelta del titolo Beyond Vanja, indica proprio questa necessità di andare oltre la semplice trasposizione del testo, cercando invece nuove forme di rappresentazione, il totale coinvolgimento dei sensi -ad esempio non solo la vista o l’udito, ma anche l’olfatto- senza mai tradire l’essenza delle atmosfere e delle tematiche. Queste motivazioni mi spingono a portare in scena un classico, rielaborato su un piano contemporaneo, che si avvicini il più possibile all’oggi senza snaturare il tema, il clima e la storia che Čechov ci ha trasmesso attraverso i suoi testi.

Francesco Leschiera

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Teatro del Simposio

Gruppo milanese di sperimentazione che lavora su molteplici forme teatrali, nato da comuni esperienze formative e professionali elaborate nel corso degli anni.  L’incontro di Francesco Leschiera, Alessandro Macchi e Antonello Antinolfi avviene innanzitutto su un aspetto contenutistico, che ha creato un filo conduttore nelle produzioni del gruppo: l’esigenza di raccontare l’identità dell’uomo, psiche e materia, delle sfaccettature che gli appartengono in modo universale ma che inevitabilmente si legano alla concretezza della vita ed al vissuto individuale. Il lavoro si sviluppa dal testo, individuando ed evidenziando la tematica che si vuole affrontare e il messaggio da comunicare. Da questa impronta nasce la costruzione dei personaggi che parte dall’elaborazione delle fisicità e vocalità. Spesso lo spunto viene da opere d’arte, in particolare i quadri di Francis Bacon, ma anche dalla gente comune, entrambi, seppur molto diversi, sono fonte di interpretazione e rielaborazioni importanti. Attraverso l’improvvisazione, sul corpo e sulla parola, che si fondono gradualmente nel lavoro in sala prove, si raggiunge la messinscena finale. Il fine è quello di trasmettere al pubblico non un messaggio univoco, ma uno spunto di riflessione sul mondo e sull’uomo che lo vive, lo sperimenta e lo agisce.
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Francesco Leschiera si forma come attore e regista lavorando con Marco Maria Linzi, Carmelo Rifici, Andrea Lanza, Paolo Trotti, Antonio Sixty, Renzo Martinelli e Claudio Collovà. Nel 2007 scrive e dirige la sua prima regia cinematografica girando il Cortometraggio Vittoria selezionato al Festival Cinemadamare e nel 2010 scrive e dirige il Cortometraggio Dentro la Testa selezionato e proiettato al Milano FilmFestival nella Scatola Nera del Piccolo Teatro di Milano.Per il Teatro del Simposio firma le regie de Le Serve di Jean Genet, Una (disprezzata)sera d’autunno di Fredrerich Durenmatt, La Città degli specchi di Antonello Antinolfi, la Bi(g)sbetica domata di William Shakespeare, Frammenti di Contemporaneità (Meno Emergenze) e Rumori di Antonello Antinolfi.

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Alessandro Macchi si forma e lavora come attore con Marco Maria Linzi, Andrea Lanza, Gaddo Bagnoli, Irina Jilieva, Andrea Novicov; amplia la propria formazione attraverso vari laboratori: IsterTeatar di Belgrado, Chris White, Carmelo Rifici, Claudio Collovà, Vincenzo Attingenti, Elena Arcuri, Scimmie Nude.
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Antonello Antinolfi matura le sue esperienze teatrali con il Teatro della Contraddizione, Marco Maria Linzi, Paolo Trotti, Carmelo Rifici, ampliando la formazione attraverso i vari laboratori: Eugenio Allegri, Carolina Calle Casanova, Christian di Domenico, IsterTeatar. Per il Teatro del Simposio collabora come drammaturgo e musicista, in questo ruolo sperimentando sovrapposizioni di generi e nuove modalità espressive: noise, glitch, voices, microsound.

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INFORMAZIONI
La Cavallerizza – da martedì a sabato ore 21:00 – domenica 17:00 – lunedì riposo – Durata: 1 ora e 30 min –
Biglietti: intero 14€, ridotto 10€
Abbonamenti e convenzioni –  www.mtmteatro.it

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BIGLIETTERIA UNICA

Corso Magenta 24, Milano

02 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it

Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle 15:00 alle 19:30

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PREVENDITA ONLINE

Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita vivaticket.it

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MODALITÀ DI RITIRO

I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti presso il Teatro Litta negli orari di prevendita o la sera stessa presso il teatro sede dello spettacolo a partire dalle 18:30

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