Specchi nel tempo: Casale-Beethoven-Čajkovskij, successo al Teatro dell’Opera di Roma

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Foto di Yasuko Kageyama-Opera di Roma
Foto di Yasuko Kageyama-Opera di Roma

Tutto esaurito al Costanzi di Roma con Casale-Beethoven-Čajkovskij, il primo dei sei appuntamenti concertistici in programma di Specchi nel tempo, la stagione di musica contemporanea del Teatro dell’Opera di Roma curata dal Maestro Giorgio Battistelli.

Merito anche della curiosità del pubblico e dei prezzi estremamente competivi (posto unico in vendita a 20 euro, 10 euro per i giovani) che hanno solleticato l’interesse del pubblico accorso in gran massa. Fra le più interessanti novità della stagione 2015/2016 del Teatro romano, la rassegna concertistica proposta inaugurata con il concerto di mercoledì 11 novembre, si basa sulla trasmissione del sapere musicale da un’epoca all’altra passando così dall’Ottocento al Novecento e di qui al tempo presente: intuizione che colpisce nel segno offrendo al pubblico del Costanzi anche un colpo d’occhio particolare con l’assetto rinnovato della platea trasformata in una sala da concerto con il palco chiuso e l’orchestra avanzata.

Fin rouge della nuova proposta concertistica dell’Opera giocata sul percorso di specchi nel tempo è quella di puntare su giovani talenti alternando proposte contemporanee (rigorosamente in apertura della serata) per passare al repertorio più “consolidato”.

Stimolante esercizio tecnico e interpretativo anche per l’Orchestra chiamata a interpretare pezzi di rara esecuzione e partiture di autori diversi da un punto di vista cronologico confrontandosi nella stessa serata con stili diversi, il primo concerto della rassegna ha visto il debutto romano del direttore d’orchestra, il Maestro venezuelano Dietrich Paredes, entusiasta ed energico sul podio che ha traghettato l’Orchestra dalla profondità di Casale alla grandezza misurata di Beethoven arrivando all’intensità romantica di Cajkovskij.

In apertura la delicata e soffusa partitura di Emanuele Casale (classe 1974), Esercizio sul risveglio dalle atmosfere rarefatte e ipnotiche che accompagna il pubblico verso il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Beethoven, di stampo settecentesco, ma trainato dalla forza interpretativa del brillante e giovane pianista Cédric Tiberghien acclamato dal pubblico. La seconda parte del concerto è interamente dominata dalla forza emozionale della Quinta di Čajkovskij che colpisce il cuore del pubblico.

Applausi a scena aperta per una serata di grande successo, la prima di un ciclo che riprenderà a gennaio e si concluderà a ottobre 2016 con altri cinque concerti in programma mentre il Teatro si prepara all’inaugurazione della stagione d’opera con The Bassarids il prossimo 27 novembre.

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