Da dove nascono le stelle – Lasciati amare

0
262
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoUn piccolo idillio sorto dalla collaborazione fra Simone Sandroni e Giorgio Rossi, già co-autori di “Piume” alla Biennale della Danza di Lione nel 1998.

Il progetto “Da dove nascono le stelle” prende corpo da una serie di performances che i due coreografi hanno effettuato insieme nel 2013/2014, da cui è nata l’idea di ripercorrere il proprio processo creativo espresso attraverso l’universalità del linguaggio della danza.

Le pulsioni della vita trasposte nel movimento, che le veicola fino a toccare le corde delle emozioni. La sfida di questa nuova rappresentazione è affidata alle danzatrici Elisa Canessa e Fabritia D’Intinio, fisicamente molto diverse ma animate dalla stessa passione per una forma espressiva intensa e leggera come i loro costumi di tulle. Nel finale, spargono fiori dopo aver elencato le personali motivazioni della scelta di danzare (che poi sono le motivazioni degli autori).

Scrive Sandroni: “Nel luogo dove niente è troppo piccolo o troppo grande, si crede a tutto ciò che si ascolta o vede, non per comprendere una verità senza errore, ma per scoprire il cammino verso la verità del sogno. È quello il luogo in cui incontriamo chi vorremmo essere e dove accettiamo ciò che siamo, il luogo dove si svela il mistero e comprendiamo Da Dove Nascono le Stelle”.

Il balletto è preceduto dall’assolo di Giorgio Rossi “Lasciati amare” in cui il danzatore, che si definisce partigiano dell’immaginazione, unisce le forme espressive di parole, musica e danza, coniugate attraverso l’emozione suscitata dal movimento del corpo e offre idealmente all’amata una rosa bianca e i versi di Cesare Pavese “Hai un sangue, un respiro – Sei fatta di carne – di capelli di sguardi – anche tu. Terra e piante, – cielo di marzo, luce – vibrano e ti somigliano – il tuo riso e il tuo passo – come acque che sussultano – la tua ruga fra gli occhi – come nubi raccolte – il tuo tenero corpo – una zolla nel sole”.

Lo spettacolo è stato presentato in occasione dell’inaugurazione del Teatro Zandonai di Rovereto nel 2014 che ha visto esibirsi numerosi artisti e talenti emergenti.

Giorgio Rossi, co-fondatore dell’Associazione Sosta Palmizi che promuove la danza in tutte le sue forme, è alfiere dell’Arte Poetica del Movimento, cioè dell’universalità del linguaggio del corpo che esprime un’energia giocosa e commovente, e collabora con alcune comunità terapeutiche e gruppi di recupero sociale.

LEAVE A REPLY